Vaccinazioni per l'infanzia

26/10/2009

I richiami

I vaccini provocano una risposta da parte dell'organismo simile a quella che si ottiene durante la malattia naturale, ma senza le manifestazioni cliniche e i danni tipici della malattia stessa. Per ottenere un simile effetto si possono utilizzare i vaccini che contengono componenti diversi: un germe vivo ma attenuato, un germe ucciso, una piccola parte del germe o una sostanza da esso prodotta. Una volta somministrato il vaccino, si verifica una risposta immunitaria che può essere differente secondo il vaccino utilizzato. In linea di massima la maggior parte dei vaccini protegge efficacemente dalla malattia naturale una volta terminata l'immunizzazione primaria, che può anche comprendere alcune dosi.
Dopo il ciclo primario buona parte delle vaccinazioni perde gradualmente il proprio effetto protettivo nel giro di alcuni anni. Per questo motivo è necessario effettuare dei richiami, che sono in grado di riportare l'effetto protettivo ai livelli originari.

Non solo i vaccini perdono gradualmente la loro efficacia, ma è dimostrato che alcune malattie infettive possono essere contratte più di una volta. Il meccanismo alla base di questo fenomeno è complesso e coinvolge sia alcune nostre cellule in grado di produrre anticorpi che altre cellule in grado di esercitare un effetto diretto sul germe responsabile della malattia. Nella fase acuta della malattia, o subito dopo la vaccinazione, queste cellule sono numerose ed attive, mentre nel periodo successivo diminuiscono di numero. Rimangono però nell'organismo alcune cellule che "ricordano" di essere state in contatto con il germe della malattia oppure con il vaccino (memoria immunitaria). Per questo motivo, anche dopo un lungo periodo intercorso dall'ultima dose di un vaccino, è sufficiente somministrare una dose senza ricominciare da capo il ciclo vaccinale per riportare la protezione a livelli ottimali. Dopo la somministrazione di un richiamo di vaccino le cellule della memoria immunitaria si moltiplicano rapidamente per ricostituire la barriera protettiva contro la malattia naturale. Questo fenomeno si verifica anche quando la persona vaccinata dopo un certo periodo si trova ad essere in contatto con il germe della malattia naturale. Se la persona è stata vaccinata da poco, il contatto con il germe della malattia naturale provocherà un immediato innalzamento delle difese naturali e il germe non avrà la possibilità di causare la malattia. Per alcune vaccinazioni, dopo un certo periodo, questa capacità di reagire si esaurisce o non è sufficientemente rapida per garantire la protezione. In tali casi, è indispensabile praticare costantemente dei richiami perché la protezione rimanga elevata.

Un caso particolare è rappresentato invece dalla vaccinazione contro l'influenza: ad ogni stagione invernale essa viene raccomandata ad alcune categorie di persone a rischio di sviluppare complicazioni della malattia ed alle persone che hanno più di 64 anni. La vaccinazione che viene praticata in questo caso, piuttosto che essere un richiamo, è una nuova vaccinazione. Infatti i virus influenzali cambiano praticamente ogni anno e per questo motivo la vaccinazione eseguita l'anno precedente non è in grado di conferire una protezione adeguata contro i virus in circolazione l'inverno successivo.


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