Lo stress

26/10/2009

Come nasce lo stress

Lo stress viene definito in vari modi. Nella lingua inglese ha il significato di "pressione, tensione o sforzo", ma nella letteratura psicologico-psichiatrica e medico-biologica è stato utilizzato con numerose accezioni differenti. Una è quella che si riferisce allo stress come ad uno stimolo nocivo interno o esterno, fisico, sociale o intrapsichico, che esercita un'influenza intensa e prolungata nel tempo: si tratta di una definizione che non tiene conto della risposta dell'organismo.
Una seconda concezione dello stress associa ad un certo tipo di stimolazione tutte le reazioni fisiologiche e psicologiche tese a contrastare il turbamento dello stato di omeostasi, connotando lo stress principalmente come una situazione potenzialmente patogena. Una terza accezione vede lo stress come l'insieme di diversi stimoli, biologici e psicosociali, e della complessa risposta fisiologica e psicologica che ad essi si accompagna, e sposta quindi l'interesse sulle reazioni dell'organismo, tanto difensive quanto patogene.

Un'altra definizione di stress introduce il concetto di "reazione di allarme", e considera lo stress in termini di stimolazione, sostenendo l'esistenza di un "livello critico", ovvero la soglia massima che i meccanismi di compensazione fisiologici possono sopportare. Lo stress, all'interno di una teoria generale e unitaria dello sviluppo della malattia, viene visto come "la risposta non specifica dell'organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso": ovvero, in seguito ad una varietà estremamente ampia di stimolazioni che possono turbare l'equilibrio interno dell'organismo.

Proprio l'importanza attribuita alle emozioni ha indotto alcuni autori a focalizzare la propria attenzione sul concetto di "stress psicologico", concentrandosi in particolar modo sul peso della valutazione cognitiva dello stimolo: in pratica, secondo questa impostazione, affinché si verifichi una reazione da stress è necessario che uno stimolo venga classificato "rilevante".

Tipi di stress | Gli stressor | Lo stress e l'individuo | L'omeostasi


Tipi di stress
La durata dell'evento stressante permette di definire ulteriormente lo stress in due categorie:
  • stress acuto: si verifica una volta sola e in un lasso di tempo limitato
  • stress cronico: quando lo stimolo è reiterato o di lunga durata.
La quantità di eventi stressanti può essere considerata un ottimo indice predittivo dello stato di salute o dell'insorgenza di problemi psicologici.

Per quanto riguarda gli stress "cronici", essi si possono ulteriormente distinguere in:
  • intermittenti, che si presentano ad intervalli regolari, con una durata limitata, e sono quindi più o meno prevedibili
  • cronici propriamente detti: situazioni di lunga durata che investono l'esistenza di una persona (per esempio lo status socio-economico o la vita coniugale) e che diventano stressanti nel momento in cui rappresentano un ostacolo costante al perseguimento dei propri obiettivi.

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Gli stressor
Gli agenti stressanti o stressor sono di varia natura, variano da piacevoli a spiacevoli dai più concreti ai più astratti. Tra questi possiamo citare un matrimonio, un pensionamento, un trasferimento, un lutto, una malattia, il caldo, il freddo, uno sforzo fisico o intellettuale. Per quel che riguarda gli eventi di vita che possono essere fonti di stress cronico, sono stati condotti numerosi studi prendendo in esame condizioni quali il divorzio/separazione, il prendersi cura di parenti con malattie croniche, il vivere in zone dove si era verificata una calamità o i viaggi spaziali.
Per esempio, dati epidemiologici dimostrano che le persone separate e divorziate sono a rischio di patologie fisiche e mentali più dei singles, dei coniugati e dei vedovi, in quanto si trovano in una condizione che richiede un lungo periodo per il riadattamento .

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Lo stress e l'individuo
Ogni persona, nella sua individualità, darà un peso soggettivo agli eventi e agli stimoli interni ed esterni. Possono essere individuate tre fasi nella risposta di adattamento o GAS (sindrome generale di adattamento):
  • fase di allarme: sono presenti modificazioni biochimiche
  • fase di resistenza, nella quale avviene un'organizzazione funzionale in senso difensivo
  • fase di esaurimento, caratterizzata dal collassamento delle difese e l'impossibilità di adattarsi ulteriormente.
Questa successione è una sorta di "bilanciamento" tra una condizione in cui l'organismo recupera le energie e cerca di ristabilire un equilibrio (omeostasi) ed una in cui l'organismo ha un dispendio energetico.

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L'omeostasi
Con il termine omeostasi ci si riferisce ai processi di regolazione che hanno lo scopo di mantenere le diverse funzioni dell'organismo in una condizione di equilibrio: ovvero, di conservare certi valori (per esempio, la temperatura corporea) all'interno di limiti ben precisi. Quando si verifica un evento, anche minimo, che modifica determinati parametri fisiologici, entrano in azione proprio questi meccanismi di compensazione, il cui scopo è riportare i valori all'interno dei livelli prestabiliti. A questo proposito, va sottolineato però che l'organismo vivente è un "sistema aperto": ovvero, esso è in comunicazione costante con l'ambiente nel quale è inserito, e con il quale si instaura un'influenza reciproca. Ciò significa che, se il rapporto con l'ambiente si modifica, anche le necessità dell'organismo cambiano, e questo comporta l'introduzione di nuovi "obiettivi" a cui tendere, perciò anche di nuovi piani per raggiungerli. I parametri fisiologici "ottimali" possono quindi cambiare. Quindi l'organismo reagisce ad ogni stimolo ricevuto in maniera adattiva e flessibile, ed è pronto anche a "modificare se stesso" in vista di uno scopo: si tratta di una modalità di funzionamento di importanza vitale.

Lo stress viene visto come una reazione adattativa e fisiologica ad un'enorme varietà di stimoli, e non soltanto a quelli dannosi per l'organismo: esso perciò non è più considerato come una condizione patogena, ma come una reazione di importanza vitale, che può essere nociva solo se la stimolazione è di intensità molto forte e si protrae particolarmente a lungo.

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