Quinta malattia
Questa malattia è causata da un virus detto Parvovirus B19 ed chiamata quinta malattia perché è stata scoperta dopo le altre quattro malattie infettive tipiche dell'infanzia (morbillo, scarlattina, rosolia e quarta malattia). Si trasmette attraverso un contatto diretto con il muco o la saliva del paziente infetto, oppure con le goccioline respiratorie emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando. Colpisce per lo più i bambini in età scolare tra i 5 e i 10 anni, soprattutto in primavera. A differenza delle altre malattie virali, la quinta malattia è scarsamente contagiosa e la fase esantematica si presenta senza essere anticipata da altri disturbi.| Complicazioni | Cura | Prevenzione |
Complicazioni Nei bambini, di solito, questa malattia passa senza lasciare conseguenze, mentre negli adolescenti e negli adulti può raramente causare artriti o dolori articolari che si risolvono però nel giro di pochi giorni. Nei bambini affetti da anemie emolitiche croniche (per esempio talassemia) il parvovirus B19 può provocare un'insufficienza grave del midollo osseo, che peggiora l'anemia (quindi il consiglio è di evitare che questi bambini vengano a contatto con i bambini affetti dalla quinta malattia). È bene poi evitare qualsiasi contatto tra le persone infette e le donne in gravidanza in quanto il virus può raggiungere il feto attraverso la placenta e causare complicazioni soprattutto nei primi mesi di gestazione. |
Cura Può verificarsi un lieve innalzamento della temperatura (15-30 per cento dei casi), ma in genere non sono necessari farmaci antifebbrili. In caso di prurito invece il pediatra può prescrivere un antistaminico, mentre i genitori possono tenere le unghie corte al bambino per evitare che grattandosi possa graffiarsi ed infettarsi la cute con batteri. Trattandosi di una malattia virale la terapia è solo di supporto. |
Prevenzione Contro la quinta malattia non esiste un vaccino, in quanto si tratta di un disturbo leggero e privo di complicanze significative. |