Ansie e fobie
I disturbi d'ansia dei bambini sono per lo più gli stessi presenti nella popolazione adulta. Dal disturbo ossessivo compulsivo al disturbo d'ansia generalizzato, dal disturbo di panico all'agorafobia, dalla fobia specifica alla fobia sociale, fino agli stati d'ansia dovuti ad una condizione medica. L'unico disturbo d'ansia che è stato riconosciuto come specifico dell'infanzia è il disturbo d'ansia di separazione.| Diffusione | Manifestazioni | Trattamenti |
Diffusione Gli studi sulla prevalenza dei disturbi d'ansia hanno evidenziato che in un intervallo abbastanza ampio d'età (tra i 4 e i 20 anni) che comprendeva bambini e adolescenti, i disturbi d'ansia erano presenti singolarmente o insieme nell'8-12 per cento della popolazione. Questi dati pongono i disturbi d'ansia come i disturbi più frequenti tra i bambini. Accanto però a questa larga diffusione, tali disturbi raramente vengono trattati. Per quanto riguarda il disturbo ossessivo-complulsivo uno studio ha dimostrato che la sua prevalenza era di un bambino su 200. Il disturbo d'ansia di separazione è più frequente nei bambini più piccoli, il disturbo d'ansia generalizzato nei più grandi e il disturbo di panico solitamente non si presenta prima della pubertà. Per quanto riguarda le differenze tra i sessi sembra che i maschi siano prevalenti nei disturbi dell'infanzia, mentre le femmine lo siano nella pubertà e nell'adolescenza. |
Manifestazioni
È difficile poter parlare del disturbo ossessivo-compulsivo prima della pubertà, se non dell'adolescenza. I bambini per lo più manifestano i cosiddetti rituali, molto più raramente le idee ossessive. Le condotte ossessive presentano due versanti: uno a livello del pensiero caratterizzato dalle ossessioni, l'altro a livello delle azioni, caratterizzato dai rituali e dalle compulsioni. Le ossessioni sono delle idee da cui non ci si riesce a liberare e che danno sensazioni di estremo disagio mentre il rituale può essere considerato come una ripetizione protratta nel tempo di comportamenti in genere di verifica (controllare se le cose stanno al loro posto). La compulsione, infine, è un sentimento caratterizzato dalla costrizione a compiere un gesto. I rituali sono un modo per controllare l'angoscia del bambino. Tra questi i più frequenti sono i rituali legati all'addormentamento (momento di particolare angoscia). In casi del genere i genitori possono cercare di assecondare il bambino raccontando la storia che il figlio vuole sentire e rassicurandolo, anche lasciando che metta determinati oggetti dove desidera. Un comportamento del genere probabilmente riuscirà a contenere l'angoscia del bambino, permettendogli gradualmente di non sentire più la necessità dei rituali per sentirsi sicuro. Diverso è il caso in cui questi bambini provengano da un ambiente familiare con caratteristiche ossessive, in tal caso, probabilmente questi comportamenti del bambino verranno favoriti. Questo risulta essere un grande fattore di rischio per il delinearsi di un'organizzazione ossessiva.
Il disturbo d'ansia generalizzato è caratterizzato da una sensazione penosa di preoccupazione e attesa ansiosa riguardo a possibili eventi terrificanti che potrebbero accadere. Sono presenti idee depressive con sensi di colpa riferiti al presente e al passato, necessità di rassicurazione e di vicinanza, estremo timore su possibili disastrosi eventi futuri, nonché umore irritabile, collera e lamentele. È probabile che sopraggiungano in particolari momenti di difficoltà (come separazioni reali anche in occasioni di vacanze, o inserimento scolastico) delle crisi più acute di angoscia: gli attacchi di panico. Gli attacchi di panico possono presentarsi singolarmente o entrare a far parte dei disturbi di panico, nel caso essi siano ricorrenti e seguiti da periodi di forti preoccupazioni su un'eventuale ripetizione dell'attacco e delle sue conseguenze. Essi possono presentarsi all'interno del disturbo con o senza agorafobia che descriveremo più avanti. L'attacco di panico è caratterizzato dalla presenza di paura intensa associata con sintomi somatici, motori, vasomotori, neurologici e psichici che si sviluppano improvvisamente e rapidamente, come: alterazioni della frequenza cardiaca, sudorazione, tremori, vertigini, nausea, paura di morire e di impazzire ecc. Solo i genitori possono calmare queste crisi, che si presentano tanto più sul versante somatico quanto più il bambino è piccolo. In seguito, nei bambini più grandi, si può avere il passaggio all'atto con collera, distruttività e fughe. In questi casi è fondamentale un atteggiamento fermo ma benevolo per calmare e riuscire a contenere queste crisi di angoscia.
L'agorafobia rappresenta un'ansia relativa al trovarsi in posti dai quali non sarebbe facile andar via o ricevere aiuto. In genere i posti che suscitano questi timori sono posti in cui ci si ritrova soli e lontani da casa, come i luoghi affollati o i mezzi di trasporto pubblici o privati. Questo timore comporta l'evitamento dei luoghi ansiogeni.
L'ansia di separazione si manifesta con paura, preoccupazioni, incubi e malessere in occasione di separazioni dalle figure di attaccamento o semplicemente all'idea di tali separazioni. La paura è che possa accadere loro qualcosa o che qualche evento drammatico comporti la separazione dei membri della famiglia. Questa paura si manifesta nella difficoltà o impossibilità per i bambino di dormire da solo, andare a dormire a casa di parenti o amici, svolgere le normali attività scolastiche o ricreative. Per effettuare una diagnosi è necessario che l'ansia di separazione abbia avuto la durata di almeno 4 settimane. Si riconosce una forma ad esordio precoce, prima dei 6 anni di età. Le fobie sono delle paure ingiustificate legate ad eventi o oggetti, il cui contatto è causa di una forte reazione di angoscia. Alcune fobie sono già state descritte (come l'agorafobia) e in tutte si manifestano degli atteggiamenti controfobici di evitamento e di fuga (per esempio rimanere chiusi in casa). La fobia specifica si riferisce a paure legate ad oggetti o situazioni come animali, buio, acqua, mentre la fobia sociale è legata alla paura di trovarsi in situazioni sociali nelle quali si potrebbe essere esposti all'osservazione e al giudizio degli altri. Il più classico esempio di fobia sociale nei bambini è la fobia della scuola. Le fobie hanno degli evidenti benefici secondari come lo stare a stretto contatto con i genitori ed avere le loro attenzioni. Lo sviluppo e l'evoluzione delle fobie sono strettamente legati all'ambiente familiare. Spesso esistono situazioni fobiche familiari, per esempio la paura dei cani: genitori terrorizzati trasmetteranno, con ogni probabilità, al bambino il loro timore. In un ambiente familiare rassicurante, ma non complice (un'eccessiva comprensione delle fobie potrebbe rinforzare il comportamento) è facile che le fobie si risolvano intorno ai 7-8 anni. È inoltre fondamentale considerare che le paure sono un aspetto praticamente costante nella crescita, esse devono far preoccupare i genitori quando risultino talmente pervasive da angosciare il bambino e impedirgli di svolgere in modo tranquillo la sua vita quotidiana. |
Trattamenti È importante trattare i disturbi d'ansia, in quanto essi, quando moderati o severi, raramente vanno incontro a remissione spontanea e spesso vengono rimpiazzati da altri disturbi, in genere altre sindromi ansiose o depressive. Tra le psicoterapie vengono spesso utilizzate la terapia psicodinamica e sistemica e le terapie cognitivo comportamentali. I farmaci prescritti sono solitamente gli antidepressivi SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), le benzodiazepine e i beta-bloccanti. Sembra che il disturbo che risponda meglio agli antidepressivi sia il disturbo ossessivo-compulsivo. |
È difficile poter parlare del disturbo ossessivo-compulsivo prima della pubertà, se non dell'adolescenza. I bambini per lo più manifestano i cosiddetti rituali, molto più raramente le idee ossessive. Le condotte ossessive presentano due versanti: uno a livello del pensiero caratterizzato dalle ossessioni, l'altro a livello delle azioni, caratterizzato dai rituali e dalle compulsioni. Le ossessioni sono delle idee da cui non ci si riesce a liberare e che danno sensazioni di estremo disagio mentre il rituale può essere considerato come una ripetizione protratta nel tempo di comportamenti in genere di verifica (controllare se le cose stanno al loro posto). La compulsione, infine, è un sentimento caratterizzato dalla costrizione a compiere un gesto. I rituali sono un modo per controllare l'angoscia del bambino. Tra questi i più frequenti sono i rituali legati all'addormentamento (momento di particolare angoscia). In casi del genere i genitori possono cercare di assecondare il bambino raccontando la storia che il figlio vuole sentire e rassicurandolo, anche lasciando che metta determinati oggetti dove desidera. Un comportamento del genere probabilmente riuscirà a contenere l'angoscia del bambino, permettendogli gradualmente di non sentire più la necessità dei rituali per sentirsi sicuro. Diverso è il caso in cui questi bambini provengano da un ambiente familiare con caratteristiche ossessive, in tal caso, probabilmente questi comportamenti del bambino verranno favoriti. Questo risulta essere un grande fattore di rischio per il delinearsi di un'organizzazione ossessiva.
L'agorafobia rappresenta un'ansia relativa al trovarsi in posti dai quali non sarebbe facile andar via o ricevere aiuto. In genere i posti che suscitano questi timori sono posti in cui ci si ritrova soli e lontani da casa, come i luoghi affollati o i mezzi di trasporto pubblici o privati. Questo timore comporta l'evitamento dei luoghi ansiogeni.