Sviluppo nell'infanzia

26/10/2009

Balbuzie

La balbuzie è un'alterazione del versante elocutorio (cioè la scelta e la combinazione opportuna delle parole che permette di esprimersi con efficacia) del linguaggio. È un disturbo che colpisce circa un bambino su 100 con una netta prevalenza dei maschi rispetto alle femmine in un rapporto di 3-4 a 1. La balbuzie compare tra i 3 e i 6 anni, ma può anche accadere che compaia in persone più grandi, adolescenti o adulti, in seguito ad uno shock emotivo.
Esistono due tipi di balbuzie che non si escludono a vicenda, anzi, spesso sono entrambi presenti nei soggetti:
  • balbuzie tonica: è uno stato tensivo che coinvolge la vocalizzazione e la gestualità, con l'impossibilità di emettere un suono
  • balbuzie clonica, che consiste in una ripetizione della sillaba in modo involontario, interrotto ed esplosivo, la maggior parte delle volte la sillaba d'inizio di una parola o di una frase. I movimenti motori sono molto frequenti, essi includono delle contrazioni del viso, tic del viso e della mano. Infine spesso si aggiungono manifestazioni emotive come il rossore e la sudorazione eccessiva.
Alcuni autori parlano di una "balbuzie fisiologica" che si presenta tra i 3 e i 4 anni e che ha in comune con la balbuzie vera solo la ripetizione delle sillabe, ma è legata essenzialmente alle difficoltà di apprendimento del linguaggio. I bambini balbuzienti hanno le stesse capacità intellettive degli altri bambini; l'unica differenza che si riscontra con una certa frequenza è un'alta percentuale (il 50 per cento circa) di bambini balbuzienti con un trascorso di ritardo del linguaggio. Questo elemento va a sostenere un'ipotesi che vede la balbuzie come una difficoltà a trovare nei limitati tempi della conversazione le parole al momento giusto. I fattori emotivi sembrano comunque preponderanti. Da un lato, infatti, le indagini neurofisiologiche non hanno riscontrato alcuna anomalia, dall'altro tutte le osservazioni sui balbuzienti hanno evidenziato la variabilità individuale nella manifestazione del problema. La balbuzie si può presentare o meno a seconda del contesto, dell'uditore o del numero di uditori e scompare in situazioni come il canto, un testo appreso a memoria o il dialogo con animali o oggetti.

Caratteristiche | Trattamenti


Caratteristiche
Sebbene non esista una "personalità balbuziente", nondimeno sono stati osservati alcuni tratti con una certa frequenza. Spesso questi bambini si presentano come passivi, sottomessi, ansiosi e introversi con un certo livello si aggressività e impulsività. Per quanto riguarda l'ambiente, si è sottolineato come le madri si caratterizzino spesso come distanti e fredde o ansiose e iperprotettive. Un'ipotesi è quella che vede la balbuzie come una difficoltà di gestione della distanza, insita nel linguaggio. Come abbiamo già osservato, l'apprendimento del linguaggio è la conquista di una forma di indipendenza, il linguaggio permette di evocare ciò che non è presente. Ebbene, nella balbuzie si ipotizza che la distanza e la sua tolleranza siano difficili per il bambino e anche per la madre.

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Trattamenti
Le terapie d'elezione sono la psicoterapia e la logoterapia, ma anche tecniche di rilassamento e psicodramma che si focalizzano meno sulla parola. È in tutti i casi fondamentale che esse siano tempestive per non creare ulteriori disagi al bambino. Questi trattamenti avranno tra gli obiettivi quello di permettere al bambino di trovare una giusta via d'espressione dell'aggressività e di aiutare bambino e genitori a tollerare la distanza e i movimenti di autonomia.

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