Allattamento al seno

26/10/2009

Consigli sull'uso dei farmaci

Più del 90 per cento dei medicamenti assunti dalla donna si ritrova nel latte che essa produce; sul piano quantitativo, tuttavia, raramente la percentuale del farmaco passata nel latte supera il 5 per cento della dose somministrata alla madre: questa percentuale non è sufficiente per dare effetti farmacologici significativi nel lattante. Se passa nel latte, bisogna verificare se il farmaco in questione ha caratteristiche tali da essere assorbito dall'intestino del bambino e da ultimo se ha effetti collaterali.
Possiamo distinguere i medicinali in tre categorie:
  • Sostanze la cui pericolosità per il lattante è stata chiaramente dimostrata o ragionevolmente ipotizzata dalla letteratura scientifica. Si tratta di sostanze incompatibili con l'allattamento, che va quindi interrotto finché questi farmaci sono assunti dalla madre
  • Sostanze di cui non si hanno sufficienti informazioni per poterle definitivamente catalogare come pericolose o sicure e che andrebbero somministrate con cautela, sorvegliando il bambino. A questa categoria appartengono per esempio i farmaci attivi sul sistema nervoso (tranquillanti, antidepressivi e antiepilettici), che potrebbero sedare il lattante, con difficoltà alimentari e sonnolenza. In presenza di questi sintomi sarà necessario sospendere l'allattamento
  • Sostanze sicure perché non secrete nel latte materno o non assorbite dal lattante o, qualora assorbite, comunque non dannose per il bambino. A questa categoria normalmente appartiene gran parte degli antibiotici. Prima di assumere un farmaco la mamma deve capire, con l'aiuto del proprio medico, in quale delle tre categorie di rischio il farmaco possa essere compreso. Se un farmaco è pericoloso e si deve assumerlo solo per una o poche volte, si potrà saltare una poppata al seno e sostituirla con latte materno spremuto in precedenza o con latte artificiale; se il farmaco è pericoloso e la donna ne ha assoluto bisogno in maniera continuativa, l'allattamento andrà interrotto.

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