Vaccinazioni per l'infanzia

26/10/2009

I vaccini per tutti i bambini

Qual è il rischio effettivo che un bambino possa contrarre una malattia infettiva? E ci sono malattie che sono più a rischio di altre? Nessuno è protetto da una corazza che lo protegge "naturalmente" dalle malattie infettive, quindi anche un bambino sano che non ha mai avuto malattie infettive non è automaticamente "immune". Alcune malattie sono così frequenti (per esempio il morbillo e la pertosse) che la probabilità di averle prima dell'età adulta è molto alta (80-90 per cento). Altre sono così gravi (per esempio il tetano o la difterite) che non si vuole correre neanche il rischio di contrarle. Per questo è essenziale vaccinare a tempo debito tutti e impedire così la circolazione del germe.
E la legge, da parte sua, impone e garantisce la vaccinazione gratuita ad ogni bambino nato in Italia. È anche vero che man mano che sono stati resi disponibili nuovi vaccini, essi sono stati aggiunti ai programmi vaccinali senza però utilizzare più lo strumento dell'obbligo (ma non per questo sono meno importanti!). Tra i vaccini "per tutti i bambini" ci sono quindi vaccinazioni che per legge sono obbligatorie (poliomielite, difterite, tetano, epatite B) e altre che sono raccomandate (pertosse, Haemophilus influenzae di tipo b, morbillo, parotite epidemica, rosolia), ma, come già accennato, hanno pari dignità e importanza di quelle che per legge sono obbligatorie.

Poliomielite | Difterite, tetano e pertosse | Epatite B | Haemophilus influenzae di tipo b | Morbillo, parotite e rosolia


Poliomielite
La poliomielite è una malattia infettiva causata da tre virus che entrano nell'organismo soprattutto attraverso l'apparato digerente. Il 90-95 per cento delle infezioni avviene senza che si manifesti alcun sintomo mentre il 5-10 per cento presenta sintomi generali come febbre e mal di gola, a volte seguiti da una meningite. Si tratta di una malattia molto pericolosa perché nei casi più gravi (1 caso ogni 250) può provocare paralisi irreversibili, per lo più dove sono presenti muscoli volontari (per esempio la gamba o il braccio), o addirittura la morte. La malattia si trasmette da persona a persona per via fecale-orale, soprattutto in condizioni di scarsa igiene. Si può trasmettere anche per via respiratoria o da madre a figlio nel periodo subito dopo la nascita.

Non esistono farmaci in grado di curare la poliomielite una volta che si sia sviluppata, quindi l'obiettivo è quello di prevenirla. Ma come? Attraverso la vaccinazione. Esistono due tipi di vaccino contro la poliomielite: un vaccino orale (Sabin), preparato con virus vivi attenuati, ed un vaccino inattivato (Salk) che si somministra con una iniezione. Il vaccino Sabin ha il vantaggio di essere eliminato con le feci dalle persone vaccinate per alcune settimane e di stabilirsi nell'ambiente in competizione con il virus selvaggio. Questo fenomeno costituisce una specie di barriera per l'ingresso del virus della malattia naturale e può vaccinare indirettamente le persone che sono a contatto con il bambino vaccinato.

Inoltre il vaccino tipo Sabin induce una protezione a livello dell'apparato gastrointestinale, che è la porta di ingresso dell'infezione naturale. Per questo motivo il vaccino tipo Sabin viene scelto dove esistono epidemie in corso. Per contro può accadere che la persona vaccinata con il vaccino Sabin, o una persona a contatto con esso, presenti una paralisi flaccida simile a quella osservata dopo la malattia naturale (anche se si tratta di un'evenienza rara). Il vaccino Salk non è associato alla paralisi flaccida, ma essendo preparato con virus uccisi, non è in grado di disperdersi nell'ambiente. Dato che in Italia la poliomielite è ben controllata da diversi anni, ma anche considerando che l'Italia costituisce un'area di passaggio per persone che provengono da paesi dove la poliomielite si verifica ancora frequentemente, dal 1999 è in vigore un calendario vaccinale che prevede la somministrazione delle prime due dosi con vaccino tipo Salk e delle successive con vaccino tipo Sabin.

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Difterite, tetano e pertosse
La difterite è una malattia infettiva molto grave che si trasmette per lo più per via aerea ed è causata da una sostanza tossica che può provocare gravi lesioni in molti organi, come il cuore e il sistema nervoso. Il germe che provoca la difterite può essere trasmesso attraverso le vie respiratorie (le secrezioni del naso e della gola della persona con infezione contengono il batterio), oppure per contatto con secrezioni dell'occhio o di lesioni della pelle di un individuo infetto. Per avere il contagio ci deve essere un contatto stretto con la persona portatrice dell'infezione.

Il tetano è causato da un batterio che è in grado di produrre una potente tossina che agisce soprattutto sui muscoli determinandone la rigidità. L'infezione si acquisisce attraverso ferite anche di poco conto. Si tratta di una malattia mortale in quasi la metà dei casi. Tra le malattie prevenibili con la vaccinazione, è una delle poche che non viene trasmessa da persona a persona: il germe del tetano, infatti, si ritrova nel suolo con una discreta frequenza. Per questa malattia la vaccinazione costituisce solo un vantaggio individuale e non si può indurre l'effetto di immunità di gruppo che è invece presente per altre malattie.

La pertosse, o tosse convulsa, è causata da un batterio che aderisce alle vie respiratorie e produce una serie di sintomi, il più caratteristico dei quali è la tosse. La tosse è generalmente violenta, si presenta ad accessi che spesso lasciano senza fiato, e si associa frequentemente al vomito. I sintomi possono durare anche alcuni mesi con riaccensioni periodiche. Sebbene raramente la malattia sia causa di morte, almeno in Italia, essa rappresenta un rischio discreto per il lattante, nel quale la malattia impedisce l'alimentazione e spesso richiede il ricovero ospedaliero.

Il vaccino contro difterite e tetano viene preparato modificando le tossine difterica e tetanica in modo da stimolare l'organismo a produrre le difese specifiche contro queste malattie senza essere pericolose. Il vaccino è disponibile anche nella formula "trivalente" ossia contenente in un'unica fiala anche il vaccino contro la pertosse (oppure insieme a pertosse ed epatite B, oppure insieme a pertosse, poliomielite tipo Salk ed Haemophilus influenzae di tipo b).

Per la pertosse vengono oggi usati nuovi vaccini, detti acellulari, che rispetto ai precedenti hanno minori effetti collaterali come febbre e reazioni locali. Il vaccino acellulare contro la pertosse si trova in forma monovalente oppure, combinato con difterite e tetano, oppure con difterite, tetano ed epatite B, oppure con difterite, tetano, poliomielite ed Haemophilus influenzae di tipo b.

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Epatite B
L'epatite B è una malattia infettiva contagiosa causata da un virus che è nocivo per il fegato. L'epatite può addirittura passare inosservata per l'assenza dei sintomi oppure per la presenza di sintomi generici come malessere generale e senso di spossatezza. Il sintomo caratteristico dell'epatite è costituito dall'ittero, cioè dalla comparsa di un colorito giallastro della cute. La conseguenza più pericolosa è che questa infezione permanga per anni o addirittura per tutta la vita (epatite cronica), con il rischio di ammalarsi da adulti di cirrosi o tumore del fegato. Di fatto, in Italia come nella maggior parte dei paesi industrializzati, la trasmissione dell'infezione avviene essenzialmente attraverso rapporti sessuali con persone che hanno l'infezione. In caso di infezione della donna durante la gravidanza la probabilità di trasmettere la malattia al figlio durante il parto è elevata.

Il vaccino che viene utilizzato per questa malattia è completamente sintetico e comprende alcuni frammenti del virus che causa l'epatite B ricostruiti in laboratorio: è molto efficace, sicuro e conferisce una protezione di lunga durata. Si trova in forma monovalente oppure combinata.

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Haemophilus influenzae di tipo b
Questo microrganismo, che si trova di solito nel naso e nella gola dove non dà alcun fastidio, si trasmette per via aerea. In alcuni bambini, l'Emofilo non si limita a rimanere nella gola, ma riesce a raggiungere il sangue e, tramite questo, a diffondersi ad altri organi dove causa malattie molto gravi (per esempio la meningite). Con frequenza minore il germe pur rimanendo localizzato in gola può causare un'infiammazione così grave (epiglottite) che il bambino rischia di morire soffocato. La malattia può interessare anche i polmoni (broncopolmonite) o un'articolazione (artrite purulenta). A volte l'Emofilo riesce ad "intossicare" tutto l'organismo (sepsi). L'infezione da Emofilo colpisce soprattutto i bambini al di sotto dei 5 anni d'età, ed in particolare attorno all'anno. Durante i primi 3-4 mesi di vita il bambino è protetto dagli anticorpi che la mamma gli ha trasmesso durante la gravidanza. Nei mesi successivi il piccolo non risulta più protetto e può sviluppare un'infezione di questo tipo: per questo si raccomanda la vaccinazione.

Il vaccino utilizzato per combattere questa malattia è un vaccino inattivato e si trova sia in forma monovalente che in forma combinata con altri vaccini. L'efficacia di questo vaccino è elevata (più del 95 per cento dei bambini sviluppa anticorpi protettivi) come testimoniato dall'eliminazione della malattia nei paesi che l'hanno adottato su larga scala.

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Morbillo, parotite e rosolia
Il morbillo è una malattia provocata da un virus molto contagioso che si trasmette attraverso il contatto con le secrezioni respiratorie e le goccioline di saliva, soprattutto durante l'inverno e la primavera. Si presenta con febbre elevata accompagnata da una caratteristica tosse stizzosa e da bruciore agli occhi. Durante la malattia il bambino presenta alcune caratteristiche macchioline rossastre sulla cute che in breve tempo ricoprono tutto il corpo. Purtroppo si tratta di una malattia tutt'altro che benigna e nel corso della malattia è frequente che compaiano delle complicazioni.

La parotite epidemica (comunemente chiamata "orecchioni"), è causata da un virus che provoca un'infiammazione ed un rigonfiamento delle ghiandole che producono la saliva, le ghiandole parotidi, ed è spesso accompagnata da una febbre modesta. La malattia può presentare alcune importanti complicazioni come la meningite asettica, una meningite a decorso benigno provocata dal virus della parotite, la pancreatite, una dolorosa infiammazione del pancreas, e l'orchite, un'infiammazione del testicolo occasionalmente osservata nell'adolescente e nell'adulto.

La rosolia è anch'essa una malattia provocata da un virus che si trasmette attraverso la via respiratoria (goccioline di saliva o secrezioni respiratorie), oppure da madre a figlio durante la gravidanza. È in genere una malattia assolutamente banale, caratterizzata da malessere, rigonfiamento dei linfonodi, dolori articolari e dalle tipiche macchioline rosse sparse sul corpo. La febbre, se presente, è modesta. L'interesse per questa malattia deriva dai catastrofici danni che il virus può causare nel feto quando l'infezione venga acquisita in gravidanza. Soprattutto se tale evenienza accade nel primo trimestre di gravidanza esistono discrete probabilità che il feto sviluppi alcune malformazioni a carico del cuore e dell'apparato visivo: si tratta della rosolia congenita.

Oggi si tende a vaccinare insieme contro tutte e tre le malattie con una prima dose a 12-15 mesi e una seconda a 5-12 anni. Il vaccino è composto dall'associazione dei tre ceppi virali. Responsabili del morbillo, della parotite e della rosolia i virus sono vivi ed "attenuati", cioè sottoposti ad opportune modifiche che li rendono assolutamente incapaci di provocare la malattia, ma ugualmente in grado di stimolare la produzione di anticorpi efficaci anche contro l'infezione naturale. L'utilizzo di questa formulazione "tripla" chiamata MPR è un vantaggio non solo per il bambino, perché consente di vaccinarlo contemporaneamente contro le tre malattie con una sola iniezione, ma anche per la collettività, poiché fa diminuire la circolazione di tutti e tre i virus, e di conseguenza protegge da queste malattie anche gli altri bambini non vaccinati e gli adulti. Questo vaccino combinato, è raccomandato per tutti i nuovi nati (generalmente prima del 15° mese di vita), per la loro rivaccinazione a 11-12 anni e per i bambini più grandi anche se già protetti verso una di queste malattie. La vaccinazione con il vaccino "triplo" di una persona che abbia superato la malattia naturale (magari senza esserne a conoscenza, come frequentemente avviene per la rosolia e la parotite) oppure che sia già stato vaccinato verso una di queste malattie è ottimamente tollerata e non espone ad alcun effetto collaterale aggiuntivo, ma si limita a rinforzare ed a prolungare la protezione immunitaria già esistente.

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