Lo stress

09/09/2011

I disturbi dello stress

Tra i disturbi più frequentemente legati allo stress ci sono: la cefalea (il comune mal di testa), i disturbi dermatologici, come l'orticaria (quando non è provocata di stimoli fisici, come sostanze alimentari, sembra essere un modo per scaricare un conflitto emotivo non altrimenti esprimibile), l'asma bronchiale, ossia una malattia respiratoria caratterizzata da crisi respiratorie con broncospasmo, edema, sibili e affanno. Infine ci sono i disturbi cardiocircolatori: si è infatti più volte rilevato che il tasso di disturbi cardiaci è più frequente tra le persone che svolgono lavori stressanti e che vivono in grandi centri urbani.

Cefalea ed emicrania | Disturbi dermatologici | Asma bronchiale | Disturbi cardiocircolatori


Cefalea ed emicrania
Spesso si utilizzano i termini cefalea ed emicrania per indicare genericamente il "mal di testa". Questa, in effetti, è la definizione di cefalea mentre per emicrania si intende un tipo di cefalea che colpisce una sola parte del capo (dal greco hemi-mezzo e kranion-cranio). La cefalea è un disturbo che può essere causato da molteplici fattori. Tra le affezioni organiche le cause vengono riconosciute nei tumori, ematomi, ipertensione e disfunzioni gastrointestinali. Altri fattori riconosciuti sono quelli psicologici. In questi casi si parla di cefalee funzionali o psicosomatiche.

  • emicrania con aura
  • emicrania senza aura
  • cefalea a grappolo
  • cefalea tensiva
  • cefalea epatobiliare.
La maggior parte delle cefalee è legata a abitudini di vita quali il fumo, il consumo di cibi pesanti e in grandi quantità (in particolare formaggi, cioccolato e insaccati) e il consumo di alcolici. La forma che si ritiene essere maggiormente legata a fattori psicologici e stressanti è la cefalea tensiva, un tipo di cefalea che colpisce per lo più le donne (75 per cento dei casi) e che risulta molto comune tra la popolazione che lamenta il "mal di testa" (tra il 30 per cento e il 50 per cento dei casi).

Anche i bambini possono soffrire di emicranie e cefalee. Le emicranie si presentano improvvisamente con un forte pallore, accompagnate da altri sintomi fisici quali nausea e vomito che normalmente tende a placare l'accesso. Le emicranie di questo tipo compaiono molto spesso nei casi di un eccessivo investimento nella scuola. Le cefalee si distinguono dall'emicrania in quanto meno improvvise. Similmente a questa, invece, si presentano in bambini con un forte investimento scolastico. La cefalea può essere interpretata come il risultato tra la paura e l'angoscia che scaturiscono da certe situazioni (come un'interrogazione, un compito in classe, un'attività sportiva) e il desiderio di affermarsi. È inoltre frequente che tra i bambini affetti da cefalea, molti provengano da famiglie conflittuali in situazioni di separazione o divorzio.


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Disturbi dermatologici
La pelle ha funzioni di protezione, sensoriali, escretorie e di espressione emotiva. Le emozioni sono percepibili "a pelle". Manifestazioni tipiche sono le variazioni della sudorazione come l'iperidrosi (un eccessiva sudorazione a livello di ascelle, mani e piedi) e l'ircismo (odore sgradevole causato da un'eccessiva sudorazione), ma anche delle "colorazioni" del volto (chi non ha mai usato espressioni come "è impallidito per lo spavento" o "è diventato rosso per la vergogna"?) e l'orripilazione (raddrizzamento dei peli in seguito a freddo o paura).

Sono stati descritti quattro quadri sintomatici che possono manifestarsi tramite le pelle:
  • per difendersi da impulsi repressi la pelle può essere usata come una "corazza" così come i muscoli contratti, e provocare una dermatosi
  • la pelle è una zona erogena, ma se viene repressa la sua stimolazione possono esserci delle alterazioni cutanee, dovute alle tendenze contrastanti che mirano da una parte ad utilizzarla come zona erogena e dall'altra a reprimere questa tendenza
  • la pelle è la parte più visibile dell'organismo e può essere terreno di conflitti esibizionistici tra il desiderio di mostrarsi che si scontra con la paura e la vergogna
  • l'angoscia può manifestarsi attraverso la pelle con delle reazioni dei vasi mediate dal sistema simpatico (un cambiamento del diametro dei vasi sanguigni).
Tra i disturbi dermatologici più frequenti legati a fattori psicologici ritroviamo:
  • l'orticaria: quando non è provocata di stimoli fisici (come sostanze alimentari) sembra essere un modo per scaricare un conflitto emotivo non altrimenti esprimibile
  • il prurito: quando non è giustificato da cause organiche sembra essere uno spostamento sulla pelle di gratificazione e aggressività espressa sotto forma di masochismo
  • la dermatite autoprovocata: è causata inconsapevolmente dal soggetto durante momenti di concentrazione o di sonno. Viene interpretata come conseguenza di sentimenti aggressivi nei confronti di persone significative per il soggetto.
I bambini presentano disturbi tipicamente infantili (come l'eczema del neonato) e altri che colpiscono anche gli adulti (come l'alopecia). L'eczema del neonato è un disturbo che si manifesta solitamente nei primi tre mesi di vita e si manifesta con delle lesioni sotto forma di croste e secrezioni accompagnate da un prurito intenso. Colpisce le guance e il collo ma può estendersi a tutto il corpo. Spesso l'eczema guarisce durante il secondo anno di vita, momento in cui i bambini con l'acquisizione del cammino acquisiscono anche una certa indipendenza. Altre volte l'eczema può essere seguito dall'asma bronchiale. I bambini più grandi che presentano eczema presentano caratteristiche di sensibilità, sottomissione e notevole ansia. Nelle loro madri è in genere presente un'oscillazione tra ostilità e iperprotettività.

L'alopecia consiste nella perdita di peli e/o capelli in aree dove questi sono solitamente presenti. L'alopecia si associa sia nel bambino che nell'adulto a delle perdite reali o simboliche (per esempio, bambini abbandonati, che hanno perso un genitore). In assenza di cause organiche viene spesso associata a disturbi nevrotici legati ad un'intensa angoscia inespressa.

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Asma bronchiale
L'asma è una malattia respiratoria, caratterizzata da crisi respiratorie con broncospasmo, edema, sibili e affanno. Le sensazioni avvertite dal soggetto possono essere molto angoscianti come soffocamento e costrizione. Probabilmente i fattori che scatenano le crisi sono molteplici. Tra questi quelli riconosciuti sono di natura infettiva, allergica ed emozionale. Un allergene (come la polvere o il pelo del gatto) può provocare la scarica di istamine (sostanze che vengono liberate nelle reazioni allergiche) che provoca una broncocostrizione e i sintomi caratteristici delle crisi asmatiche, ma è anche possibile che le crisi si presentino in assenza di allergeni o anche che in presenza di allergeni persone che hanno seguito una psicoterapia possano non presentare la crisi.

L'asma è un disturbo che si presenta spesso nella prima infanzia (intorno ai tre anni). La pubertà risulta un crocevia importante. È infatti a questa età che scompaiono molte forme asmatiche laddove altre perdurano in età adulta. Esiste una forma d'asma, nota anche come bronchite asmatiforme, che colpisce i neonati durante il secondo semestre di vita e scompare in genere intorno ai 2-3 anni. I neonati affetti da questa forma di disturbo colpiscono l'osservatore in quanto sembrano non manifestare alcun disagio relativo alle loro difficoltà respiratorie, ma anzi rimangono allegri e giocosi. Questi bambini mostrano anche quella che si può definire come un'eccessiva familiarità, in quanto non mostrano l'angoscia normale nei confronti degli estranei. Spesso questo disturbo si osserva in contesti in cui il bambino è affidato a tante persone diverse (come diverse baby-sitter).

Il bambino asmatico più grande (dai tre anni in su) spesso si caratterizza come bambino buono, calmo e anche ansioso. L'asma è frequentemente legata ad un grande investimento scolastico. In altri casi i bambini, al contrario risultano aggressivi e provocatori. Spesso l'asma presenta come vantaggio secondario quello di attirare l'interesse dei genitori e diventa una via di comunicazione del disagio, analoga al pianto dei bambini più piccoli. È stato, infatti, osservato da diversi ricercatori che i bambini asmatici piangono meno dei loro coetanei non affetti da asma.

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Disturbi cardiocircolatori
I primi esperimenti volti a determinare la relazione tra stress e problemi cardiaci hanno coinvolto gli animali. Tra questi risulta particolarmente interessante uno studio in cui dei topi furono prima allevati in isolamento e poi posti in una gabbia insieme a degli altri. I risultati misero in evidenza un preoccupante aumento della pressione nei topi allevati in isolamento che non era rilevabile in quelli allevati in condizioni normali che erano abituati alla socialità.

Negli esseri umani più volte si è rilevato che il tasso di disturbi cardiaci è più frequente tra le persone che svolgono lavori stressanti e che vivono in grandi centri urbani. In realtà, però, ciò che sembra incidere maggiormente non è tanto il tipo da lavoro, ma come questo viene vissuto, il modo soggettivo di vivere e fronteggiare lo stress.

Tra i primi studi che hanno evidenziato una relazione tra caratteristiche di personalità e rischio per la salute troviamo il lavoro di Friedman e Rosenman del 1974. Gli autori individuarono due tipi di personalità: A e B. Friedman descrive in questo modo la personalità A: "La personalità di tipo A vive nel perpetuo tentativo di strappare all'ambiente entro breve tempo benefici scarsamente definibili, anche a costo di provocare lo scontro con ostacoli di varia natura, siano questi cose o persone". Questi scontri possono presentare tre aspetti: tensione competitiva verso il successo, esagerata frenesia, ostilità e aggressività. Tutte queste caratteristiche non caratterizzavano le personalità di tipo B. Per individuare le personalità di tipo A i ricercatori chiesero ai soggetti se mangiavano troppo in fretta o venivano giudicati dagli altri come guidatori competitivi e imprudenti nonché lavoratori con ritmi eccessivi. Inoltre a livello non verbale i "tipi A" mostravano spesso competitività e polemicità. Queste caratteristiche furono osservate anche negli studenti di college. I tipi B sembravano preferire le attività sociali e ricreative mentre i tipi A erano più centrati sui traguardi accademici e avevano obiettivi più elevati. Nello svolgimento di compiti i tipi A tendono ad essere veloci e a seguire meno le istruzioni impartite; lottano per avere il controllo delle situazioni e si irritano in caso di interruzione. Sono individui che ammettono poco la fatica, si confrontano spesso con gli altri, e la presenza di altre persone li spinge ad aumentare gli sforzi per riuscire. A livello degli indicatori fisiologici i tipi A presentano in relazione ad un compito un aumento della pressione e della frequenza cardiaca, in maniera proporzionale all'importanza del compito. Sembra che queste persone si caratterizzino per un'iperattività del sistema nervoso simpatico. Studi longitudinali hanno evidenziato una frequenza doppia di disturbi cardiocircolatori nei tipi A rispetto ai tipi B.

Spesso quando si riesce ad individuare la causa di un problema (o una delle cause) uno degli obiettivi è quello di ideare una strategia preventiva. La stessa idea venne anche a chi individuò nella personalità di tipo A un fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi cardiocircolatori. I primi tentativi di cercare di modificare gli stili di vita di queste persone non andarono a buon fine. Perché? In effetti non sembra difficile dare una risposta. Spesso le personalità di tipo A hanno maggior successo nel mondo del lavoro, occupano posizioni più importanti rispetto ai tipi B. La continua richiesta di prestazioni al di sopra delle possibilità può portare queste persone ad eccellere e probabilmente senza un cambiamento a livello delle organizzazioni lavorative, provare a modificare uno stile di vita vincente risulterebbe solo un'altra fonte di stress.

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