I problemi in gravidanza

26/10/2009

Gravidanze gemellari

Si definisce multipla la gravidanza caratterizzata dallo sviluppo di due o più feti nella cavità uterina. In assoluto, la frequenza dei parti con due gemelli è di circa 1 su 80, quella di un parto con tre gemelli è di 1 su 6.400, quella di un parto con quattro gemelli è di 1 su 512.000. Mentre la gravidanza gemellare monovulare (un ovulo fecondato da uno spematozoo) è un evento puramente casuale, con un'incidenza che si aggira tra il 3 e il 5 per 1000 gravidanze, quella biovulare (due ovuli fecondati da due spermatozoi diversi) è legata a fattori genetici e può variare molto da popolazione a popolazione: in Italia è intorno all'uno per cento. La sua frequenza è però in costante aumento a causa dell'impiego di tecniche di fecondazione assistita.
Nel caso di gravidanze monovulari si parla anche di gemelli monozigoti, in quanto hanno un patrimonio genetico identico. Nel caso delle gravidanze biovulari si parla anche di gemelli dizigoti, in quanto hanno patrimoni genetici differenti. In base al numero di placente, poi, si parla di gravidanza mono-coriale (20 per cento dei casi), ossia con un'unica placenta, e di gravidanza bi-coriale, con due placente distinte (80 per cento dei casi).

La gravidanza con gemelli monozigoti (30 per cento) è determinata dalla divisione in due parti uguali dell'uovo in un periodo variabile da 1 a 10 giorni dopo la fecondazione. Se la divisione avviene nei primi tre giorni, ogni gemello avrà una sua placenta; se la divisione avviene dopo 3-8 giorni, avranno la stessa placenta, ma due cavità amniotiche separate; se avviene dopo 8-10 giorni, avranno in comune anche la cavità amniotica. Se la separazione avviene ancora più tardi, si avrà un fenomeno patologico, cioè i gemelli siamesi. I gemelli dizigoti (70 per cento) hanno sempre due placente separate. Queste possono essere inserite su due pareti opposte dell'utero, oppure adiacenti.

La gravidanza gemellare è facilmente rilevabile con l'ecografia già alla quinta settimana, quando ci sono due sacchi distinti. Per visualizzare gli embrioni e i battiti cardiaci bisogna però aspettare la sesta settimana. Solo al terzo mese con ecografie accurate è possibile stabilire il numero di placente e definire se si tratta di una gravidanza monocoriale o bicoriale. Questa distinzione è abbastanza importante perché le gravidanze monocoriali vanno incontro a maggiori complicazioni e necessitano, quindi, di controlli più frequenti. La gravidanza gemellare è comunque considerata una gravidanza a rischio, perché sono più frequenti alcune complicazioni, per esempio: la prematurità, la pre-eclampsia (malattia caratterizzata da pressione arteriosa elevata, gonfiori e proteine nelle urine), il distacco di placenta e il basso peso alla nascita.

Alcuni fattori sembrano predisporre allo sviluppo di una gravidanza gemellare o plurigemellare, per esempio l'ereditarietà, il DNA materno, l'età della donna (l'incidenza cresce con l'avanzare dell'età ), la razza dei genitori (l'incidenza è massima tra i neri, minima tra gli orientali), il ricorso ai trattamenti antifertilità (che promuovono la maturazione contemporanea di più follicoli).

Una gravidanza gemellare può manifestarsi con alcuni sintomi particolari, per esempio:
  • vomito e nausea più frequenti rispetto ad una gravidanza singola (si pensa che ciò sia dovuto alla maggiore massa placentare)
  • "disturbi da ingombro" dovuti al notevole volume che l'utero può raggiungere (varici, disturbi respiratori, problemi digestivi, deambulazione faticosa, lordosi)
  • marcata anemia per l'aumento del fabbisogno di acido folico e di ferro.

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