Cosa fare
Quando si va dal pediatra, una buona parte del tempo che si spende durante la visita è dedicata al racconto dello stato di salute del bambino nel periodo che è trascorso dall'ultima visita, oppure dalla nascita se si tratta della prima visita (anamnesi).| Prima del vaccino | Dopo il vaccino |
Prima del vaccino Tenere traccia delle vaccinazioni è una cosa utile sia per la famiglia del bambino che cresce, sia per la struttura pubblica che deve raccogliere queste informazioni. Ogni volta che viene eseguita una vaccinazione in una struttura pubblica, le informazioni relative vengono archiviate su moduli di carta (in alcuni casi, su tagliandi del libretto vaccinale) e poi su un registro. Questo archivio permette di mantenere sotto controllo la percentuale di bambini che sono stati vaccinati. Tali dati sono amministrati dall'anagrafe vaccinale, un ufficio del Comune che provvede a conservare i dati e ad emettere eventuali certificati in caso di necessità. È chiaro che se le vaccinazioni non sono registrate regolarmente, la famiglia non avrà la possibilità di ottenere un certificato vaccinale completo. Per i genitori, il libretto vaccinale o i certificati che attestano la vaccinazione sono un promemoria per le vaccinazioni da eseguire nel futuro e un documento di scorta nel caso la registrazione delle vaccinazioni non sia stata eseguita correttamente. |
Dopo il vaccino Si sente dire spesso che i giorni seguenti alla vaccinazione sono caratterizzati da una particolare suscettibilità del bambino a malattie di tutti i generi. La conseguenza è che, se per pura coincidenza nei giorni seguenti alla vaccinazione capita di avere un qualsiasi sintomo, lo si attribuisce immediatamente alla vaccinazione. È noto, invece, che il periodo immediatamente successivo alla vaccinazione è un periodo assolutamente normale durante il quale il bambino può compiere le consuete attività quotidiane. Sebbene non frequentemente, alla somministrazione dei vaccini possono seguire effetti collaterali che nella maggior parte dei casi sono di scarsa importanza. È utile, tuttavia, per il pediatra e per il medico vaccinatore, che i genitori osservino eventuali effetti collaterali nel periodo immediatamente dopo la vaccinazione e glieli riferiscano. Con queste informazioni, infatti, è possibile ottenere consigli pratici sul trattamento dei sintomi comuni ed eventualmente, alle dosi successive, eseguire trattamenti per ridurre la probabilità che questi eventi si ripresentino. Ad esempio, per i vaccini contro difterite, tetano e pertosse, è noto che i bambini che hanno presentato febbre, irritabilità, oppure reazioni locali ad una dose, abbiano maggiori probabilità di ripresentare gli stessi sintomi alle dosi successive. In questi bambini è possibile ridurre il fastidio somministrando farmaci antifebbrili per 1-2 giorni, iniziando l'assunzione contemporaneamente alla somministrazione del vaccino. In alcuni casi, l'osservazione degli eventuali effetti collaterali è importante per decidere se procedere alla somministrazione delle dosi successive. Una febbre molto elevata (per esempio oltre 40,5° C dopo vaccinazione contro pertosse) può costituire un motivo per evitare di somministrare dosi successive. Il periodo di tempo durante il quale sorvegliare l'insorgenza di questi effetti collaterali è generalmente breve: la stragrande maggioranza degli effetti collaterali, infatti, si presenta entro poche ore dalla vaccinazione, di conseguenza l'attenzione dei genitori a questi eventi è limitata a qualche giorno dopo. |