Svenimento e shock

26/10/2009

Svenimento

Lo svenimento è un breve periodo di incoscienza che si verifica quando il flusso di sangue al cervello è temporaneamente diminuito a causa di un improvviso abbassamento della pressione sanguigna (la massima può scendere anche sotto gli 80). Le cause possono essere diverse: forte dolore, grandi emozioni, la permanenza prolungata in luoghi troppo caldi e troppo affollati in cui non c'è ricambio d'aria, una lunga permanenza a letto (dovuta per esempio ad una malattia), un digiuno prolungato o un pasto eccessivamente abbondante, uno sforzo fisico intenso o una lunga permanenza in piedi (una fila di ore agli uffici postali!).
Sintomi | Cosa fare | Cosa non fare


Sintomi
Di solito, lo svenimento è preceduto da alcuni sintomi caratteristici, quali:
  • debolezza
  • pallore e sudorazione fredda
  • polso debole o irregolare
  • barcollamento
  • sensazione di nausea
  • ronzio alle orecchie
  • annebbiamento della vista.
Dopo questi segnali d'allarme la persona perde conoscenza per un periodo di tempo che difficilmente supera i 2-3 minuti. Se il soggetto è già svenuto in passato ed è cosciente dei sintomi premonitori può sdraiarsi autonomamente ed evitare così di svenire.

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Cosa fare
Per prima cosa è opportuno far sdraiare la persona sulla schiena tenendole le gambe sollevate al di sopra del livello del torace: la testa deve essere la parte più in basso di tutto il corpo. Se non c'è spazio, fatelo sedere con la testa china tra le ginocchia. Gli abiti devono essere slacciati, soprattutto quelli attorno al collo e al torace (per esempio la cravatta e la cintura).



Se il colpito perdendo conoscenza cade al suolo, accertatevi che non si sia ferito. Controllate, poi, polso e respirazione e, se necessario, procedete con la rianimazione.

Assicuratevi che l'infortunato abbia a disposizione aria a sufficienza e allontanate eventuali persone intorno. Se ci si trova in un ambiente chiuso è bene aprire la finestre o, almeno ventilare la persona (si può utilizzare un ventaglio o un giornale).

Quando riprende conoscenza, è importante che il colpito stia sdraiato, sempre a gambe sollevate, per almeno una ventina di minuti: con questo accorgimento si mette al riparo dal rischio di svenire di nuovo.

Se non rinviene in pochi minuti o nel caso dovesse ripetersi, è bene invece consultare il medico.

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Cosa non fare
Non bisogna somministrare né bevande alcoliche, né caffè, né altro per bocca, soprattutto durante la fase di incoscienza: si può rischiare di fare inalare (quindi mandare nei polmoni) quello che si vorrebbe fare ingoiare. È bene poi non schiaffeggiare la persona svenuta: si tratta di una manovra inutile.

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