Salute del seno

26/10/2009

Il nodulo mammario

Tutta la mammella (e tutte le mammelle) è fatta a noduli. I gruppetti di acini che compongono la sua struttura sono raccolti a formare i cosiddetti lobuli (le formazioni più piccole) e i lobi (le formazioni più grandi costituite da più lobuli tenuti insieme dal tessuto connettivo). Quando si palpa il seno questi lobi danno appunto la sensazione di tanti noduli, che possono avere dimensioni alquanto diverse tra di loro: quello che conta è che in una mammella normale i noduli abbiano tutti la stessa consistenza. Quando la mammella è giovane, se è piccola e magra o se il tessuto grasso è modesto, si può avere la sensazione di tante piccole palline (noduli) di varia dimensione.
Se invece la mammella giovane è ricca di tessuto connettivo e tessuto grasso, la sua struttura nodulare si distingue poco. La struttura nodulare è invece molto evidente in gravidanza, perché si verifica soprattutto la crescita degli acini, che sono la sede di formazione degli elementi del latte materno. In menopausa il tessuto che forma la ghiandola va progressivamente scomparendo e al suo posto aumenta il tessuto grasso (anche i noduli ghiandolari si riducono, ma possono comparire noduli di grasso).

Quindi la mammella subisce una continua trasformazione della sua struttura nodulare: ogni mese, in rapporto al ciclo ormonale, nell'arco degli anni, in funzione della fecondità e maternità.


Tipi di noduli

Tentando una catalogazione dei noduli mammari si può dire che ne esistono quattro varianti. Ma vediamoli nel dettaglio.

Saltuari o continuativi episodi di disfunzione ormonale (le alterazioni cicliche) possono provocare la comparsa di noduli, spesso accompagnati da una maggiore sensazione di tensione mammaria, ma destinati a regredire una volta che sia stata eliminata la causa. La stessa cosa può verificarsi nel corso di terapie ormonali.

Le alterazioni strutturali non rappresentano un vero stato di malattia (sono praticamente a rischio zero) ma sono spesso dovute alle variazioni a cui va incontro la ghiandola mammaria, come tutti gli organi del corpo umano, in rapporto con l'invecchiamento dell'organo o con episodi di tipo infiammatorio o traumatico. Esse comprendono, per esempio, l'adenosi (nodo duro, piatto, di dimensioni variabili), i papillomi (nodi duri, unici o multipli, generalmente piccoli), le cisti (formazioni tondeggianti, uniche o multiple, piene di liquido).

I noduli tumorali benigni per le loro caratteristiche possono essere diagnosticati come tali già alla semplice visita. Essi presentano contorni netti, sono mobili, hanno forma regolarmente tondeggiante o ovoidale o come più noduli tondeggianti fusi tra loro e si possono palpare come noduli quasi indipendenti dal tessuto ghiandolare che li circonda. La loro dimensione è variabile e dipende in parte dal momento in cui vengono scoperti, in parte dalla rapidità con cui crescono. A seconda della loro natura possono essere tendenzialmente duri (solidi) o molli (a contenuto liquido o a costituzione adiposa). Il più comune di tutti i noduli solidi benigni è il fibroadenoma.

I noduli tumorali maligni hanno caratteristiche, in gran parte, opposte rispetto a quelle dei noduli benigni:
  • i contorni non sono netti, poiché questi noduli infiltrano la ghiandola circostante, anche se non mancano noduli tumorali a contorni apparentemente netti (è una falsa impressione dovuta al fatto che questi hanno una consistenza notevolmente più dura della ghiandola mammaria)
  • non sono mobili: solo nelle persone anziane, dove il tessuto ghiandolare è stato sostituito dal tessuto grasso, i noduli tumorali maligni possono dare l'impressione di essere mobili, perché circondati da tessuto molle
  • determinano quasi sempre una retrazione della pelle, con una più o meno spiccata modificazione della forma della mammella. Esistono comunque anche casi in cui la massa tumorale è estesa e sporgente.

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