Complicazioni
Le complicazioni dell'influenza si verificano quando l'infezione, anziché restare limitata alle prime vie respiratorie, si propaga ai bronchi e ai polmoni. Le complicazioni più comuni sono la bronchite e la polmonite, dovute in genere all'intervento di ba| Polmonite virale | Polmonite secondaria | Altre complicazioni |
Polmonite virale La polmonite virale primaria è causata dal virus stesso dell'influenza. La maggior parte delle persone ricoverate durante i periodi epidemici a causa di questa patologia ha un'età superiore a 40 anni. Nel 40 per cento dei casi non hanno fattori di rischio di solito associati alla comparsa di complicanze, per esempio: malattie cardiopolmonari, malattia reumatica cardiaca, neoplasie, trapianti d'organo, terapie citotossiche (sostanze che arrestano la divisione cellulare) o steroidee, gravidanza, infezione da HIV. I pazienti presentano una sindrome influenzale seguita da tosse persistente, tachipnea e dispnea che può progredire in una sindrome da difficoltà respiratoria dell'adulto (ARDS). L'intervallo di tempo che intercorre tra l'esordio dell'influenza e la comparsa dei sintomi polmonari è variabile (da meno di 1 giorno sino a 20 giorni) ma nella maggior parte dei casi l'insufficienza respiratoria grave avviene tra il primo e il quarto giorno. Nella metà dei casi vi è una abbondante espettorazione, cioè l'emissione attraverso la tosse del muco prodotto. Un terzo dei pazienti emette sangue dalla bocca (emottisi). Sebbene le tecniche di ventilazione assistita abbiano permesso di migliorare anche le condizioni dei pazienti gravi, il tasso di mortalità resta elevato: intorno al 50 per cento. |
Polmonite secondaria L'infezione da virus influenzale è spesso complicata da polmoniti batteriche secondarie. Questa manifestazione della polmonite è causata da un microbo: il responsabile più frequente è lo Streptococcus pneumoniae, seguito dallo Staphylococcus aureus (isolato nel 25 per cento dei casi). In altri casi sono responsabili altri microrganismi, come l'Haemophilus influenzae e i bacilli Gram-negativi. Le spie di una sopraggiunta infezione batterica possono essere la ricomparsa della febbre, il persistere dei sintomi respiratori e della tosse produttiva durante la seconda settimana. Con lo sviluppo della polmonite la tosse peggiora e aumenta l'espettorato, purulento o ematico. L'influenza può causare anche un aggravamento in pazienti con malattia polmonare cronica ostruttiva, o un deterioramento della funzionalità respiratoria in chi è affetto da fibrosi cistica. Negli asmatici possono comparire, da 5 giorni prima a 10 giorni dopo l'inizio dell'influenza, crisi di dispnea, caratterizzate da difficoltà respiratorie e riconducibili ad iperreattività bronchiale. |
Altre complicazioni Raramente il virus dell'influenza viene isolato in altri organi al di fuori del tratto respiratorio. Le epidemie di influenza possono far aumentare il rischio di meningite (infiammazione delle meningi che avvolgono il sistema nervoso centrale - cervello e midollo spinale), come conseguenza di un danno indotto dal virus a carico della mucosa rinofaringea o di una condizione transitoria di immunodepressione. La malattia si manifesta entro 2 settimane dall'influenza. Altre complicazioni neurologiche da virus dell'influenza possono essere le convulsioni, in presenza di febbre molto alta e diffuse soprattutto tra i bambini; l'encefalite (infiammazione che colpisce la parte del sistema nervoso centrale che occupa la cavità cranica); la sindrome di Reye, caratterizzata da encefalite (con edema cerebrale), epatite e ipoglicemia (diminuzione degli zuccheri nel sangue). Quest'ultima si verifica più spesso nei bambini che hanno assunto acido acetilsalicilico (aspirina). È stata spesso associata a epidemie di influenza da virus di tipo B. Una sindrome da shock tossico può verificarsi entro una settimana dall'esordio dell'influenza. Può derivare da infezioni a carico dell'apparato respiratorio cui si aggiungono batteri quali Staphylococcus aureus o, più raramente, streptococchi di gruppo A. Un'altra complicanza dell'influenza, poco frequente, può essere la miocardite (infiammazione del tessuto miocardico). Un aumento della sua incidenza si verifica di solito dopo pandemie da virus dell'influenza A. Altre complicazioni di natura cardiorespiratoria possono interessare le donne gravide durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza. |