La cistite

26/10/2009

La cistite nelle età della donna

La cistite nelle bambine
Le bambine, peraltro sane, possono presentare frequentemente episodi di cistite. La risalita dei batteri patogeni dall'uretra è facilitata a questa età soprattutto da un'errata igiene. È necessario insegnare loro sin da piccole a lavare i genitali in maniera corretta, dall'avanti all'indietro, e abituarle all'igiene personale ogni volta che si usa il bagno; sarebbe opportuno utilizzare un detergente lievemente acido e abituarle a svuotare la vescica in maniera regolare, cosa che frequentemente trascurano quando sono occupate nei giochi. È opportuno che venga adottata una corretta alimentazione affinché sia mantenuto costante l'equilibrio della flora batterica intestinale, condizione necessaria per una sua regolare funzione.
Ricordiamo che la stipsi o la diarrea possono facilitare gli episodi di infezione vescicale. Un buon funzionamento dell’intestino e dell’apparato urinario richiede naturalmente un apporto di liquidi sufficiente, ma andrebbero eliminate o almeno ridotte bevande che possono in qualche modo irritare la vescica.
La cistite nella giovane donna | La cistite in gravidanza | La cistite nella terza età | La cistite in menopausa


La cistite nella giovane donna
La cistite non complicata si osserva con molta frequenza nelle adolescenti e nelle giovani donne. Essa è provocata nell’80% dei casi dall’Escherichia coli. I sintomi sono quelli precedentemente elencati.
È importante non confondere una cistite con una vaginite. Le vaginiti si accompagnano quasi sempre a perdite vaginali e in genere non presentano dolore nell’urinare né dolore sovrapubico.

Cause delle cistiti nelle giovani donne
Il fattore più importante è rappresentato dal rapporto sessuale (in genere l’intervallo di comparsa dei sintomi è di 24/48 ore). La risalita batterica dall’uretra alla vescica è facilitata dal rapporto sessuale in maniera meccanica. Inoltre l’uso di creme spermicide può facilitare l’infezione perché alterano l’ecosistema vaginale e permettono la colonizzazione dei patogeni. Se gli episodi si ripetono con frequenza sarebbe opportuno valutare il partner e indirizzarlo ad esami specifici.
La cistite nella giovane donna può essere anche abatterica, legata al microtrauma prodotto sull’uretra dal rapporto sessuale, specialmente quando coesiste scarsa lubrificazione. Le regole di igiene personale (vedi consigli utili), un’alimentazione sana, regolari controlli ginecologici, qualche piccola precauzione, come urinare subito dopo il rapporto per allontanare i batteri eventualmente introdotti, possono ridurre in maniera significativa il verificarsi o il ripresentarsi di questo disturbo.

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La cistite in gravidanza
Le modificazioni ormonali tipiche della gestazione sono responsabili della maggiore predisposizione alle infezioni urinarie in gravidanza. L’aumento del progesterone diminuisce il tono dell’uretere e dell’uretra alterandone la normale peristalsi. Si aggiunge a ciò la ricchezza nelle urine di substrati nutritivi per i germi. Una batteriuria asintomatica è presente nel 2-8% delle donne gravide; se non monitorata può complicarsi con una pielonefrite acuta nel 15-45% dei casi.
In gravidanza, le infezioni delle vie urinarie non trattate si associano a gravi complicanze materne e fetali: aborto, riduzione del peso del nascituro, rottura prematura delle membrane, parto pretermine.

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La cistite nella terza età
Le cistiti nella donna anziana sono legate all’Escherichia coli nel 75% dei casi ma anche a molte altre specie di batteri.
Cause
  • Modifica dell’ambiente vaginale (atrofi a delle mucose)
  • Aumento del rischio di contaminazione uretrale per aumento delle disfunzioni intestinali (stipsi)
  • Diminuzione delle difese proprie vescicali
  • Diminuzione in generale delle difese immunitarie
La maggior parte delle donne anziane presenta una batteriuria asintomatica (presenza di batteri nelle urine senza alcun sintomo) per cui è opportuno far precedere alla terapia antimicrobica un miglioramento delle condizioni che la determinano:
  • migliorare la funzione intestinale (alimentazione corretta e attività fi sica)
  • migliorare il trofismo dei genitali esterni (terapie topiche)
  • migliorare le difese immunitarie

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La cistite in menopausa
La carenza di estrogeni altera l’ecosistema vaginale, aumentando localmente la capacità di colonizzazione da parte di batteri. Le stesse variazioni ormonali determinano una riduzione della lubrifi cazione vaginale che, accompagnata da un’iniziale atrofi a delle mucose, crea le condizioni che predispongono a vaginiti batteriche o irritative: la porta d’ingresso alle cistiti.
È possibile, inoltre, che a questa età siano presenti piccoli prolassi vescicali, responsabili di svuotamento incompleto delle urine. Il residuo post-minzionale che ne deriva diventa responsabile di ripetuti episodi di cistite.
In tali circostanze la terapia sostitutiva locale, con ovuli e creme a base di estrogeni, può favorire il trofismo delle mucose.
Un programma riabilitativo perineale può, inoltre, migliorare lo svuotamento vescicale.

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