La febbre
È uno dei sintomi più comuni: già nel IV secolo a.C. il famoso medico greco Ippocrate diceva che la febbre è "uno dei grandi mezzi di guarigione". Oggi, la maggioranza dei medici, compresi quelli di formazione classica, concordano: la febbre non va eliminata ma solo tenuta sotto controllo poiché è il segnale che l'organismo sta reagendo alle aggressioni di batteri e di virus. Recenti ricerche condotte negli Stati Uniti hanno dimostrato infatti che, grazie alla febbre, le più importanti cellule-barriera contro virus e batteri aumentano fino a 20 volte, riducendo la durata della malattia.
Per febbre si intende un'alterazione della temperatura corporea che rimane al di sopra dei 37,5°C per un periodo di tempo più o meno lungo. Si manifesta con esordio improvviso, brividi, sintomi respiratori, quali mal di gola, tosse o raffreddore, malessere generale con dolori ai muscoli e alle articolazioni, agli occhi e alla testa, a volte anche nausea, vomito e diarrea, disturbi urinari, minzione frequente, dolore ai reni.
Può essere dovuta a diversi disturbi: infezioni virali o batteriche, un colpo di calore, disordini del metabolismo (ad esempio diabete, crisi tiroidee e gotta), disordini dei centri termoregolatori cerebrali, traumi. La temperatura può variare anche dopo la digestione di un pasto particolarmente abbondante, nel momento dell'ovulazione, per un esercizio fisico molto intenso. Per le febbri che si trascinano per diverse settimane, anche se non sono elevate, va comunque richiesto il parere del medico.