L'educazione alimentare

26/10/2009

Alimentazione da 4 a 10 anni

Le diverse età, con i cambiamenti dello stile di vita e delle abitudini alimentari, la maggiore indipendenza personale, portano a comportamenti alimentari non sempre idonei, comportamenti che possono proseguire fino al termine dello sviluppo psicofisico e oltre. Nuovi comportamenti che hanno certamente favorito il più importante fenomeno nutrizionale degli ultimi 20 anni, anche in età pediatrica: l'obesità. Una parte significativa dei bambini, a partire soprattutto dai 4 anni, pratica oggi una dieta con un introito eccessivo di calorie, di proteine di origine animale, con eccesso di sale, con un deficit di fibre alimentari per lo scarso consumo di frutta, verdura e legumi, con una conseguente carenza di vitamine e sali minerali.
Le abitudini alimentari scorrette preoccupano non solo perché possono portare ad una malnutrizione per eccesso ma anche perché possono causare un inadeguato apporto di alcuni nutrienti molto importanti per questa fascia di età, per esempio il calcio, il ferro e lo zinco. Altro elemento negativo da non trascurare è l'eccessivo consumo di sale, per esempio quello contenuto nelle patatine (tanto amate dai bambini!).

Il bambino, soprattutto tra i 6 e i 10 anni, va educato ad alimentarsi, con il recupero e il consolidamento delle abitudini della dieta mediterranea, affinché sia portato poi ad attuare scelte alimentari corrette nell'età adulta. Le scelte, in questo periodo così delicato della sua vita, vanno guidate dai genitori che a loro volta verranno correttamente informati dai pediatri. La dieta dovrebbe essere varia e alternare ogni giorno tutti gli alimenti in quantità adeguate per evitare la carenza di principi nutritivi importanti: 12-15 per cento di proteine, 30 per cento di grassi, 55-60 per cento di carboidrati.

Per evitare di eccedere con le calorie è necessario adeguare l'apporto energetico e dei nutrienti all'attività fisica e mentale del bambino. Da tenere in considerazione ci sono poi l'oscillamento fisiologico dell'appetito e la necessità di ritagliare spazi di tempo adeguati per dare modo al bambino di mangiare con tranquillità. I pasti, come le calorie, andrebbero frazionati nel corso della giornata tra colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena, evitando ulteriori cibi fuori pasto (soprattutto snack dolci o salati). È importante anche attuare una giusta ripartizione di nutrienti attraverso la rotazione dei diversi alimenti che tenda a un ridotto apporto di proteine, grassi animali e glucidi semplici, rivalutando invece i glucidi complessi (per esempio pane e pasta). Si raccomanda anche un maggiore apporto di fibra attraverso la frutta, la verdura e i legumi, un minor apporto di sale, l'uso di acqua naturale (non di bevande zuccherate) e metodi di cottura che non richiedano troppi grassi.


La mensa scolastica

Già dalla scuola materna, e soprattutto in quella elementare, si possono attuare le prime tappe dell'educazione alimentare, attraverso la mensa scolastica. Il momento di socializzazione, offerto dal mangiare insieme ai compagni e agli insegnanti, porta ad acquisire nuove e corrette abitudini alimentari che permangono nel comportamento del bambino e possono diventare una guida per i genitori.

La scelta degli alimenti deve essere effettuata tra prodotti di qualità in base all'andamento stagionale e alla regione geografica, con variazione e alternanza, per introdurre tutti i principi nutritivi esistenti in natura evitando di assumere oltre i limiti quelle sostanze nocive naturalmente contenute nei cibi. Nella formulazione dei menu vanno rispettate le raccomandazioni nutrizionali italiane, con la fissazione di standard calorici e di nutrienti dei pasti, l'utilizzo di tutti i gruppi di alimenti per garantire la presenza di proteine sia di origine animale che vegetale, di lipidi saturi e polinsaturi, di glucidi a lento assorbimento, ma anche di zuccheri a utilizzo immediato, nonché di sali minerali, vitamine e il giusto introito di fibra. Il concetto di apporto alimentare deve considerare le abitudini dietetiche di ciascuno, che spesso sono scorrette: si rende così necessario aumentare gli apporti di alcuni alimenti considerati protettivi, promotori di salute, e limitare quello di altri che aumentano i fattori di rischio per alcuni tipi di malattie. In linea generale è bene evitare il consumo di dolci, dando più importanza all'assunzione di frutta di stagione e di una giusta quantità di acqua.

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