26/10/2009
Insufficienza respiratoria
Se si altera in modo grave lo scambio gassoso tra aria atmosferica e sangue arterioso si ha una riduzione dell'ossigeno nel sangue e una ritenzione di anidride carbonica. Si parla allora di insufficienza respiratoria.
Può essere causata dall'ostruzione delle vie aeree (quelle superiori possono essere ostruite da corpi estranei, quelle inferiori soprattutto da asma bronchiale e broncopneumopatia cronica ostruttiva riacutizzata), da disfunzioni del tessuto polmonare e da insufficienza ventilatoria (se l'anidride carbonica non viene eliminata dai polmoni con la solita efficienza si accumula nel sangue e pertanto aumenta). L'insufficienza respiratoria può essere cronica o acuta.
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Forma cronica |
Forma acuta |
Test consigliati |
Come curarla
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Forma cronica
È causata da malattie polmonari (bronchite, enfisema, asma bronchiale, ecc.) ormai in forma cronica e in cui si verifica il progressivo deterioramento dell'albero respiratorio. I sintomi più comuni sono:
- difficoltà di respirazione (soprattutto in caso di sforzi e attività fisica)
- tosse con catarro secca
- fischi respiratori.
A volte il malato può essere cianotico (colorazione grigio-blu della cute per la diminuzione dell'ossigeno a livello periferico) e avere atti respiratori più frequenti e superficiali. Talvolta presenta stato di agitazione, insonnia, cambiamento della personalità e confusione mentale, sintomi che spesso vengono scambiati per disturbi psichici.
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Forma acuta
Respiro affannato, aumento della frequenza respiratoria e cardiaca, uno stato di confusione mentale per la carenza di afflusso di ossigeno al cervello, sudorazione fredda, palpitazioni, mal di testa e sbandamenti: sono questi i sintomi più comuni che si manifestano di solito all'improvviso.
I fattori scatenanti possono essere:
- malattia polmonare cronica, che all'improvviso si aggrava
- il fumo: la nicotina può determinare l'ostruzione delle vie aeree sia perché fa aumentare la secrezione di muco, sia perché causa contrazioni della muscolatura bronchiale
- nei pazienti anziani, costretti a letto e in condizioni generali non buone, anche una semplice influenza può scatenare un attacco
- in persone sane l'attacco può avvenire in seguito a un evento accidentale, per esempio un trauma del torace.
La polmonite, l'insufficienza cardiaca sinistra e i fenomeni di trombosi e di embolia polmonare possono saltuariamente provocare un'insufficienza respiratoria.
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Test consigliati
Per la diagnosi di insufficienza respiratoria acuta o cronica ci si avvale di alcuni specifici esami strumentali:
- l'emogasanalisi arteriosa (EGA), ossia la misurazione dei gas del sangue arterioso (soprattutto ossigeno e anidride carbonica). Si preleva un piccolo quantitativo di sangue arterioso e si invia immediatamente il campione al laboratorio, dove un apparecchio automatico leggerà la risposta
- la spirometria consente di valutare i diversi volumi respiratori. Il paziente deve respirare all'interno di un tubo collegato a un apparecchio (spirometro) che registra le variazioni dei volumi di aria nei polmoni durante l'inspirazione e l'espirazione. L'esame permette di stabilire se l'insufficienza respiratoria è dovuta a una broncopatia ostruttiva o restrittiva
- la radiografia, per verificare un eventuale versamento polmonare o un processo infiammatorio broncopolmonare diffuso, l'ingrossamento del cuore o l'enfisema
- l'esame dell'espettorato serve a individuare lo presenza di eventuali infezioni che possono provocare l'ostruzione delle vie aeree con conseguente insufficienza respiratoria.
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Come curarla
Il trattamento farmacologico è mirato alla cura della malattia di base (bronchite, enfisema, ecc.). I farmaci utilizzati sono:
- antinfiammatori, per ridurre lo stato d'infiammazione
- broncodilatatori, per aumentare il calibro dei bronchi
- fluidificanti, per rendere più liquide le secrezioni bronchiali.
La terapia riabilitativa funzionale consiste in una serie di massaggi e di ginnastica (agli inizi passiva, ossia fatta con l'ausilio di appositi macchinari o del fisioterapista, e successivamente attiva). La riabilitazione funzionale consente di recuperare gradualmente il tono dei muscoli respiratori, di facilitare la rimozione di catarro dai bronchi, di riacquistare la giusta frequenza respiratoria e di riabituare il malato a utilizzare il diaframma.
In caso di crisi respiratoria, si ricorre alla somministrazione di ossigeno. La terapia con ossigeno consiste nel far respirare al paziente aria arricchita con ossigeno attraverso respiratori collegati a bombole sotto pressione. In genere i respiratori sono maschere facciali oppure cannule da introdurre nel naso. Nella quantità di ossigeno da erogare all'ammalato occorre attenersi sempre alla prescrizione del medico. Nell'eventualità di un episodio acuto di insufficienza respiratoria si dovrà erogare subito l'ossigeno.
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