Allattamento al seno

26/10/2009

L'alimentazione della mamma

La donna che allatta deve far fronte a una duplice serie di richieste nutrizionali, per sé e per il suo bambino. È quindi opportuna un'alimentazione tale da consentirle non solo di continuare la sua attività di base, ma anche di provvedere a un'adeguata produzione di latte. Produrre latte significa innanzitutto spendere energia. La donna che dà al suo bambino 850 millilitri di latte al giorno richiede un surplus energetico pari a 750 calorie, che si aggiungono a un fabbisogno di base di 2000 calorie.
Non occorre che la donna, per essere pronta ad allattare, si sforzi di mangiare più del desiderato, per guadagnare inutilmente peso! L'allattamento al seno dovrebbe avere proprio un effetto contrario, dimagrante, aiutando la donna a bruciare quei 2-4 chili di adipe presi durante la gravidanza e consentendole un più rapido recupero della linea.

Più o meno tutti i cibi introdotti dalla mamma modificano le caratteristiche organolettiche del latte, ossia il suo sapore, l'odore, il gusto, il colore. Questa è una caratteristica positiva e generalmente gradita al bambino; alcuni cibi tuttavia possono forse causare nel lattante dei disturbi, per lo più lievi, per esempio irrequietezza, mal di pancia, aumentata emissione di feci. Questo effetto nocivo dei cibi assunti dalla madre è un fatto assolutamente individuale e quindi non vale la pena di seguire in partenza diete rigide, strette, penalizzanti. Se però la mamma nota che un certo alimento (ortaggio o frutto che sia) può dare fastidio al bambino allora farà bene ad eliminarlo.

Per prudenza si raccomanda di moderare l'assunzione di bevande alcoliche (non più di un bicchiere di vino ai pasti principali o in alternativa mezzo litro di birra al giorno) o contenenti caffeina (non più di 2-3 tazzine al giorno) e il consumo di sigarette (non più di 5-10 sigarette al giorno: meglio nessuna per la salute di mamma e bambino).

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