Lo stile di vita
Lo stile di vita è influenzato dal sesso, dall'età anagrafica, dallo sfondo culturale in cui si vive e dal livello di educazione, nonché dalle condizioni socio-economiche, familiari e lavorative. In menopausa, le caratteristiche dello stile di vita, da un lato, possono condizionare il profilo clinico con cui si presenta, dall'altro, si associano agli effetti della cessazione dell'attività ovarica a breve, medio e lungo termine, modificando il rischio di alcune malattie e la qualità di vita in generale.| Fumo | Alimentazione | Esercizio fisico |
Fumo L'abitudine al fumo è in stretta relazione con la menopausa perché correlata al basso numero di estrogeni ed agisce come elemento negativo su funzioni che venivano un tempo protette dagli estrogeni. Inoltre le donne forti fumatrici (più di un pacchetto di sigarette al giorno) presentano, più spesso delle non fumatrici, cicli irregolari nella quarta e quinta decade di vita (40-60 anni) e vanno incontro ad una menopausa precoce. Le ex-fumatrici di solito vanno in menopausa ad un'età intermediata tra le fumatrici e le non fumatrici. Il fumo ha conseguenze sulla funzione ovarica e sulle malattie legate agli estrogeni stessi, per esempio l'osteoporosi menopausale. Spesso poi le donne fumatrici in menopausa sono sottopeso e questa condizione è collegata ad una bassa massa ossea e a un aumentato rischio di frattura. Da non trascurare è poi l'impatto del fumo sulla mortalità: negli anni '90 dei 300.000 decessi attribuibili al fumo tra le donne dei paesi industrializzati, il 21 per cento era dovuto a tumore del polmone, il 41 per cento a malattie cardiovascolari e il 18 per cento a malattia respiratoria ostruttiva. |
Alimentazione Le modifiche del peso si verificano di solito nel periodo premenopausale: in questa fase si verificano già le prime variazioni della funzione ovarica con irregolarità del ciclo mestruale e aumentata frequenza di malattie endocrine (per esempio della tiroide) e metaboliche legate all'età. La premenopausa è poi caratterizzata dalla presenza, a volte precoce, dei disturbi menopausali, soprattutto le vampate e i sintomi psicologici. L'insieme di tutti questi fattori può favorire l'aumento di peso, un aumento che si verifica soprattutto dopo i 40 anni. Inoltre l'avvento della menopausa è correlato ad una ridistribuzione del grasso corporeo: si passa da un aumento di grasso sui fianchi a un aumento di grasso addominale. Questa "ridistribuzione" del grasso corporeo è legata a un aumento di rischio per la malattia cardiovascolare, oltre agli altri ben noti fattori di rischio (obesità, ipertensione, ecc.). La riduzione del peso corporeo, associata ad altri cambiamenti dello stile di vita (esercizio fisico) modifica favorevolmente il profilo lipidico. I fattori dietetici sono in grado di influenzare la frequenza di molte malattie che colpiscono in particolare la donna in menopausa: alcuni tumori (mammella, endometrio, colon), la malattia cardiovascolare e l'osteoporosi. Ecco i consigli per un regime dietetico ottimale in menopausa:
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Esercizio fisico
L'esercizio fisico ha un effetto positivo sul benessere generale della donna in menopausa: riduce il rischio di osteoporosi e di malattie cardiovascolari e ha un effetto benefico sull'umore, migliorando la qualità di vita della donna. Inoltre, è in grado di modificare il ciclo di rimodellamento osseo stimolando le cellule ossee a differenziarsi e a crescere, mentre la sedentarietà si associa a una ridotta massa ossea e quindi a un aumentato rischio di frattura.
Dopo la menopausa l'esercizio fisico è in grado di prevenire l'aumento della demineralizzazione ossea, con effetti differenti a seconda della persona e del suo grado di allenamento. Altri benefici sono: il mantenimento della massa muscolare, il miglioramento dell'equilibrio e della stabilità, dei tempi di reazione e di movimento (tutti fattori importanti nel prevenire le cadute e nel ridurre, quindi, il rischio di fratture). |
L'esercizio fisico ha un effetto positivo sul benessere generale della donna in menopausa: riduce il rischio di osteoporosi e di malattie cardiovascolari e ha un effetto benefico sull'umore, migliorando la qualità di vita della donna. Inoltre, è in grado di modificare il ciclo di rimodellamento osseo stimolando le cellule ossee a differenziarsi e a crescere, mentre la sedentarietà si associa a una ridotta massa ossea e quindi a un aumentato rischio di frattura.