Infezioni urogenitali

26/10/2009

Trasmissione

Batteri (Chlamydia, Gonococco), protozoi (Trichomonas), funghi (Candida) e virus (herpes, HIV): sono questi i principali responsabili delle infezioni urogenitali, che vengono trasmesse principalmente, anche se non esclusivamente, attraverso i rapporti sessuali. Lo sviluppo di questi microrganismi sono favoriti da alterazioni dei comuni meccanismi di difesa e, in particolare, dalle variazioni del pH vaginale causato da variazioni ormonali, gravidanza e attività sessuale. Le infezioni vaginali possono essere anche di natura non infettiva (allergica), cioè dovuta ad una reazione anomala dell'organismo verso particolari sostanze (allergeni), per esempio le fibre sintetiche dei vestiti.
L'infiammazione vaginale è un disturbo che colpisce moltissime donne. Può avere diverse cause e sintomi che possono anche passare inosservati, quindi è importante identificare l'infezione per curarla tempestivamente ma, soprattutto, fare in modo di prevenire l'insorgenza delle infezioni. Vediamo come.

Le patologie di origine non infettiva possono essere causate da un detergente intimo non corretto, da indumenti stretti, da profilattici, da deodoranti e/o creme depilatorie. Le cause dell'insorgere delle infezioni, invece, non sono solo i rapporti sessuali non protetti, ma anche una scorretta igiene personale, l'assunzione di alcuni farmaci (come gli antibiotici e gli immunosoppressori), che alterano la flora vaginale e abbassano le difese naturali dell'organismo, l'utilizzo in comune di servizi igienici e asciugamani, la frequentazione di piscine, le variazioni ormonali (in gravidanza, in menopausa, quando si assume la pillola anticoncezionale) che rendono la zona vaginale più vulnerabile nei confronti delle aggressioni batteriche, la risalita di microrganismi patogeni dall'ultima parte dell'intestino nell'apparato urogenitale. La maggior parte delle infezioni si manifesta con leucorrea (perdite vaginali biancastre alle volte maleodoranti), prurito, bruciore e dolore, ma possono anche essere asintomatiche, come nel caso della Chlamidya.

Nel sospetto di infezione sarà proprio il ginecologo ad effettuare un esame microscopico dello striscio vaginale, che consentirà di individuare la causa dell'infezione, in modo da instaurare la terapia più idonea. Per le forme allergiche sono importanti i test cutanei ed ematologici e, soprattutto, la ricerca del possibile allergene (per esempio fibre sintetiche dei tessuti utilizzati per la manifattura degli indumenti intimi o dei pantaloni).

Gruppi a rischio | Prevenzione


Gruppi a rischio
Forti variazioni ormonali, per esempio in gravidanza e in menopausa, sono tipiche di alcune fasi della vita della donna e costituiscono fattori che possono favorire l'insorgere delle infezioni vaginali. In gravidanza, ad esempio, con l'aumento degli estrogeni e del progesterone, aumenta anche la quantità di glicogeno nelle cellule della vagina: questa concentrazione di zucchero rappresenta un terreno particolarmente favorevole per lo sviluppo dei germi. Durante la gestazione è molto importante curare tempestivamente le infezioni, poiché possono causare un parto prematuro. I virus e i batteri, infatti, passando dalla vagina all'utero, possono infettare il liquido amniotico e provocare la rottura anticipata della placenta ("rottura delle acque"), con complicazioni anche serie per il bambino.

Dopo la menopausa la causa che favorisce l'insorgere delle infezioni è la diminuzione della mucosa vaginale, dovuta alla carenza di estrogeni, con assottigliamento delle pareti, scomparsa dei lattobacilli e conseguente ph più elevato. A volte si tratta solo di fenomeni legati ad un alterato stato nutritivo dell'organismo dovuto a insufficiente apporto alimentare, senza alcun coinvolgimento di agenti patogeni, quindi è inutile e dannoso trattarli con antibiotici.

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Prevenzione
La prima regola per prevenire le infezioni è curare l'igiene intima. È bene lavarsi almeno una volta al giorno e sempre dopo ogni rapporto sessuale e dopo la defecazione. Vanno utilizzati detergenti a pH fisiologico, cioè simile a quello delle mucose (pH 4 o 5). Evitare quindi saponi troppo aggressivi, che possono alterare l'acidità vaginale e il corretto equilibrio della flora batterica, e non abusare di deodoranti intimi e lavande interne, queste ultime da utilizzare solo dietro consiglio del ginecologo.

Gli indumenti molto stretti e aderenti, poi, a causa del continuo sfregamento dell'indumento contro i genitali, possono favorire la comparsa di irritazioni che possono trasformarsi facilmente in infezioni. Quindi è preferibile indossare biancheria intima in tessuti naturali (cotone): le fibre sintetiche, infatti, impediscono la normale traspirazione della pelle e creano un ambiente caldo-umido perfetto per la proliferazione dei germi.

Per evitare il contagio di malattie sessualmente trasmesse è necessario utilizzare sempre il preservativo nei rapporti sessuali occasionali.

Anche una dieta varia ed equilibrata, ricca di frutta e verdura, può aiutare il sistema immunitario a difendersi dalle infezioni.

Quando ci si sottopone a un trattamento a base di antinfettivi soprattutto se si contraggono facilmente infezioni micotiche, è necessario prevenire tale disturbo utilizzando contemporaneamente, per qualche giorno, ovuli vaginali per combattere l'infezione, secondo il consiglio del medico, o fermenti lattici locali (esistono terapie topiche contenenti i lattobacilli), per aumentare le difese naturali dell'organismo.

Infine ricordare sempre di:
  • limitare l'utilizzo dei salvaslip, perché creano un ambiente caldo-umido ideale per lo sviluppo dei germi
  • cambiare spesso l'assorbente durante il ciclo mestruale, soprattutto se interno
  • usare solo il proprio asciugamano personale, anche in famiglia e nei bagni pubblici utilizzare un copriasse o proteggere l'asse del water con carta igienica
  • non trascurare sintomi anche leggeri, quali bruciore, prurito e perdite maleodoranti

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