Raffreddore allergico

26/10/2009

Trattamento

L'allergia non può essere affrontata prescindendo dall'intero sistema di difesa dell'organismo. Sopprimere il sintomo non è sufficiente perché l'allergia potrebbe presentarsi sotto una forma diversa. Questo perché l'allergia è un processo infiammatorio e in presenza dell’allergene l’infiammazione permane anche in assenza di sintomi. Se non ci si cura in modo continuo, ma solo al bisogno, l’infiammazione persiste e i sintomi quando ricompaiono sono sempre più difficili da controllare e possono manifestarsi anche per esposizione a irritanti non allergenici. L’uso di diversi farmaci dipende dalla gravità dei sintomi e dal tipo di sintomatologia maggiormente accusata dal paziente.

I farmaci antiallergici | Il vaccino (o immunoterapia)


I farmaci antiallergici
I farmaci che generalmente vengono impiegati nella rinite sono:
  • antistaminici, sia a uso locale che da utilizzare per bocca. I più utilizzati sono quelli di seconda generazione che causano minori disturbi a carico del sistema nervoso centrale (per esempio sonnolenza, difficoltà a concentrarsi, diminuzione dei riflessi); gli antistaminici sono utili nelle forme di lieve-media gravità, quando predomina il prurito e sono più facili da usare
  • steroidi sotto forma di spray nasali: sono utili nelle forme più gravi, quando predomina il naso chiuso; è importante usare correttamente lo spray e, a seconda dei diversi prodotti, devono essere utilizzati una o due volte al giorno. Gli steroidi vanno utilizzati solo per brevi periodi in quanto se usati a lungo possono causare effetti collaterali (per esempio diabete o ipertensione)
  • cromoni: sotto forma di spray nasali sono efficaci solo nelle forme lievi e più nella prevenzione che nella cura dei sintomi; presentano però la scomodità di dovere essere utilizzati più volte al giorno (è importante utilizzare in modo corretto lo spray).
Qualora le terapie non fossero efficaci bisogna pensare alla presenza di altre malattie concomitanti, per esempio la sinusite, che rappresenta una frequente complicanza delle forme di riniti allergiche causate dagli acari, la poliposi nasale, le deviazioni del setto nasale o altre malattie di pertinenza otorinolaringoiatrica.

Gli spray a base di vasocostrittori nasali che vendono liberamente le farmacie vanno utilizzati nei casi di grave ostruzione nasale, solo per periodi di circa una settimana. Se usati più a lungo danneggiano la mucosa del naso. I prodotti sempre a base di vasocostrittori da utilizzare per bocca vanno impiegati con cautela negli anziani in quanto possono causare effetti collaterali quali ipertensione e disturbi cardiaci. È importante curare in modo corretto la rinite in quanto un buon controllo della malattia influisce anche sull'asma spesso presente: secondo alcuni studi, l'utilizzo degli antistaminici e degli steroidi topici, in soggetti affetti da rinite e asma, riduce la gravità della malattia asmatica.

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Il vaccino (o immunoterapia)
Consiste nella somministrazione, al paziente, di dosi progressivamente crescenti dell'allergene responsabile della sua patologia allo scopo di ridurre i sintomi determinati dall'esposizione all'allergene stesso. Allo stato attuale rappresenta l'unico trattamento specifico in grado di modificare la storia naturale della malattia, inibendo l'evoluzione della rinite in asma e la comparsa di nuove sensibilizzazioni. La forma classica di somministrazione degli estratti allergenici è stata per anni quella iniettiva. Negli ultimi anni sono state sempre più utilizzate con successo le cosiddette vie alternative quali la via nasale e, in particolare, la via sublinguale. Quest'ultima è caratterizzata da una buona efficacia clinica, una buona tollerabilità, una migliore accettazione da parte del paziente.

L'immunoterapia va praticata quando, non essendo possibile evitare l'allergene, si verificano queste condizioni:
  • è richiesto un uso continuo di farmaci
  • i farmaci impiegati determinano importanti effetti collaterali
  • la rinite si associa ad asma.
Perché l'immunoterapia sia efficace è importante che la persona affetta da rinite allergica sia sensibile ad un solo allergene oppure che nei soggetti polisensibili uno o due diversi tipi di allergeni risultino clinicamente responsabili della patologia in causa. È importante anche il tipo di estratto utilizzato e la sua standardizzazione: devono essere impiegati solo vaccini contenenti estratti di allergeni di documentata efficacia clinica.
L'efficacia dell'immunoterapia dipende dalla dose. È consigliabile sottoporsi alla terapia per 3-5 anni: se dopo 2 anni il paziente non mostra alcun miglioramento clinico, va sospesa.
Il vaccino va associato alla profilassi ambientale e al trattamento farmacologico. Quest'ultimo può poi essere sospeso qualora il paziente mostri, con il passare del tempo, un completo controllo della sintomatologia solo con l'immunoterapia.

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