Raffreddore allergico

26/10/2009

Come riconoscerlo

Per eseguire una corretta diagnosi sono necessari alcuni elementi: la presenza di soggetti allergici in famiglia, eventuale storia personale di allergia, per esempio alimentare; tipi di sintomi accusati (in che periodo dell'anno e in che tipo di ambiente). I sintomi più frequenti di cui soffre un malato di rinite allergica sono il prurito al naso e gli starnuti a raffica (più frequenti al mattino e alla sera).
E ancora:
  • secrezione nasale acquosa limpida
  • naso chiuso che costringe il paziente a respirare a bocca aperta e di notte può far russare
  • bruciore, arrossamento e prurito agli occhi (congiuntivite)
  • prurito alle orecchie
  • tosse secca o asma bronchiale spesso solo da sforzo
  • mal di testa all'altezza della fronte
  • disturbi all'udito
  • facile stanchezza e irritabilità.
L'anamnesi, ovvero la raccolta dettagliata di informazioni sulla vita e le malattie del paziente e i sintomi che avverte, può essere confermata da test di laboratorio.

Test cutanei | Altri esami


Test cutanei
Un aumento del numero di un particolare tipo di anticorpi nel sangue e nelle secrezioni spesso è associato alla malattia. Ma per confermare l'esistenza di un'ipersensibilità a un determinato allergene o a un gruppo di allergeni vengono impiegati test specifici. I più importanti sono i test cutanei.

I testi cutanei sono il metodo più utile per confermare la presenza di un'ipersensibilità specifica. Le soluzioni impiegate per i test sono ottenute da estratti di materiali inalati, ingeriti o iniettati (per esempio pollini di alberi trasportati dal vento; acari della polvere, forfore e secrezioni di animali, veleni di insetti, cibi).

Per l'esecuzione del prick test (test della puntura), il primo ad essere fatto, viene posta sulla cute una goccia di un estratto allergenico diluito: la cute viene poi punteggiata o forata passando attraverso l'estratto, solitamente premendo su di essa con un ago o un altro strumento sottile e acuminato. Di solito è sufficiente per individuare una ipersensibilità nei confronti della maggior parte degli allergeni. Per le allergie alimentari da solo è decisivo per la diagnosi. Il test intradermico (o intracutaneo), invece, viene eseguito iniettando con una siringa la quantità di estratto sterile diluito sufficiente per produrre una vescicola di 1-2 millimetri. Essendo più sensibile, questo tipo di test può essere adoperato per verificare allergeni inalatori sospetti che hanno prodotto un prick test negativo o di dubbia interpretazione.

Il test cutaneo viene considerato positivo se provoca entro 15 minuti una reazione con presenza di eritema e di un pomfo del diametro di almeno 5 millimetri più grande del controllo.

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Altri esami
Quando è impossibile eseguire i test cutanei diretti, per la presenza ad esempio di una dermatite, si può eseguire un test di radioallergoassorbimento (RAST), che rileva la presenza nel sangue di immunoglobine (IgE) specifiche per l'allergene considerato. Questo esame si effettua solo in casi selezionati. A differenza dei test cutanei, infatti, i risultati dell'esame del sangue richiedono diversi giorni di lavorazione perché il campione di sangue deve essere inviato in un laboratorio specialistico per essere analizzato e i risultati vanno poi inviati al medico che ha effettuato il prelievo.

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