26/10/2009
La disinfezione degli alimenti
Mele, pere, uva, insalata, broccoli, peperoni e milioni di germi. Proprio così, la frutta e la verdura che acquistiamo nei supermercati o direttamente dai coltivatori sono "affollate" di questi microrganismi, veicoli di numerose infezioni. E non solo. Anche i pesticidi usati per questi prodotti rappresentano "un rischio" per la nostra salute. Secondo quanto afferma il rapporto "Pesticidi nel piatto 2004" curato da Legambiente, su un totale di 3.860 campioni di frutta analizzati, oltre il 50 per cento sono risultati contaminati da principi attivi adoperati in agricoltura. Come possiamo allora difenderci da germi e pesticidi?
La prima e fondamentale regola è quella di lavare accuratamente qualunque alimento fresco. Sulla loro superficie, infatti, rimangono sostanze dannose, come i microrganismi contenuti nei concimi organici e nell'acqua usata per l'irrigazione, i microbi presenti sulle mani di chi raccoglie e vende il prodotto, sui contenitori e sui veicoli utilizzati per conservarlo e per trasportarlo e, infine, la polvere. Per quanto riguarda la frutta, andrebbe privilegiata quella a buccia "dura", come mele e pere, perché l'agente chimico utilizzato per la coltivazione spesso non riesce a oltrepassare la barriera costituita appunto dal rivestimento esterno del frutto. Sarà quindi molto più agevole eliminare, almeno parzialmente, il rischio di ingerire queste sostanze, sbucciando la frutta. Tutta la frutta, prescindendo dalla tipologia e dalle caratteristiche, va comunque lavata con l'aggiunta di sostanze naturali come aceto e bicarbonato oppure disinfettanti specifici con potere antisettico (disponibili anche in compresse da far sciogliere in acqua). In questo modo si elimina fino al 99 per cento dei pesticidi presenti.
L'acqua
Quando è necessario disinfettare l'acqua? Per essere potabile, l'acqua deve presentare determinate caratteristiche:
- fisiche, ossia il colore, l'odore, il sapore e la torpidità. L'acqua potabile, quindi, deve essere inodore, insapore, incolore e a bassissima torpidità
- microbiologiche: l'acqua non deve contenere assolutamente microrganismi patogeni per l'uomo
- chimiche: l'acqua deve contenere soltanto determinate quantità di sostanze chimiche, compatibili con la salute dell'uomo.
Ma quali sono i germi patogeni che possono trovarsi nell'acqua? In pratica si possono trovare tutti i batteri patogeni. Poiché individuarli tutti non è possibile, quando si analizza un'acqua, si scelgono a campione i cosiddetti colibatteri, sempre presenti nelle feci umane. Essi si dividono in colibatteri totali e colibatteri fecali e, se non ci sono i primi, non si trovano neanche i secondi, per cui la ricerca di laboratorio è indirizzata alla ricerca dei colibatteri.
Prima di bere l'acqua è necessario, quindi, esaminarla per verificare che sia inodore, di sapore gradevole e incolore (se osservata in trasparenza attraverso una bottiglia). Il processo di potabilizzazione garantisce la produzione di un'acqua esente da sostanze tossiche, qualora non si conosca la provenienza dell'acqua e/o si nutrano dubbi sulla sua purità. Esistono tre metodi per potabilizzare l'acqua:
- bollitura (almeno 5 minuti), che rende inattivi i germi patogeni
- disinfezione, attraverso la quale si eliminano dall'acqua le quantità nocive di germi patogeni: effettuata mediante derivati del cloro e ozono, infatti, consente di produrre acqua potabile purificata dai microrganismi patogeni e contenente una minima quantità di microrganismi innocui per la salute
- filtrazione
Generalmente è sufficiente utilizzare uno dei tre metodi indicati per ottenere una disinfezione sicura e senza pericoli, ma, in presenza di acqua torbida, si può disinfettare l'acqua e in seguito filtrarla, per una maggiore sicurezza.
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