Tubercolosi
La tubercolosi è una malattia provocata da un bacillo chiamato Mycobacterium tuberculosis, o bacillo di Koch. Il bacillo può colpire qualsiasi organo del corpo, ma di solito colpisce i polmoni, causando la morte per asfissia. La trasmissione di questa malattia avviene generalmente per via respiratoria attraverso il contatto delle goccioline di saliva disperse con la tosse o con lo starnuto. In rari casi è stata documentata la trasmissione da madre a figlio durante la gravidanza, ed altrettanto raramente la trasmissione può avvenire attraverso l'apparato gastrointestinale, la pelle o le mucose. Le persone che stanno attorno al malato possono inspirare il bacillo ed essere infettate.| Cause | Tipi di tubercolosi | Diagnosi | Trattamento |
Cause Il bacillo di Kock, responsabile della tubercolosi, è un batterio a forma di "bastoncino". La velocità di riproduzione, che avviene per scissione, è particolarmente lenta, essendo di 14-20 ore. La via d'infezione più comune è quella aerogena: i micobatteri emessi per lo più con la tosse, passano dall'ambiente alla persona sana, depositandosi a livello degli alveoli, nelle parti più aerate del polmone: la malattia è così visibile alla radiografia del torace. Nel muco emesso all'esterno i micobatteri possono sopravvivere per diverse ore. È possibile contrarre la tubercolosi anche per altre vie, anche se meno frequenti:
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Tipi di tubercolosi In base alle risposte immunitarie dell'ospite colpito dal bacillo tubercolare si distinguono due forme di tubercolosi:
È importante sottolineare che oltre il 90 per cento di casi di tubercolosi polmonare primaria decorre con sintomi piuttosto blandi (febbricole, facili sudorazioni, deperimento organico, astenia, tosse secca insistente e fastidiosa). All'esame radiografico del torace si evidenzia il focolaio del tessuto polmonare e la linfangite (infiammazione acuta o cronica dei vasi linfatici) con adenopatie (infiammazione dei linfonodi). La linfangite è quella a più rapida risoluzione, infatti scompare dopo 2 o 3 settimane; il focolaio del tessuto polmonare dopo 30 giorni circa mentre le adenopatie possono persistere per alcuni mesi e sono quelle che evolvono costantemente in calcificazioni (deposizioni di sali di calcio nei tessuti in seguito a processi infiammatori cronici). Sono infatti queste che costituiscono le "spie radiologiche" della prima infezione specifica del polmone. La tubercolosi post-primaria si verifica invece nei soggetti nei quali si è già avuto in precedenza un contatto con il bacillo tubercolare. Infatti origina dalla riattivazione dei bacilli sopravvissuti all'interno delle lesioni calcifiche della tubercolosi primaria. Affinché si verifichi è necessario un indebolimento del sistema immunitario atto al controllo della prevenzione di questa eventualità. Questo tipo di infezione si verifica per via ematica; può colpire altri distretti oppure lo stesso polmone e, in tal caso, dare origine, per esempio, a tubercolosi nodulare apicale. In casi al giorno d'oggi più rari possono aversi forme così dette "miliariche" (acute e croniche) alle quali consegue spesso insufficienza respiratoria grave. Abbastanza frequenti sono i versamenti pleurici: infatti, in persone giovani è la presenza di versamento pleurico la "spia radiologica" di un'infezione tubercolare. |
Diagnosi La diagnosi di tubercolosi si formula sulla base sull'anamnesi (raccolta dettagliata di notizie sulla vita della paziente, sulle malattie precedenti, ecc.), di segni clinici obiettivi, dagli esami strumentali (per esempio radiografia, TAC, ecografia) e con la ricerca del bacillo di Koch, a seconda del distretto interessato, nelle secrezioni polmonari, nel liquido pleurico, nelle urine, ecc. Gli esami importanti da effettuare sono:
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Trattamento La cura della tubercolosi si avvale di numerosi farmaci i quali, somministrati in associazione tra loro e per adeguati periodi di tempo, consentono non solo di ottenere la guarigione clinica ma anche di debellare il microrganismo evitando le ricadute. Streptomicina, isoniazide, etambutolo, rifampicina, pirazinamide, sono i principali farmaci raccomandati per la terapia della tubercolosi. Il trattamento, per essere efficace, deve avere una durata non inferiore ai 6 mesi. Il vaccino contro la tubercolosi è anche detto BCG (bacillo di Calmette-Guérin) ed è preparato con un batterio (Mycobacterium bovis). La sua efficacia appare variabile secondo il tipo di preparazione, ma sembra essere discreta nei confronti delle forme di tubercolosi a carico del sistema nervoso che si verificano nei bambini. La vaccinazione è obbligatoria in alcune categorie di popolazione, soprattutto bambini e adolescenti (figli di tubercolotici, abitanti in zone con alta diffusione del bacillo tubercolare) ma anche adulti (personale ospedaliero, studenti in medicina e soldati di leva). In Italia non viene raccomandata se non nei casi in cui si preveda una permanenza in zone dove la malattia è frequente o la convivenza con un malato di tubercolosi in fase attiva. Poiché la tubercolosi è una malattia dipendente dalla reattività del sistema immunitario, tutte le condizioni che provocano una diminuzione delle difese dell'organismo rendono quest'ultimo particolarmente sensibile allo sviluppo di una malattia tubercolare. Più precisamente il diabete, le malattie gastrointestinali croniche, la denutrizione, l'alcolismo e le malattie debilitanti in genere sono fattori predisponenti. Va sottolineato in questo senso il ruolo svolto dall'AIDS, che negli ultimi anni è stata responsabile della ricomparsa di casi serissimi di tubercolosi che erano quasi del tutto scomparsi nei paesi occidentali. |