Contraccezione

26/10/2009

La pillola

Rappresenta il contraccettivo ormonale più diffuso caratterizzato da principi attivi, schemi e dosaggi molto diversificati. Le diverse pillole hanno, invece, effetti collaterali, interazioni, controindicazioni, benefici e modalità di assunzione molto simili tra loro. La maggior parte dei contraccettivi orali è costituita da un progestinico e da un estrogeno di sintesi. Il blocco dell'ovulazione è il meccanismo principale con il quale la pillola esercita la sua attività anticoncezionale. Proprio come l'innalzamento dei livelli di estrogeni e di progesterone che si trovano naturalmente in circolo, allo stesso modo la combinazione di estrogeni e progestinico contenuta nei contraccettivi orali inibisce il funzionamento dell'ipotalamo e dell'ipofisi.
La soppressione degli ormoni gonadotropi a sua volta inibisce l'ovulazione. L'innalzamento dei livelli di estrogeni in circolazione impedisce la maturazione della cellula uovo, mentre l'azione provocata dalla componente progestinica blocca il picco di produzione di LH e FSH che precede l'ovulazione. E cosa succede nelle ovaie? La somministrazione di estrogeni, anche a basso dosaggio, determina una limitazione della produzione pre-ovulatoria di estradiolo mentre la somministrazione di un progestinico diminuisce la sintesi del progesterone durante la fase luteale.

Il meccanismo d'azione dei contraccettivi a contenuto prevalentemente progestinico nasce dalla combinazione del blocco dell'ovulazione con altri effetti. L'azione degli estrogeni sulle tube provoca delle modificazioni nel tessuto tubarico tali da disturbare l'accoglimento ed il trasporto dell'ovocita. Mentre, il progestinico provoca una diminuzione della motilità tubarica. L'uso continuativo di un progestinico determina un'alterazione del muco cervicale, con una perdita, o meglio una diminuzione, della filanza, un aumento della viscosità ed una diminuzione della quantità. Per questo motivo il muco diventa una barriera contro la penetrazione e la risalita degli spermatozoi. Inoltre l'aumento dell'attività enzimatica riduce, probabilmente, la fertilità attraverso l'attacco diretto della membrana cellulare degli spermatozoi. La somministrazione di un progestinico all'inizio del ciclo, quando cioè i livelli del progesterone naturalmente in circolo sarebbero ancora bassi, inibisce la proliferazione dell'endometrio. Di conseguenza, anche nell'eventualità in cui si abbia ugualmente una fecondazione, nonostante l'utilizzo del contraccettivo, l'endometrio non sarebbe comunque in grado di sostenere la crescita della cellula uovo fecondata.

Tipi di pillola | Perché la pillola? | Effetti indesiderati


Tipi di pillola
Recentemente si sono affacciati sul mercato nuovi schemi posologici e nuove modalità di assunzione della pillola, anche se nessuno di questi schemi ha una validità di per sé superiore agli altri.
Le pillole a base di estrogeni e progestinici si dividono in monofasiche, difasiche e trifasiche. Esistono, inoltre, delle pillole a base di solo progestinico (mini-pillola).
La pillola monofasica è una pillola che mantiene inalterato il suo dosaggio ormonale per tutta la durata del ciclo. Tutte le pillole sono uguali tra di loro e devono essere assunte per 21 giorni consecutivi. Nei 7 giorni di intervallo tra un ciclo e l'altro si presenta un'emorragia similmestruale da sospensione.

Nella pillola bifasica i dosaggi dell'estrogeno e del progestinico non sono costanti. Nella prima parte del ciclo (7 giorni) è più alto il dosaggio estrogenico, nella seconda (15 giorni) è più elevato quello progestinico. In questo modo si è cercato di mimare l'andamento del ciclo mestruale, con l'obiettivo, non sempre raggiunto, di ottenere una migliore tollerabilità e un miglior controllo del ciclo. Naturalmente, in questo caso, non si può cominciare l'assunzione da una pillola qualsiasi, ma si deve cominciare da quella con il dosaggio maggiore di estrogeni. Per questo le pillole all'interno della confezione sono colorate in modo diverso.

Con la pillola trifasica si è cercato di andare ancora più incontro al ciclo fisiologico, creando tre diversi dosaggi di estrogeno e di progestinico. L'estrogeno è inizialmente basso per 6 giorni, più alto nei successivi 5, per poi ritornare ai livelli di partenza negli ultimi 10. Il progestinico, invece, incrementa costantemente nelle tre fasi di dosaggio. Anche in questo caso, quindi, il colore delle pillole è diverso.

La prima pillola deve essere presa il giorno in cui inizia il flusso mestruale. Ogni giorno si deve assumere una compressa per 21 giorni (per alcune pillole 22 o 24 + 4). Si interrompe l'assunzione della pillola per sette giorni (o per 6). Circa tre giorni dopo l'assunzione dell'ultima pillola avrà inizio il flusso mestruale. Trascorsi sette giorni (o 6) senza aver assunto nessuna pillola va iniziata una nuova confezione, anche se il flusso mestruale non è ancora terminato. La nuova confezione deve essere iniziata sempre lo stesso giorno della settimana in cui si è cominciata la precedente confezione.

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Perché la pillola?
Oltre all'efficacia contraccettiva, sono stati riscontrati diversi effetti positivi della pillola sia su malattie serie sia su disturbi comuni nella donna. Riportiamo alcuni esempi:
  • l'uso della pillola riduce del 40 per cento il rischio di tumore ovarico
  • la pillola riduce del 50 per cento il rischio di sviluppare il tumore dell'endometrio
  • le donne che assumono contraccettivi ormonali da almeno 12 mesi hanno una riduzione del rischio di malattia infiammatoria pelvica del 50 per cento
  • la riduzione del flusso mestruale provocato dalla pillola riduce drasticamente la probabilità di andare incontro ad anemia
  • le donne che fanno uso della pillola hanno una riduzione dal 40 al 67 per cento del dolore mestruale
  • la pillola riduce del 50-70 per cento l'incidenza di malattie benigne della mammella
  • la pillola riduce il rischio di sviluppare cisti ovariche e accelera la risoluzione delle cisti preesistenti all'inizio del suo uso
  • la pillola riduce del 29 per cento i tipici sintomi della sindrome premestruale: cefalea, irritabilità, tensione mammaria, depressione.

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Effetti indesiderati
Tutte le pillole, indipendentemente dalla loro composizione, presentano un profilo di effetti collaterali molto simili sia per tipologia sia per incidenza. Normalmente le pillole più moderne sono ben tollerate. Gli effetti collaterali più comuni sono di lieve entità e, anche se fastidiosi, non influiscono sulla qualità della vita e non richiedono la sospensione del trattamento.
- Effetti collaterali minori
  • nausea moderata
  • cefalee leggere
  • tensione mammaria
  • cloasma (alterazione del pigmento della pelle)
  • effetti occasionali sull'umore
- Effetti collaterali maggiori

Tra le complicazioni più gravi, anche se rara, figura il tromboembolismo venoso. Alcune patologie vascolari o epatiche possono peggiorare in pazienti predisposte, fumatrici o ipertese.

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