Gravidanza

26/10/2009

Attività fisica in gravidanza

Sempre più donne praticano attività fisica in gravidanza, ma è consigliabile? Non c'è nessuna controindicazione a svolgere attività fisica durante la gravidanza, purché venga fatta con moderazione (né intensa né prolungata) e con il nulla osta del ginecologo. Un'attività fisica leggera svolta con regolarità non solo ha un effetto positivo nel rilassamento e nel benessere psicofisico nella donna "in attesa", ma, soprattutto se praticata fin dal primo trimestre, migliora il naturale andamento della gravidanza e la crescita del feto, aumentando la capacità di trasporto di ossigeno e di sostanze nutritive indispensabili per il feto.
Un "modesto" esercizio fisico è in grado di aumentare l'efficienza degli apparati cardiocircolatorio e respiratorio migliorando l'adattamento materno alla gravidanza e al parto (maggiore riserva cardiopolmonare). Inoltre, con un movimento regolare migliora la circolazione negli arti inferiori, con una riduzione del senso di gonfiore, degli episodi di dolore, di crampi e di affaticamento. E ancora, l'attività fisica contiene l'aumento del peso corporeo e diminuisce il rischio di diabete gestazionale e gli episodi di lombalgia, favorendo un miglioramento del tono muscolare in generale e della postura.

Le attività più adatte sono quelle svolte in acqua (per una maggiore e migliore dispersione termica e per un ridotto carico meccanico sulle articolazioni), in posizione orizzontale, come il nuoto, e in verticale, come l'acquafitness e gli esercizi di ginnastica (yoga) e/o danza (a corpo libero) eseguiti con accompagnamento musicale. Alcuni studi, infatti, hanno messo in risalto la possibilità che le vibrazioni sonore prodotte dalla musica producano un effetto stimolante sulle strutture nervose del feto. La donne in cui si riscontra un decorso della gravidanza abbastanza normale, può praticare regolarmente una corretta attività fisica (secondo la giusta intensità, durata e frequenza), programmata in base al suo stato di salute, al livello di allenamento e alle capacità motorie, scegliendo il tipo di esercizio più gradevole da effettuare.

Corsi di preparazione al parto | Training autogeno | Yoga


Corsi di preparazione al parto
Esistono oggi numerosi corsi di preparazione al parto che aiutano le donne a comportarsi in modo saggio e consapevole e ad affrontare con serenità il momento della nascita, controllando il dolore e vincendo le emozioni negative. I corsi offrono anche l'occasione di incontrare altre donne che hanno gli stessi problemi e le stesse paure, e cercano di creare un primo contatto con il personale e l'ambiente dove avverrà il parto. La preparazione al parto è organizzata sia da strutture pubbliche sia da centri privati e intende creare un rapporto più umano nell'assistenza alla coppia ed al bambino, creando così un clima di comprensione, di rispetto e affetto.

I corsi tradizionali sono composti da una serie di lezioni teoriche sulla fisiologia dell'apparato riproduttivo e della gravidanza; l'ostetrica affronta il problema del dolore e della paura del dolore, cercando di rimuovere timori irrazionali, ed infine propone esercizi di ginnastica e tecniche di respirazione utili nel travaglio di parto.

I corsi di preparazione al parto non hanno l'unico fine del controllo del dolore in vista del parto, ma anche: aumentare il senso di sicurezza e di autostima, fornire informazioni sulla gravidanza, sul parto, sulle implicazioni psicologiche di queste esperienze, sull'evoluzione delle dinamiche di coppia e sulle competenze del bambino. Nei corsi tradizionali di preparazione al parto, a partire dalla fine del secondo trimestre, si tengono delle riunioni settimanali (di circa 2 ore e tenute in consultorio, in palestra o in ospedale), nelle quali si trattano i seguenti argomenti: la fisiologia della gravidanza, la fisiologia della contrazione muscolare e della respirazione, il parto ed elementi di puericultura, come l'allattamento ed i preparativi per il bambino. Si visionano film sul parto e/o sull'allattamento e si esegue una visita guidata alla sala parto e al nido. Nello stesso periodo le partecipanti al corso vengono riunite in una palestra ed allenate ad eseguire esercizi di ginnastica e di rilassamento del corpo ed esercizi respiratori.

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Training autogeno
Questo metodo è stato diffuso in Italia, a partire dal 1973 ed è basato su tecniche di autosuggestione e di respirazione, che hanno lo scopo di condizionare la reazione della donna ad ogni singola fase del parto, in modo da alleviare sia la tensione fisica sia quella psicologica.

I corsi sono costituiti da incontri settimanali che iniziano al settimo mese di gravidanza e si basano su lezioni teoriche (fisiologia della gravidanza e del parto) ed esercitazioni pratiche. Le gestanti apprendono le tecniche di rilassamento e quelle di respirazione e di controllo muscolare, che devono essere applicate nei vari momenti del travaglio. Durante il rilassamento, la donna "in attesa" impara ad evocare ricordi e sensazioni, ansie e paure, sulle quali viene eseguita un'analisi psicologica.

Si insegna una respirazione lenta e profonda, come quella del sonno, da usare quando iniziano le contrazioni; per la fase espulsiva del parto la futura mamma apprende ad inspirare e a trattenere l'aria nei polmoni nel momento di spingere e a rilassarsi completamente nell'intervallo tra le contrazioni. Il controllo della tensione emotiva e fisica, evitando di amplificare la percezione dolorosa, tende a ridurre al minimo il dolore.

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Yoga
Questo metodo è indicato per chi pratica lo yoga da qualche tempo. Esige il controllo della propria mente con diversa gradualità a seconda dei differenti livelli della situazione in cui la partoriente viene a trovarsi. Ciò significa, per esempio, che in certi momenti la donna deve distogliere il pensiero dalle contrazioni mentre in altri deve esserne completamente consapevole. Lo yoga è senza dubbio un'attività benefica per il rilassamento, il controllo della respirazione e la flessibilità corporea, ma devono essere evitate certe posizioni e gli allungamenti muscolari estremi.

Le "ananas", particolari posture guidate dal respiro, hanno la funzione di ripristinare la flessibilità del femminile, la capacità di lasciarsi accadere, di lasciarsi ascoltare, rompendo la barriera del razionale che rende dolorosi e lontani i processi di trasformazione.

Altro strumento dell'Hatha Yoga è il "Pranayam", ovvero il controllo dell'energia vitale attraverso il respiro. Una buona respirazione è fondamentale sia in gravidanza sia al momento del parto poiché una maggiore ossigenazione e depurazione del sangue materno trasmette più ossigeno al bambino durante la sua vita nel grembo materno e diminuisce sensibilmente il dolore delle contrazioni. Lo Yoga, inoltre, è il capostipite di tutte le tecniche di rilassamento, interiorizzazione e meditazione, ed insieme ai Mantra, frasi che rafforzano e calmano la mente e vocalizzi che scaricano le tensioni, la donna impara l'attenzione al sé, ad individuare sempre i suoi bisogni e quelli del bambino che porta in grembo con una presa di coscienza più profonda di questa naturale unione.

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