Efficacia della contraccezione
L'efficacia di un metodo contraccettivo si misura valutando il numero di gravidanze indesiderate che causa. Un metodo, quindi, è efficace quando è utilizzato in modo corretto, senza nessun errore e senza nessun elemento che possa interferire (per esempio, l'assunzione della pillola per 21 giorni consecutivi con interruzione di 7 giorni, senza problemi di mancato assorbimento determinato da vomito o altri problemi gastrointestinali). L'efficacia del metodo viene valutata anche in base a come viene applicato nella vita reale: si comprendono quindi anche i fallimenti dovuti a dimenticanza o ad un errato utilizzo. In questo caso è molto importante la capacità delle coppie di utilizzare correttamente il metodo contraccettivo scelto.| Indice di Pearl | Ieri, oggi e domani |
Indice di Pearl L'unità di misura più utilizzata per misurare l'efficacia di un metodo contraccettivo è l'indice di Pearl, che indica il numero di gravidanze insorte in 100 donne che usano un certo metodo in un anno. Si calcola in base a due criteri: numero di gravidanze osservate nel periodo considerato e numero di cicli mestruali nei quali è stato utilizzato un determinato metodo contraccettivo. È necessario, inoltre, considerare che mediamente una donna ha 13 cicli mestruali l'anno. In base a questi dati, la formula per il calcolo dell'indice di Pearl è la seguente: (numero di gravidanze x 1300)/numero dei cicli mestruali valutati Minore è questo valore più elevata è l'efficacia del metodo contraccettivo. Idealmente, quindi, l'indice di Pearl di un contraccettivo veramente efficace dovrebbe essere pari a zero. All'indice di Pearl è stato recentemente affiancato un altro indice, l'incidenza di gravidanza (pregnancy rate), che considera la percentuale di gravidanze che si verifica nel gruppo preso in esame. La formula per il calcolo è la seguente: (numero di gravidanze x 100)/numero di donne trattate |
Ieri, oggi e domani Quali meccanismi spingono le donne a scegliere un contraccettivo piuttosto che un altro? Un primo dato importante è che solo il 20 per cento delle donne adulte in età fertile (secondo un'indagine del febbraio 2003) non usa alcun metodo contraccettivo, escludendo l'utilizzo del profilattico da parte dell'uomo se legato alla ricerca di rapporti sicuri (soprattutto come protezione dall'HIV). Questa percentuale segnala, dopo decenni di lenta evoluzione, una forte accelerazione della crescita della contraccezione, che deriva probabilmente da diversi fattori, per esempio: gli effetti del mutamento socio-culturale, la crescita di informazione e di consapevolezza delle donne, il crescente ricorso femminile ai ginecologi, l'influenza dei mass media, la presenza dei consultori in alcune aree e l'entusiasmo diffuso sulla sessualità responsabile legato anche alle campagne anti-AIDS. Nell'ultimo decennio si è osservato un lento calo tra i metodi contraccettivi "naturali" (per esempio, Ogino-Knaus e Billings), una vera caduta del coito interrotto, una stabilità del profilattico, una moderata crescita della spirale e un notevole boom della pillola (27 su 100 donne intervistate, tra i 18 e i 49 anni, ricorrono alla pillola: addirittura il doppio rispetto al 1993). Nell'ultimo decennio sono diminuite le preoccupazioni legate ai rischi gravi dell'assunzione prolungata della pillola (come malattie cardiovascolari e tumori), ma non quelle meno gravi, che possono causare disturbi d'ansia (come aumento di peso, nausea, vomito, mal di testa). Accanto alla convinzione che la pillola svolga una precisa funzione protettiva verso alcuni tumori e altre malattie, è ormai riconosciuta la sua capacità di ridurre le irregolarità e i disturbi legati al ciclo mestruale e alla menopausa. Oggi è più raro che in passato che una donna abbandoni la pillola e se lo fa le ragioni sono spesso legate agli effetti collaterali, per esempio mal di testa e ritenzione idrica con conseguente aumento di peso. Nelle donne che utilizzano altri metodi contraccettivi, invece, prevale la preoccupazione per le malattie sessualmente trasmesse e la convinzione di non poter prendere la pillola (in questo caso il preservativo rimane l'unico sistema più affidabile). E gli altri metodi contraccettivi? Accanto al cerotto e all'anello vaginale, metodi contraccettivi ormai divenuti d'avanguardia, e ai contraccettivi d'emergenza, sarà presto in Italia il "profilattico femminile", ossia una guaina di poliuretano molto resistente che si inserisce nella vagina prima del rapporto sessuale e protegge non solo dalle gravidanze ma anche dalle malattie sessualmente trasmesse. |