Trattare l'influenza
Se non esistono problemi di salute, di solito non vengono prescritte cure particolari per l'influenza. Nei casi di influenza non complicata viene di solito utilizzata una terapia volta a controllare i principali sintomi provocati dai virus influenzali. È inoltre consigliabile controllare la febbre affinché non raggiunga valori molto elevati (nei bambini piccoli soprattutto); devono poi essere evitati gli sfebbramenti rapidi e ravvicinati che possono comportare perdite cospicue di liquidi. I farmaci più utilizzati, antipiretici e antidolorifici, sono detti sintomatici perchè portano un certo sollievo ai sintomi, ma non vanno usati per periodi troppo lunghi e senza controllo medico perché potrebbero avere effetti collaterali.| Farmaci antivirali | Altre terapie | Prevenzione |
Farmaci antivirali Sono stati identificati solo due farmaci con azione antivirale, l'amantadina e la rimantadina, che agiscono solo sull'infezione influenzale provocata dai virus di tipo A. Tuttavia, andrebbero usati solo quando ci sono rischi di gravi complicazioni perché possono avere effetti collaterali di tipo neurologico e favorire lo sviluppo di ceppi virali mutanti resistenti. Inoltre, sono efficaci solo nel 70-90 per cento dei casi. L'amantadina è, comunque, sconsigliata per i bambini sotto l'anno d'età. L'amantadina e la rimantadina (non commercializzata in Italia) possono essere utilizzate anche a scopo preventivo nelle persone che sono ad alto rischio per le complicazioni dovute all'influenza e che non si sono potute vaccinare. Inoltre, questi due farmaci, non bloccano completamente l'infezione influenzale tanto da consentire lo sviluppo di una forma di immunità naturale, anche se non compaiono i sintomi influenzali. Nel 1999, è stato messo in commercio in Italia un nuovo farmaco con azione antivirale, lo zanamivir, che è in grado di ridurre la durata della malattia da uno a 2,5 giorni. Lo zanamivir agisce sulla neuroaminidasi (una proteina presente sulla superficie esterna del virus e che sembra essere necessaria al virus per infettare le cellule e per liberare particelle virali dopo la replicazione all'interno della cellula), rallentando la propagazione del virus. Il farmaco è attivo contro i virus influenzali appartenenti sia al ceppo A sia al B, ma va assunto entro le 48 ore dall'insorgenza dei sintomi. Non può essere somministrato ai bambini al di sotto dei 12 anni d'età e alle donne in gravidanza o durante l'allattamento perché non ci sono ancora dati sufficienti per assicurarne l'innocuità in questi casi. |
Altre terapie La vaccinazione profilattica antinfluenzale è l'arma più efficace per prevenire l'influenza e limitarne i danni. È consigliata specialmente agli anziani e alle persone ad alto rischio per le possibili complicazioni influenzali, come i cardiopatici, i diabetici, gli asmatici. La prevenzione vaccinale oltre a proteggere questi gruppi a rischio di complicazioni gravi è in grado, qualora si raggiungano coperture ottimali in particolari categorie lavorative e nella popolazione generale, di ridurre la possibilità di co-circolazione di virus umani ed aviari e di interrompere la catena di trasmissione dei ceppi influenzali che non abbiano la caratteristica di pandemia. Ogni anno viene messo in commercio un vaccino specifico per le nuove varietà di ceppi virali. |
Prevenzione La migliore prevenzione dell'influenza è rappresentata dal vaccino. La vaccinazione è consigliata a tutte le categorie "a rischio", ma anche a coloro che lavorano in comunità (per esempio ospedali, case di riposo, scuole) o che svolgono lavori di pubblica utilità (per esempio vigili del fuoco e poliziotti). Chiunque lo desideri può vaccinarsi, acquistando, previa ricetta medica, il vaccino in farmacia. Per chi il vaccino non lo fa, ecco alcune precauzioni utili durante l'epidemia:
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