Disturbi dell'umore

26/10/2009

Depressione

Nel corso della vita capita a tutti di sentirsi tristi, scoraggiati, svogliati o pieni di sensi di colpa. Questo può accadere in seguito ad un evento particolare come la morte di una persona cara, la perdita di un lavoro o di un amore, un insuccesso scolastico o anche semplicemente per il cielo grigio. Queste sono manifestazioni normali, che testimoniano la ricchezza della nostra affettività. La tristezza normale si può superare, a volte basta un perdono, un'altra occasione, un po' di sostegno da parte delle persone vicine. La depressione è però, qualcosa di diverso. Essa causa una compromissione nel funzionamento sociale e lavorativo. La vita della persona colpita e dei familiari cambia. Talvolta la depressione insorge come reazione sproporzionata ad un evento luttuoso, altre volte è difficile collegarla con specifici eventi spiacevoli.
Tipi di depressione | Diffusione | Trattamenti


Tipi di depressione
I principali tipi di depressione sono il disturbo depressivo maggiore e il disturbo distimico.

Il disturbo depressivo maggiore, a seconda che siano verificati uno o più episodi di depressione maggiore, si distingue in:
  • disturbo depressivo maggiore, episodio singolo
  • disturbo depressivo maggiore, ricorrente.
Un episodio depressivo maggiore è definito tale quando, quasi ogni giorno, in un periodo di due settimane, sono stati presenti almeno cinque dei seguenti sintomi:
  • depressione dell'umore: è uno stato che differisce quantitativamente e qualitativamente dalla tristezza. La persona non è consolabile, sente una profondissima prostrazione e disperazione che non sembra paragonabile alle altre reazioni di dispiacere che normalmente vengono sperimentate da tutti
  • perdita di piacere o interesse per le abituali attività: la persona depressa non riesce più a provare emozioni per quelle cose che in passato la interessavano, come lavoro, hobby, interazioni sociali
  • aumento o perdita del peso o dell'appetito: può essere molto rilevante, in genere si intende una variazione del 5 per cento rispetto al peso corporeo di partenza nell'arco di un mese
  • insonnia o ipersonnia: in genere non ci sono difficoltà ad iniziare il sonno, ma capita spesso che ci siano dei risvegli notturni nella seconda parte della notte e un precoce risveglio al mattino con umore depresso. È stato inoltre osservato che questi pazienti presentano una riduzione del sonno delta (le fasi 3 e 4 del sonno)
  • alterazioni psicomotorie (rallentamento o agitazione): si osserva con maggiore frequenza un rallentamento nei movimenti, nell'espressione verbale che diminuisce quantitativamente e diventa lenta. Meno frequente è l'agitazione e l'affollamento delle idee
  • diminuzione dell'energia e faticabilità: le persone non si sentono in grado di svolgere attività anche molto semplici, sono deboli e affaticate
  • senso di colpa, di inutilità e svalutazione: il soggetto si accusa continuamente di colpe che non ha commesso, di essere di disturbo per gli altri, ritiene che la sua vita non abbia senso e che non ci siano possibilità
  • difficoltà di concentrazione e di pensiero: c'è un rallentamento delle attività di pensiero, forse ascrivibili al tentativo di ridurre la sofferenza
  • pensieri di morte, ideazione suicidaria e/o tentativi di suicidio: capita frequentemente che questi pazienti possano pianificare e/o mettere in atto un suicidio.
È necessario che sia presente almeno depressione dell'umore o la perdita di interesse e piacere. I sintomi causano disagio o compromissione in ambito sociale e lavorativo o in altre aree importanti. Inoltre questo stato rappresenta un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento e non è giustificato da condizioni mediche, uso di sostanze o lutti.

Il disturbo distimico è caratterizzato da una lunga durata (2 anni) e da sintomi la cui gravità non è sufficiente per essere classificata come episodio depressivo maggiore. È tuttavia presente, per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni un umore depresso e perdita di interesse per quasi tutte le abituali attività. Inoltre nei due anni di durata del disturbo i sintomi possono non essere presenti per non più di 2 mesi.

Durante la depressione devono essere presenti almeno due dei seguenti sintomi:
  • appetito scarso o iperfagia
  • insonnia o ipersonnia
  • scarsa energia o astenia
  • bassa autostima
  • difficoltà di concentrazione o nel prendere decisioni
  • sentimenti di disperazione.
I sintomi causano disagio o compromissione in ambito sociale e lavorativo o in altre aree importanti. I sintomi non sono dovuti ad uso di sostanze o condizioni mediche. Si riconosce un esordio precoce se il disturbo si presenta prima dei 21 anni e un esordio tardivo quando si presenta dopo i 21 anni.

Si parla di depressione doppia quando pazienti con disturbo distimico presentano un disturbo depressivo maggiore sovrapposto.

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Diffusione
La depressione è una sindrome relativamente comune che colpisce il 4,5 per cento della popolazione, con una prevalenza doppia delle donne rispetto agli uomini. Il decorso è diverso a seconda del sottotipo di depressione (disturbo depressivo maggiore, disturbo distimico, depressione doppia). Le ricadute sono molto frequenti: più elevate in quei soggetti che hanno avuto tre episodi precedenti di disturbo depressivo maggiore e ancora più alte nei pazienti con una diagnosi di disturbo distimico.

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Trattamenti
Le ricerche che hanno messo a confronto i trattamenti farmacologici e la psicoterapia hanno evidenziato un'equivalenza dei due metodi. Sebbene non ci siano prove a favore di migliori risultati nei trattamenti combinati (farmacologiche e psicoterapeutiche) è opportuno che tutti i pazienti vi possano accedere.

Nel 50 per cento dei casi si ottiene una remissione dei sintomi dopo la terapia, ma nel corso di un anno la metà di questi pazienti sperimenta una ricaduta. Dunque, solo un quarto dei pazienti sembra stare bene dopo una terapia breve.

Al momento di trattare un paziente deve essere fatta un'attenta valutazione del caso. Ove non ci siano trattamenti in atto, in situazioni di fase acuta (con pericolo di vita per il paziente) viene in genere prescritto un trattamento farmacologico con una psicoterapia di sostegno. Una volta superata la crisi sembra avere maggiore significato l'idea di un trattamento psicoterapeutico. Esiste un ampia gamma di farmaci la cui prescrizione deve essere attentamente valutata per i loro effetti terapeutici e gli effetti collaterali che possono limitare la collaborazione del paziente.

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