Allattamento al seno

26/10/2009

Le ansie della mamma

Spesso le mamme si preoccupano di avere un latte poco nutriente e poco adatto alle esigenze del bambino, impressione il più delle volte sbagliata. Molte donne però vivono, almeno all'inizio, questa esperienza come una prova da affrontare quotidianamente e che di volta in volta va superata. Questa mancanza di fiducia e l'ansia che ne deriva sono le vere responsabili dell'insuccesso dell'allattamento. Ma l'incapacità ad offrire il latte non corrisponde all'incapacità di produrlo: il latte infatti si può trovare nella mammella ma non viene emesso a causa della tensione della mamma.
L'emissione del latte è sicuramente favorita dalla fiducia e dalla calma, mentre una donna sotto stress, in ansia e affaticata si può impegnare ad allattare senza risultato, in quanto il suo stato d'animo non si concilia con la naturalezza dell'emissione del latte.

In ospedale… | Il taglio cesareo | Problemi con il bambino


In ospedale…
L'ospedale disturba i rapporti tra mamma e figlio: la donna passa infatti le ore del travaglio in un ambiente in cui si trova spesso spaesata, a volte non vicino al marito e ai familiari, tra gente per lo più estranea. Durante il ricovero diversi fattori tendono ad incrementare l'ansia materna limitando la possibilità del bambino di succhiare quando più ne ha voglia. Al contrario la donna dovrebbe poter stare con il suo bambino nella stanza quando e per quanto tempo vuole (per facilitare il legame affettivo). Il bambino in questo caso potrà avere a disposizione il seno materno quando vuole senza adeguarsi alle rigide regole del nido. L'ospedale però ha ancora molte difficoltà a dare una risposta concreta a questi bisogni della madre e del bambino.

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Il taglio cesareo
Dopo un parto difficile, come quello cesareo, la mamma è spesso provata per allattare subito (nelle prime ore dopo il parto). Soprattutto se non è stata preparata in precedenza sull'eventualità di praticare un cesareo, la mamma subisce un trauma psicologico notevole: è bene però che non passi troppo tempo prima di attaccare al seno il neonato. Nella maggior parte delle situazioni la mamma è già pronta ad allattare entro 6-12 ore dal parto, anche se le occorrerà un po' di aiuto da parte del personale ospedaliero. Nella donna che subisce il taglio cesareo si ricorre a un trattamento antidolorifico, almeno nei primi due giorni: singole somministrazioni dei comuni analgesici, anche via endovenosa o intramuscolare, non danno assolutamente effetti negativi sul lattante.

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Problemi con il bambino
Ci sono alcuni problemi piuttosto comuni nel lattante che non devono allarmare i genitori. Facciamo alcuni esempi:
  • il raffreddore: per i neonati è già difficile respirare con la bocca, pensate a quanto lo sia utilizzare la bocca sia per mangiare che per respirare, ossia quando il naso si ottura (in caso di raffreddore). Il bambino può innervosirsi, piangere e rifiutarsi di succhiare quindi per agevolarlo si potrebbe prima della poppata pulirgli delicatamente le narici con un fazzoletto di stoffa e instillargli nel nasino alcune gocce di soluzione fisiologica in commercio
  • diarrea: è inconsueto che un bambino allattato al seno soffra di una vera diarrea, comunque, se succedesse, non c'è ragione di preoccuparsi. Continuate ad allattare perché il latte materno aiuta il bambino a difendersi dai germi responsabili di gastroenteriti e riduce il rischio di disidratazione
  • rigurgito: è un fenomeno comune tra i lattanti e non c'è motivo di preoccupazione finché il bambino si nutre e cresce di peso.

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