Allattamento al seno

26/10/2009

La poppata

L'elevata frequenza delle poppate nei primi giorni di vita consente non solo a madre e bambino di fare un'utile pratica in attesa della montata lattea, ma anche di anticipare la montata di 12-24 ore. La suzione infatti è il più potente stimolo alla produzione di latte. Succhiando il bambino induce nella mamma una risposta immediata (espulsione del latte già presente nella mammella) ed una più tardiva (induzione a produrre latte per le poppate successive). Quindi il bambino succhia sia per avere subito il latte sia per garantirselo per il futuro.
Il massaggio mammario | La pulizia del seno | Posizioni per allattare | Quando e per quanto allattare | Se non mangia a sufficienza?


Il massaggio mammario
Il massaggio della mammella è utile per sbloccare il latte accumulatosi. Naturalmente più il bambino succhia, più latte tira fuori e meno se ne accumula. Quindi se il bambino è fin dall'inizio abile nel succhiare, la mammella continuamente svuotata difficilmente si ingorgherà. Il massaggio si può fare fin dal primo giorno dopo il parto per circa 2-5 minuti ogni volta, più volte al giorno a seconda del bisogno, preferibilmente prima di ogni poppata per facilitare l'assunzione del latte da parte del bambino. Si può massaggiare in maniera localizzata la mammella coi polpastrelli di 2-3 dita, imprimendo alla mano un movimento circolare sulla zona che sembra tesa e rigonfia di latte. Oppure mettere contemporaneamente le mani una sopra e una sotto all'areola, esercitando un massaggio circolare esteso a tutto il seno, muovendo le mani in maniera sincrona. Il massaggio, comunque, non deve essere troppo energico, né prolungato per evitare piccoli traumi alla mammella nonché arrossamenti e irritazioni.

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La pulizia del seno
Il latte ha già da solo un sufficiente potere antibatterico, quindi una donna che esegue una periodica pulizia della propria persona non può trasmettere malattie al figlio attraverso il contatto pelle a pelle. Detergere di continuo il seno interferisce con l'orientamento olfattivo del bambino verso la fonte del nutrimento, infatti, secondo studi recenti, lavando una mammella si induce il neonato ad orientarsi verso l'altra. Anche per la pulizia del capezzolo e dell'areola dopo la poppata basterà asciugare, con una garza, il latte e la saliva residui.

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Posizioni per allattare
Non esiste una posizione ideale per allattare il proprio bambino: la mamma può scegliere la posizione che in quel momento le sembrerà più comoda. La posizione più adottata è quella seduta con il bambino in braccio: la mamma così può avere un buon appoggio della schiena che le risparmia la contrattura dei muscoli dorsali.
Uno sgabello sotto i piedi, poi, le permette di rilassare anche la muscolatura addominale.
Alcune donne scelgono la posizione sdraiata, a letto, con il bambino di fianco, soprattutto se sono affaticate o se accusano dolore a causa, per esempio, dei punti del taglio cesareo.

Per agevolare l'uscita del latte, la mamma dovrebbe variare la posizione nelle diverse poppate: quando si abitua ad allattare sempre nella stessa posizione il capezzolo viene sollecitato dalla presa del bambino sempre nella stessa maniera e viene così prediletto lo svuotamento delle stesse parti della mammella. Anche la mammella offerta per prima al bambino, cioè quella più "strapazzata", potrebbe essere diversa a ogni poppata. Variando la posizione del bambino a ogni poppata la pressione viene esercitata su parti diverse dell'areola, dando così modo alle altre parti di riposarsi.

In ogni caso la mamma deve avere una posizione comoda per evitare dolorose contratture muscolari, per esempio aiutandosi con alcuni cuscini. Se la mamma è seduta dovrebbe fare in modo che un braccio sostenga il bambino mentre con l'atro favorisce l'ancoraggio del bambino al seno.

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Quando e per quanto allattare
Il bambino piange anche perché ha fame. All'inizio sarà un po' difficile distinguere un pianto da dolore da un pianto per fame, me con il tempo la mamma capirà la differenza. Comunque se il bambino non piange non significa che non ha fame. Lo stato di irrequietezza, i movimenti della mano verso la bocca a poca distanza dal pasto precedente, i pugni chiusi, possono costituire il segnale che il bambino invia ancora prima di piangere o in sostituzione del pianto per far capire che per lui è arrivata l'ora della poppata.

Certamente non è opportuno stabilire degli orari rigidi per i pasti, ma allattare il bambino "a richiesta", senza farlo attendere eccessivamente, perchè non sia troppo affamato e non si attacchi in modo frenetico, anche al fine di prevenire ingorgo mammario e ragadi. E' opportuno, però, tranne che nelle prime due settimane, mantenere intervalli superiori alle due ore per non rischiare che insorgano nel bambino "abitudini" che possano alla lunga divenire difficili da sopportare per la mamma.

Ma quanto deve durare la poppata? Non si può stabilire una durata della poppata che sia ottimale per ogni bambino. Il tempo che intercorre tra il momento in cui il neonato comincia a succhiare e quello in cui il latte arriva veramente presenta delle variazioni: è lungo nei primi 3-4 giorni dopo il parto mentre si accorcia dopo la montata lattea. Ci sono dei cambiamenti anche per il flusso: nei primi mesi della poppata è più rapido mentre in seguito vi è un rallentamento. Inoltre la poppata rappresenta per il neonato un momento di intenso contatto con la madre, che è fonte di rassicurazione e piacere. L'apporto di latte non è solo legato alla durata della poppata, ma anche alla rapidità del flusso, quindi non è il caso di svegliare il bambino se si addormenta durante la poppata se non ha mangiato abbastanza: si sveglierà prima per chiedere la poppata successiva.

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Se non mangia a sufficienza?
La mamma può temere che il bambino non mangi a sufficienza perché appare insoddisfatto dopo la poppata, perché piange spesso, perché succhia a lungo o molto frequentemente. Ma come fare a stabilire se il latte gli basta?

Gli unici strumenti affidabili per sapere che tutto sta procedendo bene con l'allattamento sono:
  • la valutazione del peso: dopo il calo, il peso del piccolo dovrebbe tornare a quello iniziale entro 10-14 giorni. Tranne casi particolari, è inutile la "doppia pesata", prima e dopo la poppata, è più razionale pesare il bambino una volta alla settimana, nudo, prima del pasto, sempre alla stessa ora, per controllarne la crescita
  • la quantità di urine e feci emesse: nelle prime settimane di vita un neonato che si scarica lameno 4 volte al giorno e che ha almeno 6 pannolini bagnati al giorno sicuramente si alimenta a sufficienza
  • nella mamma, un valido indicatore di buona produzione lattea è la comparsa, dopo 2-3 settimane di allattamento, del riflesso di eiezione che si manifesta con una sensazione di "formicolio" o di emissione di latte appena prima di allattare.

Le aggiunte di latte artificiale, se non necessarie, sono sempre sconsigliate, ancor più nelle prime settimane, perchè, riducendo il tempo in cui il seno viene stimolato, cala la produzione di latte: la suzione è, infatti, il principale fattore che ne favorisce la formazione. Il biberon va offerto al bambino, una volta al giorno, dopo le prime sei settimane, per acqua o tisane in modo da abituarlo a succhiare anche alla tettarella.

Talvolta, il latte materno deve essere tolto, come nel caso di un ingorgo mammario, o qualora la mamma decida di continuare a somministrare il suo latte anche se non può essere presente per allattare (per esempio perchè riprende a lavorare). )In questi casi si può ricorrere alla "spremitura" manuale del seno o si può usare il tiralatte.

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