26/10/2009
Accrescimento del bambino
La valutazione dell'accrescimento ha molta importanza e va fatta con regolarità e precisione, in quanto il rilievo tempestivo di arresti dello sviluppo, soprattutto del peso, può far capire che "qualcosa non va": le malattie di una certa gravità, per esempio il malassorbimento, causano un immediato arresto del peso e, a lungo andare, anche della statura. Il controllo del peso si esegue con una comune bilancia e come accorgimenti particolari richiede che il bambino sia "controllato" sempre nella stessa condizione, ossia a digiuno possibilmente con intestino vuoto, nudo o sottraendo il peso dei vestiti.
Per misurare l'altezza, nei primi due anni, si sdraia il bambino supino su di un piano rigido delimitando le estremità del suo corpo con due libri. Dopo i due anni il metodo migliore consiste nell'appoggiare il bambino a una parete o all'intelaiatura di una porta con i piedi uniti e le spalle rilassate, invitandolo a fissare un punto della stanza all'altezza dei suoi occhi: si appoggia quindi un libro rigido sulla testa e si segna sul muro l'altezza.
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Statura, lunghezza e peso |
I primi dentini |
Sviluppo psicomotorio |
Statura, lunghezza e peso
Per la crescita in altezza del bambino si possono considerare tre periodi:
- dalla nascita al quarto anno di vita, ossia il momento di maggiore crescita con un aumento di circa 20 centimetri nel primo anno, 10-11 nel secondo, 8 nel terzo e quarto
- dal quinto anno fino alla pubertà, con un aumento di circa 5 centimetri all'anno
- la pubertà e l'adolescenza (dai 10 ai 16 anni nella femmina, dai 12 ai 18 nel maschio): nei maschi la velocità di crescita durante l'adolescenza varia da circa 5 a 9 centimetri l'anno e dura per un periodo più lungo (circa due anni) rispetto alle femmine.
La statura media alla nascita è di circa 50,5 centimetri nel maschio e di 49,5 nella femmina; al termine del primo anno di vita il lattante raggiunge i 73 centimetri per raddoppiare la sua lunghezza attorno ai 4 anni e triplicarla durante la pubertà. Dopo la pubertà l'adolescente cresce solo nel tronco per l'aumento dell'altezza di ogni vertebra (2-3 centimetri in totale). L'aumento di statura si verifica a sbalzi quindi periodi di stasi anche lunghi non devono essere fonte di preoccupazione per i genitori.
Anche il peso del bambino è molto variabile e irregolare. Il primo anno di vita è il momento di maggiore incremento: il peso medio di un neonato è tra i 3,2 e i 3,5 chili circa, mentre in seguito il bebè cresce tra i 25-30 grammi al giorno nel primo trimestre, tra i 20-25 grammi nel secondo trimestre, tra i 15-20 grammi nel terzo trimestre e tra i 10-15 grammi nel quarto trimestre. Nei primi sei mesi di vita il peso dovrebbe essere valutato una volta alla settimana, in giornate e orari fissi, riportando i valori su un quaderno. Di solito un bambino raddoppia il suo peso neonatale a 4-5 mesi e lo triplica verso il primo anno di vita. Dal secondo all'ottavo-nono anno il bambino cresce in media 2-3 chili all'anno, mentre poco prima della pubertà c'è un maggior incremento dell'accrescimento (quindi di statura) come se l'organismo si preparasse ad affrontare lo scatto staturale.
Il peso può continuare ad aumentare anche dopo la pubertà e, particolarmente, se esistono precedenti familiari, si dovrebbe porre molta attenzione alla prevenzione dell'obesità infantile, che sta diventando una malattia piuttosto diffusa. Per questo si rendono necessari una corretta educazione alimentare, lo stimolo verso interessi reali e la correzione di situazioni ambientali stressanti per il bambino.
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I primi dentini
La comparsa dei primi denti, i cosiddetti denti da latte, è regolata da fattori ereditari. Poiché la dentizione inizia, in genere, a sei mesi (in media un dente al mese) una regola semplice per conoscere il numero di denti che dovrebbe avere un bambino è data dall'età espressa in mesi meno sei, per esempio un bambino di 13 mesi dovrebbe avere 7 denti in quanto 13 meno 6 è uguale a 7. La carie dentaria è un'alterazione progressiva del dente che può colpire anche i bambini e dipende da una serie di cause, tra le quali le più importanti sono:
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- i fattori genetici, per i quali non si può fare molto se non tenerli sempre presenti; in caso di carie diffusa nei genitori si dovrebbe prestare più attenzione ai fattori che si possono combattere
- la carenza di fluoro, che è molto diffusa; il fluoro è in grado di rendere lo smalto del dente molto resistente all'attacco degli zuccheri e, poiché spesso la quantità di fluoro che si assimila con gli alimenti è insufficiente, è necessario realizzare un'integrazione della dieta con sali di fluoro, da assumere sotto forma di compresse
- la cattiva pulizia del cavo orale, che è la cosa più importante da fare proprio perché l'instaurarsi della carie è favorito da residui alimentari, soprattutto zuccherini, da cui originano acidi che riducono la protezione esterna del dente, lo smalto; se il processo non viene arrestato, la carie raggiunge la parte interna e porta alla distruzione del dente e alla formazione di piccoli ascessi molto dolorosi.
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Ecco quindi alcuni consigli da seguire per prevenire la carie:
- abituare il bambino a pulirsi i denti dopo ogni pasto
- iniziare la pulizia della bocca già nel lattante con un po' di garza avvolta attorno al dito
- a due anni usare uno spazzolino a fibre morbide con movimenti verticali sia all'interno che all'esterno, mentre dopo si può usare uno spazzolino a fibre più resistenti
- evitare che il bambino mangi dolciumi tra un pasto e l'altro (lo zucchero è il principale nemico dei denti) e evitare di cospargere di zucchero o miele i succhiotti dei bambini più piccoli
- far controllare il bambino due volte l'anno dal dentista: i controlli regolari permettono di individuare e di porre un tempestivo rimedio a eventuali carie o anomalie (per esempio denti storti).
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Sviluppo psicomotorio
Lo sviluppo psichico e quello motorio del bambino sono strettamente collegati e costituiscono la base su cui si formerà la personalità del bambino. Come l'accrescimento anche lo sviluppo psico-motorio varia nel tempo in relazione ai fattori ambientali e in minor misura genetici. Non è importante che un bambino stia seduto, cammini o parli prima degli altri bambini, dato che spesso ha raggiunto questi traguardi in seguito a stimoli sensoriali ed emotivi che lo mantengono in un continuo stato di eccitazione. Inoltre i genitori non devono preoccuparsi di eventuali "ritardi" purché rientrino in limiti di tempo non eccessivi. Compito della famiglia è quello di controllare che l'evoluzione di tutte le componenti del processo di sviluppo psicomotorio, psiche e attività di relazione, avvenga in modo armonico. In caso di dubbio si consiglia di consultare il pediatra perché un intervento precoce, nei primissimi mesi di vita, può migliorare la diagnosi a distanza. |
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