Aiutiamolo a crescere
Per aiutare il bambino a crescere in salute un momento importante è rappresentato dalla visita pediatrica, un utile scambio tra genitori e medico, in cui il pediatra fa osservazioni e risponde alle eventuali domande dei genitori sui temi della crescita e dello sviluppo normale nel bambino. Nel corso di ogni visita i bambini devono essere pesati e misurati: peso, altezza e circonferenza. Se ne valuta lo sviluppo, si discutono fatti e problemi particolari e si esegue un esame obiettivo. Le vaccinazioni, poi, devono seguire un programma ben definito. I parametri di crescita del bambino vengono confrontati tra loro per poter stabilire se la crescita è adeguata. Lo sviluppo verrà anche valutato attraverso alcuni esami approfonditi.| Le visite di routine | Le regole e i capricci |
Le visite di routine La prima visita avviene in genere a due settimane dalla nascita. Il bambino avrà di norma recuperato il peso della nascita e il pediatra chiederà informazioni sull'allattamento, le feci, la diuresi, il sonno, la gelosia dei fratelli e le misure di sicurezza adottate, nonché sulla stanchezza e le eventuali frustrazioni dei genitori. A 2, 4 e 6 mesi il bambino viene nuovamente pesato. Sul bambino verranno praticate diverse vaccinazioni: antidifterica, antitetanica, antipertosse (un'unica vaccinazione, detta trivalente), antipolio e antiepatite B (obbligatoria dal 1991). Il pediatra, durante queste visite, può anche aiutare a superare le ansie e le preoccupazioni tipiche dei genitori inesperti. A 9 mesi non sono previsti vaccini, ma si valutano crescita e sviluppo del bambino. A 1 anno si prendono in considerazione le misure di prevenzione degli incidenti nonché il grado di crescita e di sviluppo del bambino. La successiva vaccinazione del bambino è prevista a 15-18 mesi: è consigliabile la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia oltre all'antipolio e alla trivalente. Alcuni pediatri somministrano anche il vaccino contro l'Haemophilus influenzae. È possibile affrontare con il medico la prevenzione degli incidenti e degli avvelenamenti (molto frequenti a questa età), il comportamento, lo svezzamento e l'educazione del bambino. Tra i 2 e i 5 anni i bambini vanno visitati una volta l'anno per controllare crescita e sviluppo ed esaminare eventuali disturbi. A 5 anni iniziano i controlli odontoiatrici. Per quanto riguarda le visite oculistiche, già dopo poche ore dalla nascita, il bambino viene sottoposto a un primo controllo. un esame di routine effettuato per escludere malattie o malformazioni (cataratta congenita, strabismo, ecc.). La prima vera visita oculistica avviene al compimento del primo anno per controllare che non ci siano difetti anatomici o alterazioni e valutare il coordinamento del movimento dei bulbi oculari. Durante la visita, viene accertata la trasparenza della cornea e del cristallino. Si tratta di una visita che non procura fastidi al bambino e può essere effettuata anche dal pediatra di base, ma è molto importante perchè permette di escludere eventuali patologie della vista e permette di stabilire in tempo una terapia nel caso in cui queste venissero accertate. In assenza di anomalie, è consigliabile una seconda visita all'età di tre anni per permettere all'oculista di verificare la capacità visisva di ogni occhio. La visita più importante è quella prima dell'inizio della scuola dell'obbligo. Se il bambino è sano dal punto di vista oculistico, i controlli potranno ripetersi a distanza di un paio d'anni. |
Le regole e i capricci I genitori devono prestare ascolto ai bambini, rispettarli, rassicurarli e offrire lo spazio necessario per le loro esplorazioni, ma devono anche assicurarsi che i figli conoscano i limiti, che vanno fissati con fermezza e non vanno superati. Le attese e i limiti devono essere adeguati al grado di sviluppo del bambino. Per esempio, a un bambino di due anni non si può chiedere di starsene tranquillo per due ore durante una riunione o di giocare da solo mentre i genitori fanno i lavori di casa. L'esistenza di confini permette ai bambini di acquistare la sicurezza necessaria per allontanarsi e sperimentare la propria curiosità accettando contemporaneamente l'autorità, l'amore e la sicurezza offerti dai genitori. In assenza di limiti precisi, i bambini non conosceranno i loro confini, diventando spesso insicuri sui loro rapporti con gli adulti e con il loro ambiente. Delle regole vanno comunque stabilite ed è essenziale che siano coerenti e che contribuiscano a creare un ambiente familiare ricco di affetto e sollecitudine. La definizione di limiti chiari e precisi assicurerà un comportamento adeguato e i bambini si sentiranno più sicuri. I bambini riflettono i valori e il tipo di sostegno da cui sono circondati. Un ambiente sicuro va garantito anche se ci saranno momenti di tensione di maggiore o minore intensità. I bambini anche piccolissimi riflettono la tensione familiare e manifestano il loro disagio e la loro insicurezza comportandosi in maniera diversa e diventando spesso più esigenti. Anche i bambini sotto l'anno di età capiscono la parola "no", soprattutto se pronunciata con tono risoluto. Reagiscono alla comunicazione anche se non comprendono il vocabolo. I bambini più grandi capiscono esattamente il significato della parola, ma tendono a mettere alla prova i limiti stabiliti e spesso dicono automaticamente "no" indipendentemente dal tipo di richiesta. In questo stadio i bambini dicono "no" anche alle offerte più allettanti di gelati o caramelle, solo per una "questione di principio". Dopo i 18 mesi i piccoli hanno spesso bisogno di tempo per calmarsi e riflettere sulle proprie azioni. In questo caso è molto meglio metterli in castigo perché cambino atteggiamento, piuttosto che sculacciare o minacciare, poiché questo tipo di intervento è di corto respiro e in certa misura conferma il potere del bambino. I genitori devono reagire nello stesso modo a comportamenti simili e stabilire per quali di essi è necessario mettere i bambini in castigo, spiegando loro con calma perché se lo sono meritato. Terminato il castigo meglio dimenticare l'episodio e ricominciare con un atteggiamento positivo. I capricci dei bambini sono normali e fanno parte del processo di crescita e maturazione: per questo vanno affrontati e gestiti con calma e serenità, senza lasciarsi sopraffare da inquietudini o paure spesso ingiustificate. |