Balbuzie
La balbuzie è un'alterazione del versante elocutorio (cioè la scelta e la combinazione opportuna delle parole che permette di esprimersi con efficacia) del linguaggio. È un disturbo che colpisce circa un bambino su 100 con una netta prevalenza dei maschi rispetto alle femmine in un rapporto di 3-4 a 1. La balbuzie compare tra i 3 e i 6 anni, ma può anche accadere che compaia in persone più grandi, adolescenti o adulti, in seguito ad uno shock emotivo.Esistono due tipi di balbuzie che non si escludono a vicenda, anzi, spesso sono entrambi presenti nei soggetti:
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| Caratteristiche | Trattamenti |
Caratteristiche Sebbene non esista una "personalità balbuziente", nondimeno sono stati osservati alcuni tratti con una certa frequenza. Spesso questi bambini si presentano come passivi, sottomessi, ansiosi e introversi con un certo livello si aggressività e impulsività. Per quanto riguarda l'ambiente, si è sottolineato come le madri si caratterizzino spesso come distanti e fredde o ansiose e iperprotettive. Un'ipotesi è quella che vede la balbuzie come una difficoltà di gestione della distanza, insita nel linguaggio. Come abbiamo già osservato, l'apprendimento del linguaggio è la conquista di una forma di indipendenza, il linguaggio permette di evocare ciò che non è presente. Ebbene, nella balbuzie si ipotizza che la distanza e la sua tolleranza siano difficili per il bambino e anche per la madre. |
Trattamenti Le terapie d'elezione sono la psicoterapia e la logoterapia, ma anche tecniche di rilassamento e psicodramma che si focalizzano meno sulla parola. È in tutti i casi fondamentale che esse siano tempestive per non creare ulteriori disagi al bambino. Questi trattamenti avranno tra gli obiettivi quello di permettere al bambino di trovare una giusta via d'espressione dell'aggressività e di aiutare bambino e genitori a tollerare la distanza e i movimenti di autonomia. |