Allergie del bambino

26/10/2009

Test consigliati

Come si diagnosticano le allergie? Il ricorso al pediatra è essenziale per un inquadramento più corretto del trattamento. Infatti, solo riconoscendo l'allergene responsabile si può stabilire un efficace piano preventivo e terapeutico. Quando sono presenti sintomi allergici, infatti, il pediatra, attraverso la semplice visita, può ottenere le informazioni necessarie per formulare una diagnosi, che può essere confermata con test specifici in grado di identificare gli allergeni responsabili. Le prove cutanee (Prick test) consistono nell'applicare sulla pelle (normalmente dell'avambraccio) una goccia dell'allergene che si vuole testare e poi pungere con una lancetta la pelle attraverso la goccia.
Si tratta di una procedura poco dolorosa a cui si possono sottoporre con tranquillità anche i bambini. Se il soggetto è sensibilizzato nei confronti di alcuni allergeni testati, avrà prodotto immunoglobuline specifiche (IgE). In pochi minuti, nel punto dell'iniezione si produrrà un caratteristico pomfo (piccolo rigonfiamento) arrossato, caldo e pruriginoso che raggiungerà il massimo entro 20 minuti e scomparirà nel giro di alcune ore. In genere, le dimensioni del pomfo sono proporzionali al grado di sensibilizzazione a quel particolare allergene. La piccola quantità di allergene con cui il soggetto viene a contatto rende questi test cutanei molto sicuri. Quando non è possibile un esame cutaneo diretto (per esempio, per la presenza di reattività cutanea estrema) si possono ricercare le IgE nel sangue attraverso il RAST test. I test sul sangue e le prove di reattività cutanea sono metodi diversi per indagare lo stesso fenomeno. In casi del tutto particolari, per esempio quando vi è discordanza tra i sintomi che il pediatra riscontra e i risultati dei test, si ricorre ad altri esami.

Trattamento | Prevenzione


Trattamento
Il trattamento per eccellenza delle allergie si basa sull'uso degli antistaminici, farmaci che sono in grado di bloccare l'azione dell'istamina, la molecola liberata durante la reazione allergica. Vanno sicuramente privilegiati quelli più recenti perché meno sedativi e quindi in grado di non interferire sulla qualità di vita del bambino.

Gli antistaminici hanno efficacia nei riguardi degli starnuti, del prurito nasale e soprattutto dello scolo nasale, ma hanno poca efficacia sull'ostruzione. Per la cura di questa si può ricorrere quindi ai cortisonici topici che agiscono solo a livello delle vie aeree e sono pertanto privi di effetti collaterali. I farmaci sono necessari per trattare immediatamente l'allergia, ma in seguito è necessario, nelle allergie respiratorie, un trattamento a lungo termine che riduca la sensibilità all'allergene e arresti la progressione delle malattie: l'immunoterapia (i cosiddetti vaccini).

Questi trattamenti, in passato disponibili solo per via sottocutanea, oggi possono con successo essere effettuati per via sublinguale, garantendo una migliore adesione da parte di chi è allergico. Infatti, possono essere assunti a domicilio senza pericoli e non necessitano di frequenti sedute in ambiente ospedaliero. Peraltro anche per i vaccini per via sottocutanea sono possibili nuovi schemi terapeutici che garantiscono un minor numero di iniezioni e quindi tempi molto più rapidi di trattamento. Va infine segnalato che il vaccino è un "salvavita" in coloro che hanno presentato un episodio di grave reazione alla puntura di api o vespe.

Quindi, nei casi meno impegnativi di rinite o di orticaria può essere utile il ricorso ad un antistaminico, associato ad un cortisonico in spray quando compare ostruzione nasale. Va invece evitato un uso prolungato di spray con vasocostrittori: è vero che risolvono con molta rapidità l'ostruzione nasale, ma il loro uso protratto altera in modo molto marcato la mucosa nasale rendendo cronica la rinite. Inoltre questi farmaci possono nel tempo aumentare la pressione e sono controindicati in chi ha problemi cardiovascolari.

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Prevenzione
La prevenzione è fondamentale per una corretta gestione delle allergie, soprattutto per gli allergeni di ambienti chiusi. Per prevenire, per esempio, l'allergia all'acaro è indispensabile una buona aerazione della camera da letto (dove avviene il contatto più prolungato con l'acaro), eliminare le tende e i tappeti, utilizzare particolari coprimaterassi e copricuscini in grado di intrappolare l'allergene riducendone la concentrazione ambientale.

Nel caso di allergia al lattice andranno utilizzati guanti di materiali diversi (neoprene o vinile) e presidi privi di questa sostanza in caso di procedure diagnostiche o chirurgiche cui un soggetto allergico al lattice deve sottoporsi. È chiaro che non è possibile una prevenzione efficace al polline: tuttavia sarebbe utile evitare gite in campagna o lunghe permanenze in parchi o giardini nei periodi di massima impollinazione. In questo caso possono essere facilmente reperibili sul web i calendari di impollinazione delle principali specie allergeniche (Allergy Verona (http://www.allergyverona.it) -area pazienti-informazioni-pollini-aereobiologia).

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