Tipi di mal di schiena
Per mal di schiena si intende un dolore più o meno intenso e continuo, localizzato nella regione lombare (lombalgia) o anche in corrispondenza dell'osso sacro (lombosacralgia); se è coinvolto il nervo sciatico, un nervo molto lungo che origina in corrispondenza delle prime vertebrali lombari e termina nel piede, il dolore interesserà anche i glutei e gli arti inferiori (lombosciatalgia). In questa sede si parlerà della lombalgia, della cervicalgia, del colpo della strega e dell'ernia del disco.| Lombalgia | Cervicalgia | Colpo della strega | Ernia del disco |
Lombalgia Si tratta del mal di schiena più frequente insieme alla cervicalgia e può presentarsi sia nella forma acuta che in quella cronica. Nella forma acuta il dolore si presenta durante un movimento di estensione del tronco, per esempio mentre si solleva un peso da terra (vedi più avanti il colpo della strega). Nella forma cronica, invece, il dolore si presenta a livello della zona lombare della colonna e si prolunga senza interruzione da almeno 6 mesi: colpisce il 5 per cento di chi è affetto da lombalgia, ossia il 4 per cento dell'intera popolazione (2 milioni di persone circa in Italia). A differenza della forma acuta, nella forma cronica il dolore è di vecchia data. Di solito la persona che ne soffre è in grado di indicare le posizioni del corpo che intensificano o diminuiscono il dolore. Una caratteristica tipica di chi è affetto da lombalgia cronica è quella di "essere storti", ossia guardandosi allo specchio il paziente può riferire di "pendere" da un lato: il motivo è dato da una reazione naturale di difesa della muscolatura della schiena che tende a proteggere la parte dolente contraendosi intorno, nel tentativo di tenere fermo il tratto della colonna colpito impedendogli così ulteriori sollecitazioni. |
Cervicalgia Quanti possono affermare di non avere mai sofferto di cervicalgia, quel disturbo chiamato comunemente "cervicale"? Questo dolore può presentarsi in modo acuto oppure lento e acuirsi con il tempo (forma cronica). Nel primo caso la persona lamenta un dolore improvviso e violento in una ristretta zona della nuca (torcicollo) che impedisce in genere la rotazione del corpo o verso destra o verso sinistra accompagnato a volte da forte nausea oppure, più raro, da vertigine, ronzio auricolare, agitazione e lieve confusione mentale. Quando è ad insorgenza lenta, invece, il dolore riferito è sordo e localizzato in un tratto cervicale della colonna e provoca dolore, per esempio, guardare in alto o indietro (come nelle manovre di retromarcia in auto). Talvolta ogni movimento del collo fa male ed il dolore può scomparire e ricomparire a brevi intervalli senza un riferimento preciso, oppure essere silente per molto tempo per poi riacutizzarsi improvvisamente. Una variazione del dolore cervicale è la nevralgia cervico-brachiale, che presenta un interessamento delle radici nervose e provoca dolore alla nuca e al braccio, fino ad arrivare anche alla mano. Il dolore può essere: a destra, a sinistra o bilaterale; intenso o lieve; persistente o presente solo durante alcuni movimenti; aggravato nella posizione supina e attenuato in altre (per esempio, mettendo le mani dietro la nuca). Anche se le cause della cervicalgia possono essere diverse, le principali possono essere individuate nella sedentarietà e nella postura che si tiene nelle ore di lavoro (in particolare chi lavora con il computer). Per prevenire la comparsa di cervicalgie, quindi, è indispensabile controllare i fattori di rischio, cioè correggere la postura scorretta. |
Colpo della strega Non è raro che dopo uno sforzo particolarmente intenso si resti completamente bloccati con la schiena. Il colpo della strega è un dolore lancinante che arriva all'improvviso alla parte bassa della schiena, una lombalgia, che solitamente colpisce le persone tra i 30 ed i 40 anni. Sebbene la causa principale sia lo sforzo intenso, talvolta può anche arrivare dopo un colpo di freddo. In realtà, nella parte inferiore della spina dorsale fuoriescono i nervi spinali, che controllano muscoli ed organi addominali e gli atri inferiori. Quando, per un movimento brusco o uno sforzo improvviso e mal controllato, i nervi spinali si comprimono, danno quella particolare sensazione di dolore. A questa sensazione i muscoli rispondono con una contrazione che vanifica qualsiasi altro tentativo di movimento e si resta bloccati. Solitamente, il colpo della strega dura all'incirca 3 giorni. Se dura di più di tre mesi, o se si ripete con grande frequenza, è meglio ricorrere allo specialista perché potrebbe esserci qualche altro problema che provoca una sensibilità maggiore dei nervi spinali ed una maggiore facilità alla contrazione dei muscoli. Purtroppo, non ci sono cure che facciano guarire "subito" dal colpo della strega. Piuttosto, il trattamento si basa su cure lenitive del dolore ed antinfiammatori per sbloccare i muscoli. È importante, in questi casi, evitare di stare a letto, perché la stasi potrebbe peggiorare la situazione. È bene muoversi senza fare sforzi che coinvolgano i muscoli della schiena. Può anche essere utile fare dei massaggi per cercare di riprendere lentamente l'elasticità muscolare di prima. La prevenzione è l'arma migliore quindi meglio evitare alcuni movimenti "rischiosi", per esempio meglio non caricare le buste della spesa soltanto su un braccio, ma bilanciare il peso su tutti e due i lati del corpo. E ancora, non sollevare pesi da terra incurvandosi: i pesi vanno alzati flettendo le ginocchia e non piegando la schiena. |
Ernia del disco L'ernia del disco è la rottura di un disco intervertebrale che colpisce in particolare giovani adulti, tra i 30 ed i 40 anni di età, in alcuni casi impegnati in attività professionali o sportive che comportano un lavoro notevole per la colonna vertebrale. Posti tra una vertebra e l'altra, i dischi funzionano come degli "ammortizzatori" della colonna vertebrale. Ogni disco è costituito da un anello fibroso esterno di cartilagine e da una parte interna, gelatinosa, chiamata nucleo polposo, costituita prevalentemente di acqua. Quando l'anello esterno perde di consistenza o si rompe, parte del nucleo si fa strada tra una vertebra e l'altra con comparsa dell'ernia. Tutti i dischi intervertebrali possono rompersi, ma di solito la rottura interessa i dischi posti nel tratto lombosacrale della colonna vertebrale (quarta e quinta vertebra lombare, prima vertebra sacrale) e, meno frequentemente, quelli del collo. Il sintomo principale della rottura di un disco intervertebrale è il dolore localizzato nel punto della colonna vertebrale interessato. Più spesso sono coinvolte le vertebre lombari e pertanto si avrà la comparsa di un mal di schiena (lombalgia). Il dolore può insorgere acutamente, in seguito ad uno sforzo anche lieve, come nel classico "colpo della strega", oppure manifestarsi progressivamente: all'inizio è soltanto un lieve fastidio alla schiena, per diventare nelle ore o nei giorni successivi sempre più forte e insopportabile, fino a impedire le normali attività quotidiane (alzarsi dal letto, lavarsi, sedersi, divertirsi). L'ernia del disco non è l'unica causa possibile di lombalgia, che anzi è più frequentemente determinata da malattie meno gravi (artrosi, posture scorrette o eccessivo carico di lavoro per la colonna vertebrale). Quando però il dolore interessa anche i glutei e gli arti inferiori, con possibili difficoltà di movimento e sensazioni di formicolio alle gambe, si parla di lombosciatalgia, comunemente detta sciatica. In questo caso è molto probabile che la sintomatologia sia dovuta ad un'ernia del disco che irrita o schiaccia del tutto il tratto iniziale (le radici) del nervo sciatico, un lunghissimo nervo che origina proprio in corrispondenza delle vertebre lombari e termina nel piede. |