26/10/2009
L'ABC dell'allergia
Negli ultimi 20 anni sono quadruplicate le persone che soffrono di rinite allergica: attualmente in Italia sono circa il 15 per cento della popolazione, complice anche l'elevata presenza di inquinanti. La frequenza della malattia aumenta progressivamente a partire dall'infanzia, raggiungendo il culmine tra i 20 e i 30 anni. Dopo quest'età e soprattutto in età avanzata tende a regredire.
Ma oggi sono sempre più frequenti i casi di persone che diventano allergiche dopo i trent'anni oppure che, con il passare degli anni, si sensibilizzano ad altre sostanze che fino a quel momento non provocavano manifestazioni allergiche, o ancora che presentano, man mano che il tempo passa, un aggravarsi dei sintomi.
| Se la malattia non viene curata, può provocare un'asma bronchiale: ne soffre un paziente su tre. Ecco perché si tratta di una malattia che va tenuta distinta dal raffreddore comune, anche se alcuni sintomi all'apparenza sono simili. Nella rinite allergica la tosse genera difficoltà di respirazione piuttosto che catarro, il muco è più liquido e acquoso, spesso si avverte prurito al palato. A volte sono presenti congiuntivite, arrossamenti della pelle e asma.
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Le sostanze responsabili
Tra le sostanze che possono provocare la rinite allergica la più comune è il polline. Poiché, infatti, nell'ultimo secolo, il numero di persone che accusano questo disturbo è aumentato in percentuale di dieci volte, sono stati condotti esperimenti di laboratorio che hanno evidenziato come il polline, combinato con altre sostanze, aumenti notevolmente il suo potere allergizzante. Si tratta di sostanze inquinanti che negli ultimi cento anni hanno invaso la nostra atmosfera: provengono dalle fabbriche, dal fumo delle sigarette e dagli scarichi dei motori e insieme al polline danno origine a composti particolarmente aggressivi per le vie respiratorie.
I principali allergeni vengono distinti in stagionali e perenni. Quelli perenni comprendono:
- Gli acari della polvere. Negli anni '60 è stato scoperto che l'allergene principale della polvere domestica è costituito dagli acari. Questi appartengono alla classe degli aracnidi, la stessa famiglia dei ragni, e sono associati agli ambienti di vita dell'uomo in quanto si nutrono di forfora umana, spore di muffe e residui di cibo. Gli allergeni principali degli acari della polvere sono contenuti nei loro escrementi: è possibile ritrovare fino a 100.000 particelle fecali per grammo di polvere presente in ambiente contaminato dagli acari. È importante sapere dove si trovano maggiormente gli acari per poi attuare norme di profilassi adeguate. Gli acari vivono bene alla temperatura di 27° e con umidità superiore al 70 per cento, nei materassi di lana, in tappeti, moquettes, divani, tende, stoffe. Proliferano maggiormente in autunno e primavera. Non vivono, invece, ad altezze superiori ai 1000-1500 metri e a temperature superiori ai 60°
- I derivati di animali domestici, in particolare di gatto e cane. Gli allergeni sono presenti sia nei derivati epiteliali propriamente detti (pelo, squame dermiche) che nel siero, saliva e urine. L'allergia più frequente è al gatto: in questo caso gli allergeni possono essere trasportati a distanza creando così problemi negli allergici anche in assenza dell'animale
- Le muffe. Quelle che maggiormente causano allergia sono: l'alternaria (presente nel suolo, sugli alberi da frutta o sulle derrate) e il cladosporium (più diffuso, ma meno allergizzante). Le muffe possono anche essere contenute negli ambienti interni, nei contenitori di vegetali, nelle scorte alimentari, nelle tappezzerie, nelle docce, negli umidificatori, nei condizionatori, nelle abitazioni umide
- Gli agenti professionali (per esempio proteine animali, polveri di legno, caffè, sali di platino, lattice).
Gli allergeni stagionali comprendono i pollini liberati da piante o erbe. I sintomi si scatenano durante l'impollinazione che dipende dal periodo di fioritura delle piante considerate, variabile nelle diverse regioni italiane. I pollini più frequenti sono quelli di:
- graminacee (erbacce dei prati): fioritura primaverile (maggiore rilevanza al nord)
- parietaria (erba muraiola): fioritura a tarda primavera al nord e tutto l'anno al sud (maggiore rilevanza al centro sud e in Liguria)
- composite: fioritura estiva
- nocciolo: fioritura a fine inverno-primavera (maggiore rilevanza al nord)
- cipresso: fioritura invernale (maggiore rilevanza al centro e al nord est)
- olivo: fioritura a inizio primavera e più precoce nei luoghi marini.
Per maggiori dettagli sono a disposizione, anche sul web, calendari pollinici che mettono in evidenza quali sono i pollini più importanti nelle diverse regioni e l'esatto periodo d'impollinazione. Ci sono infatti degli apparecchi cattura-pollini dislocati in diverse aree geografiche che ci permettono, addirittura settimanalmente, di sapere esattamente il numero di pollini liberati dalla differenti piante.
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