Alcune sostanze tossiche
Sono molte le sostanze tossiche che possono richiedere il ricovero in ospedale: i farmaci, i prodotti che si trovano frequentemente in casa (come le sostanze caustiche, cioè quelle in grado di corrodere i tessuti organici), i cibi contaminati, i vegetali tossici (per esempio alcune bacche o funghi velenosi non controllati dal micologo), i prodotti per l'uso industriale o agricolo (alcuni insetticidi). Di seguito sono elencati gli avvelenamenti da farmaci, da prodotti di uso domestico o industriale e da funghi.| Farmaci | Prodotti di uso domestico o industriale | Funghi |
Farmaci Psicofarmaci (per esempio sedativi e antidepressivi) e analgesici-antipiretici sono i farmaci che più di frequente sono causa di avvelenamento. L'avvelenamento da farmaci può portare all'arresto respiratorio e i sintomi più comuni sono:
Bisogna inoltre indurre il vomito e somministrare abbondante caffè (un ottimo eccitante). Se il paziente non è cosciente bisogna controllare attentamente che non avvenga un arresto respiratorio. È molto importante far pervenire in ospedale o al medico il tipo di farmaco ingerito e, possibilmente, anche la quantità. Questo tipo di avvelenamento spesso coinvolge i bambini, che ingeriscono farmaci credendo siano caramelle: per questo è bene che i medicinali siano sempre fuori dalla loro portata (vedi Avvelenamenti ne La sicurezza del bambino). |
Prodotti di uso domestico o industriale Un'altra causa di ricovero per avvelenamento è rappresentata dai prodotti che si trovano frequentemente in casa, in particolare quelli contenenti sostanze caustiche, presenti in prodotti quali:
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Funghi
I funghi velenosi provocano due tipi di sindromi: a lunga incubazione e a breve incubazione. Alla prima categoria appartengono i funghi del tipo Amanita phalloides, che contengono veleni tossici per il fegato e sono i più pericolosi. I sintomi più comuni sono nausea e vomito, diarree e coliche addominali, che compaiono dopo diverse ore (da 7 a 36). In caso di avvelenamento da questo tipo di funghi è bene non provocare il vomito e recarsi subito in ospedale.
Nella sindrome a breve incubazione, invece, i sintomi compaiono in un tempo variabile tra 1 e 8 ore e variano a seconda del tipo di fungo ingerito. L'intossicazione ha generalmente un decorso benigno. Se è trascorso poco tempo dall'ingestione, è bene provocare il vomito, somministrando acqua tiepida salata. Se invece è trascorso un tempo sufficiente a ipotizzare che il veleno sia stato ormai digerito, far vomitare può essere dannoso. È bene somministrare carbone attivo come assorbente del veleno (due cucchiai uniti ad acqua fino a formare un impasto). Il carbone attivo è reperibile in tutte le farmacie ed è una polvere fine, solubile in acqua, che ha la capacità di assorbire molti farmaci e sostanze tossiche che, una volta legate al carbone, non vengono più assorbite dall'organismo). Se i sintomi si manifestano dopo 6-24 ore, somministrate un purgante che aiuti ad eliminare il veleno assorbito dal carbone attivo. Evitate poi di assumere bevande alcoliche e rivolgetevi in ogni caso a una struttura ospedaliera. In Europa esistono oltre 300 varietà di funghi innocui ma non commestibili in quanto non saporiti e gradevoli, una ventina di varietà mangerecce ed altrettante velenose. Questi dati dovrebbero spingere a raccogliere con attenzione i funghi o mostrarli a un esperto prima di mangiarli, per non rischiare un avvelenamento. |
I funghi velenosi provocano due tipi di sindromi: a lunga incubazione e a breve incubazione. Alla prima categoria appartengono i funghi del tipo Amanita phalloides, che contengono veleni tossici per il fegato e sono i più pericolosi. I sintomi più comuni sono nausea e vomito, diarree e coliche addominali, che compaiono dopo diverse ore (da 7 a 36). In caso di avvelenamento da questo tipo di funghi è bene non provocare il vomito e recarsi subito in ospedale.