Mondo Farmaco

06/07/2011

Cos'è un farmaco?

Un farmaco è una sostanza in grado di modificare una o più funzioni dell'organismo ed è usato in genere per curare o per prevenire le malattie. Ogni farmaco ha più componenti. Innanzitutto un principio attivo, cioè il componente chimico responsabile dell'attività curativa del farmaco, e in secondo luogo, sostanze ausiliarie, come gli eccipienti. Queste sostanze, dette "inerti", sono prive di proprietà curative e vengono aggiunte al principio attivo per preservarlo da aggressioni esterne, per renderlo più assorbibile da parte dell'organismo, per mantenerlo più stabile e migliorarne il sapore.

I farmaci nella storia umana | Classificazione dei farmaci | Compresse, fiale, supposte o sciroppi?| Funzionamento e utilità del farmaco | Farmaco di marca e farmaco generico


I farmaci nella storia umana
L'istituto statunitense Battelle Medical Technology Assessment and Policy Research Center ha stimato che dal 1940 al 1990 i farmaci hanno salvato 1,6 milioni di vite umane nella lotta a poliomielite, Tbc e malattie circolatorie del cuore e del cervello, con un risparmio di 141 miliardi di dollari. Una stima condotta dall'Institute for Alternative Future ha portato alla conclusione che per il 2015 i farmaci dovrebbero finire col salvare milioni di vite e far risparmiare centinaia di miliardi di dollari nella lotta contro malattie circolatorie, cancro, artriti, Aids e malattia di Alzheimer. Più facili da calcolare e quindi più affidabili i risparmi attribuiti ai moderni farmaci antiulcera. Al convegno Beyond the Crisis: Preserving the Capacity for Excellence in Health Care and Medical Science, tenuto nel 1994, lo studioso Cecil Pickett riportava che, poiché il costo di un intervento chirurgico per ulcera è di 30 mila dollari e dato che dopo la scoperta dei farmaci antiulcera cosiddetti antiH-2 (tipo ranitidina) la cura di un malato è di 900 dollari circa, dal 1977 al 1987 la riduzione del numero d'interventi dell'80 per cento ha permesso un risparmio di 224 milioni di dollari l'anno.

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Classificazione dei farmaci
I farmaci sono distinti e classificati in modi diversi:
  • in base al loro effetto:
    1. antibiotici
    2. antifebbrili
    3. antipertensivi
    4. ecc.
  • in base al modo in cui vengono distribuiti al pubblico:
    1. farmaci a prescrizione medica, cioè tutti i farmaci che possono essere venduti solamente con la prescrizione del medico (ricetta medica)
    2. farmaci da banco(detti anche OTC, dall'inglese "Over The Counter"), cioè tutti i farmaci che possono essere venduti anche senza la prescrizione del medico. La scelta di questi prodotti è lasciata al cittadino, consigliato dal farmacista o dal medico stesso. Solo per questa categoria di prodotti è consentita, in Italia, la pubblicità rivolta al pubblico, su giornali, radio, Tv e Internet.
    3. farmaci SOP, per i quali non è necessaria la prescrizione del medico ma non è consentita la pubblicità rivolta ai pazienti.
  • in base al modo in cui sono stati preparati:
    1. farmaci di origine industriale, che sono specialità medicinali messe in commercio dall'azienda produttrice, con un nome di fantasia e in confezioni che non possono essere modificate da altri
    2. farmaci generici, a base di uno o più principi attivi, prodotti industrialmente, non protetti da brevetto o da certificato protettivo complementare, sono identificati dalla denominazione comune internazionale del principio attivo (o in mancanza di questa dalla denominazione scientifica del medicinale) seguita dal nome del titolare all'autorizzazione all'immissione in commercio
    3. farmaci allestiti o preparati in farmacia(galenici), sono distinti in galenici magistrali, ospedalieri e multipli. I galenici magistrali sono medicinali destinati ad un determinato paziente e preparati in farmacia dal farmacista, su prescrizione medica; i galenici ospedalieri vengono preparati nella farmacia ospedaliera e impiegati all'interno dell'ospedale; i galenici multipli sono, infine, quelli che possono essere preparati dal farmacista in determinate quantità ma devono essere scritti nel formulario nazionale della farmacopea ufficiale. Quest'ultima distinzione si rifà a norme sviluppate a partire da Galeno, un medico che visse nella Roma imperiale dal 131 al 201 dopo Cristo.

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Compresse, fiale, supposte o sciroppi?
Se la tecnica farmaceutica lo permette e il quadro delle malattie lo richiede, i farmaci sono preparati in modo diverso, ovvero sono venduti come preparazione diverse di uno stesso principio attivo perché ciascuna è più utile in una circostanza o per un certo tipo di malato.
Ciascuna forma farmaceutica condiziona la biodisponibilità del farmaco, parola usata per indicare la percentuale di dose somministrata che raggiunge i suoi siti d'azione. Per esempio, se un farmaco preso per bocca passa innanzitutto nel fegato dove viene trasformato per il 90 per cento in una sostanza diversa, senza effetti curativi, la biodisponibilità delle compresse di quel farmaco è del 10 per cento.
Le supposte e gli sciroppi sono usati nei bambini perché le prime garantiscono l'assunzione del farmaco senza la partecipazione del malato e i secondi sono preparati con sostanze che rendono gradevole la somministrazione del farmaco. Inoltre, le supposte sono utili in caso di vomito e nei malati che non riescono più a deglutire. Il limite delle supposte è che il farmaco viene assorbito in modo imprevedibile dal corpo, in modo variabile da una persona all'altra, da una situazione all'altra per la stessa persona e che il 50 per cento viene inattivato nel fegato dove il farmaco passa per forza una volta assorbito dalla parete intestinale.
Sotto forma di crema o pomata il farmaco viene assorbito localmente dalle pelle e in questo modo se ne può indirizzare l'assorbimento su quel punto e limitare l'arrivo e gli effetti in altre parti del corpo. Solo nel caso del cerotto transdermico, un vero e proprio piccolo serbatoio, è previsto che il farmaco sia rilasciato dal cerotto nella pelle in forma continua nel corso di ore e che da questa arrivi attraverso il sangue nelle varie parti. La soluzione, usata per esempio per la somministrazione di ormoni femminili, evita l'effetto "picco e cascata" della quantità di farmaco presente nel sangue che si osserva con altre soluzioni.
Compresse e capsule sono la forma più elementare di preparazione e di assunzione del farmaco. Rappresentano una via di somministrazione in genere sicura, economica e conveniente. L'inconveniente è che alcuni farmaci sono inattivati dai succhi gastrici o dagli enzimi della digestione, altri irritano la parete dello stomaco. In qualche caso si possono preparare variazioni gastroresistenti confezionate in modo da evitare che siano inattivate così da arrivare integre nell'intestino dove il principio attivo viene liberato dalla capsula e può essere assorbito in modo quasi completo. Le capsule hanno una forma cilindrica che le rende più facile da inghiottire e sono usate per evitare il gusto spiacevole dei principi attivi di certi farmaci. I farmaci retard o a rilascio controllato sono varianti di quelli precedenti confezionati con granuli che rilasciano lentamente il principio attivo nell'arco di 8 ore o più.
La via intramuscolare e quella endovenosa (somministrazioni parenterali) garantiscono un assorbimento più prevedibile e più veloce del farmaco, immediato nel secondo caso, ritardato di 10-15 minuti circa nel primo. Inoltre, aggirano l'azione dei succhi gastrici e degli enzimi digestivi che "smonterebbero" le molecole di certi farmaci, per esempio l'insulina. Utilizzando queste vie di somministrazione così dirette, il farmaco viene assorbito in quantità maggiore rispetto alla via orale. Questo comporta, insieme alla maggiore efficacia, un maggior rischio di effetti collaterali. Ecco perché le iniezioni endovenose dovrebbero essere fatte solo dal medico o perlomeno in sua presenza. Le iniezioni possono anche essere sottocutanee o intradermiche, vie attraverso le quali impiega più tempo per svolgere la sua azione nel corpo.
In casi di emergenza si ricorre anche alle fleboclisi che permettono un'assunzione diluita - e anche controllata - di medicine che è prudente somministrare lentamente e con la possibilità d'interrompere subito la somministrazione. Va sottolineato che esiste un'ampia variabilità tra individuo ed individuo, per quanto riguarda l'assorbimento dei farmaci. Per questo motivo ogni terapia deve avvenire sotto il controllo di un medico che ne verifichi l'efficacia e possa prescrivere opportune modifiche di dosaggio e di principio attivo.

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Funzionamento e utilità del farmaco
Non c'è una sola risposta a questa domanda, valida per tutti i farmaci che funzionano in modo diverso proprio perché le malattie alterano le condizioni del corpo in modo diverso. In sintesi si può dire che i farmaci possono essere usati per quattro ragioni. Primo, per prevenire. Anche se nella nostra mente prevenzione fa rima con vaccino, ci sono più piani di prevenzione. Per esempio, l'aspirina ha un ruolo nella prevenzione dell'infarto così come gli antiipertensivi hanno una straordinaria importanza nella prevenzione delle emorragie cerebrali. Secondo, per curare. Il caso tipico è quello degli antibiotici e delle infezioni batteriche, ma ci sono anche i farmaci contro l'ipertensione, l'epilessia o il cancro. Nel primo caso la cura è risolutiva perché fa guarire, negli altri cancella la presenza e i danni della malattia attraverso una somministrazione continua. La cura può avvenire attraverso un'esaltazione dell'attività delle cellule - come nel caso dei farmaci agonisti - altre volte attraverso una sua inibizione, com'è il caso di quelli antagonisti. Terzo, per integrare le sostanze prodotte dal corpo. Un caso tipico è quello dell'insulina prodotta in quantità inadeguate in una malattia comune come il diabete. Quarto, per alleviare i sintomi. Sono farmaci per disturbi come mal di testa, febbre, dolori mestruali. Spesso considerati di minore importanza perché cancellano non le cause - le malattie - ma le conseguenze - ovvero i sintomi -, di fatto hanno un valore straordinario considerato che in molti casi non possiamo fare altro che curare i sintomi e che si tratta dei disturbi che più comunemente alterano la qualità della nostra vita.

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Farmaco di marca e farmaco generico
Una volta scoperta una molecola nuova con capacità curative, un potenziale farmaco nuovo dunque, dopo la valutazione positiva da parte di controllo delle autorità di controllo nazionali e la procedura di registrazione, una ditta farmaceutica ne gode i diritti di brevetto e la mette in commercio con un nome di fantasia. In seguito, una volta scaduti i diritti brevettuali, anche altre aziende possono produrre e commercializzare il farmaco come farmaco generico. Lo debbono però vendere con questo nome e non con altri nomi di fantasia. Questa è la differenza tra una specialità e un generico. In pratica ogni farmaco di questo genere ha alle spalle anni di storia in cui è vissuto sotto le mentite spoglie di una specialità. In farmacia, molti malati restano perplessi ad acquistare un generico: pensano sia un farmaco di qualità inferiore. Non è così. Le caratteristiche chimiche e farmacoterapiche sono le stesse di una specialità. I generici occupano una fetta importante del mercato farmaceutico in altri Paesi, per esempio Germania o Stati Uniti.

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