La febbre nel bambino

26/10/2009

Le convulsioni febbrili

Le convulsioni febbrili sono episodi che si manifestano in presenza di febbre (di solito nella fase iniziale) in alcuni bambini il cui sistema nervoso è particolarmente eccitabile. Il bambino può svenire, irrigidirsi, manifestare scosse ai quattro arti, avere gli occhi sbarrati oppure rivolti all'indietro, oppure entrare in uno stato di rilasciamento muscolare. Questi fenomeni possono durare anche alcuni minuti, dopo di che il bambino può mostrare una profonda sonnolenza, che rappresenta il periodo di ritorno alla normalità.
Sono dannose? | Qual è la causa? | E se si ripete in futuro? | Cosa non fare durante una convulsione


Sono dannose?
Le convulsioni febbrili di solito non sono pericolose! E non sono neanche segno di epilessia. Sebbene rappresentino un evento traumatico per i genitori, bisogna tenere presente che sono comuni nei bambini e che non hanno effetto sulla loro salute. È comunque importante che non durino troppo a lungo perché durante una convulsione arriva al cervello meno ossigeno.

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Qual è la causa?
Le convulsioni febbrili sono provocate dalla febbre. In alcuni bambini compaiono solo quando la febbre è molto alta (41-42°C), in altri anche durante un normale episodio febbrile. Il 70 per cento dei bambini che hanno avuto una convulsione febbrile non ne avrà un'altra (una recidiva). Nel rimanente 30 per cento la comparsa di recidive è possibile, anche a distanza di mesi, ma sempre in presenza di febbre. Le convulsioni febbrili colpiscono maggiormente i bambini tra uno e cinque anni, ma cessano dopo i 5-6 anni di età. Come comportarsi di fronte a una convulsione febbrile? Innanzitutto bisogna mantenere la calma. Portare subito il bambino in ospedale o chiamare il medico prima di iniziare la terapia è solo una perdita di tempo. Non bisogna attardarsi in manovre inutili, per esempio scuotere o schiaffeggiare il bambino e chiamarlo per nome. Alla comparsa di una prima convulsione febbrile bisogna abbassargli la febbre il più presto possibile spogliando il bambino da eccessivi indumenti. Poi si possono applicare spugnature di acqua tiepida e la borsa del ghiaccio o degli asciugamani bagnati con acqua fredda sulla fronte e sul collo. Il bambino va messo sul fianco e va rimosso con un dito qualsiasi cosa il piccolo abbia in bocca (se vomita, rimuovere subito il vomito). Quando la convulsione è finita, si può somministrare il paracetamolo e poi chiamare il pediatra che, oltre a controllare che il bambino stia bene, potrà meglio consigliare sull'atteggiamento e l'attenzione da porre in futuro.

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E se si ripete in futuro?
Se il bambino ha già avuto una convulsione febbrile è bene abbassare immediatamente la temperatura anche quando il livello è basso (37,5°C ascellare o 38°C rettale). Il comportamento da tenere è lo stesso adottato in caso di febbre: in particolare, può essere somministrato il paracetamolo. Sarà comunque il medico a consigliare il trattamento ottimale da avere sempre a disposizione per ogni successivo episodio di febbre.

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Cosa non fare durante una convulsione?
Di fronte a una convulsione febbrile è bene non farsi prendere dal panico e non cercare di trattenere il bambino nel tentativo di bloccare le scosse. È bene, inoltre, non cercare di attrarre l'attenzione del bambino chiamandolo per nome, scuotendolo o schiaffeggiandolo, anche se smette temporaneamente di respirare. Il pediatra va chiamato solo dopo aver eseguito le terapie adeguate ed urgenti e dopo che la convulsione sia terminata o nel caso la convulsione duri oltre 10 minuti. Attenzione a non infilare nulla in bocca al bambino, si rischia di fargli male e di provocargli il vomito.

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