Prevenzione

23/01/2012

In famiglia tendiamo ad ingrassare: come si previene l'obesità?

Cosa caratterizza l'obesità? Questa condizione fisica patologica è la conseguenza di un eccessivo accumulo di grasso nell'organismo. Il grasso corporeo (tessuto adiposo) è formato dalle cellule adipose o adipociti il cui numero aumenta durante l'infanzia e l'adolescenza per stabilizzarsi al termine della pubertà e rimanere praticamente invariato durante l'età adulta.
L'adolescenza è quindi il periodo della vita nel corso del quale si stabilisce il potenziale di obesità di un individuo: infatti la presenza di un maggior numero di cellule adipose predispone alla comparsa di problemi di sovrappeso e di obesità in età adulta.

Una volta raggiunta la maturità le variazioni di peso influiscono non sul numero ma sulle dimensioni delle cellule adipose: il volume degli adipociti aumenta quando si ingrassa perché queste cellule tendono ad immagazzinare grassi al loro interno e diminuisce quando si dimagrisce.

Cause | Quando si può parlare di obesità? | Conseguenze | Trattamento | Prevenzione


Cause
Quando la tendenza ad ingrassare è dovuta alla presenza di altre patologie (genetiche, endocrinologiche, metaboliche ecc.) oppure all'assunzione di particolari farmaci si parla di obesità secondaria.
Il tipo più diffuso di obesità è comunque quello definito primitivo o essenziale in cui l'accumulo di tessuto adiposo è la conseguenza di un bilancio energetico positivo: l'eccesso di energia risultante dallo squilibrio tra le troppe calorie introdotte con la dieta e le poche calorie consumate nelle attività quotidiane viene trasformato dall'organismo in grasso che poi viene immagazzinato nelle cellule adipose con conseguente aumento del peso corporeo. Nella maggior parte dei casi la causa di questo squilibrio energetico va ricercata in abitudini alimentari scorrette ed in un'attività fisica scarsa.
È stato scientificamente provato che fattori genetici influenzano l'instaurarsi dell'obesità: la particolare tendenza ad ingrassare manifestata da alcuni individui deve essere ricondotta proprio ad una predisposizione individuale dovuta alla familiarità.
Non bisogna poi sottovalutare il fondamentale ruolo svolto dai fattori psicologici che possono indurre un individuo a coltivare abitudini alimentari sbagliate ed eccessive nel tentativo di colmare i disagi provocati da ansia, depressione, insicurezza, solitudine e stress.


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Quando si può parlare di obesità?
Per quantificare l'eccesso di grasso corporeo, in considerazione del fatto che non ci si può basare esclusivamente sul dato che si riferisce al peso perché influenzato da fattori quali la massa muscolare e la struttura ossea, viene utilizzato un indice e precisamente l'indice di massa corporea (body mass index = BMI) che mette in relazione il peso all'altezza e che viene calcolato secondo la formula: BMI = peso (in Kg)/quadrato dell'altezza (in metri). Le classi di peso indicate dal BMI sono: normalità per valori tra 18,5 e 24,9, sottopeso per valori inferiori a 18,5, sovrappeso per valori compresi tra 25,0 e 29,9, obesità per valori superiori a 30, obesità grave per valori maggiori di 35 ed obesità molto grave per valori superiori a 40.
In base alla distribuzione del tessuto adiposo vengono distinti due tipi di obesità:
  • ginoide o sottocutanea (conformazione a "pera"), tipica della donna, in cui il grasso si localizza prevalentemente nelle regioni inferiori del corpo e cioè bacino, anche, glutei e cosce;
  • androide o viscerale (conformazione a "mela"), tipica del maschio, in cui il grasso si localizza nelle regioni superiori del corpo e cioè addome, torace e spalle. Questo tipo di obesità è collegata ad un aumento del rischio di insorgenza di gravi patologie cardiovascolari a causa dei fenomeni meccanici di compressione che il grasso esercita sul cuore e sui vasi.

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Conseguenze
L'obesità rappresenta un fattore di rischio per l'insorgenza di importanti patologie che possono mettere in pericolo la vita del paziente. Oltre a possibili complicanze a carico del sistema scheletrico, del sistema respiratorio, del sistema riproduttivo e soprattutto del sistema cardio-circolatorio l'obesità può indurre la comparsa di diabete mellito, ipercolesterolemia, iperlipidemia, calcolosi della colecisti, alcuni tumori (ad es. al seno, all'utero, alle ovaie, al colon, al retto, alla prostata).
Non devono poi essere trascurate le eventuali ripercussioni a livello psicologico conseguenti all'alterazione della qualità della vita provocata dalla condizione di obesità.


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Trattamento
L'obesità deve essere trattata da personale medico specialistico che prima di tutto deve valutare se l'aumento di peso è da ricondurre ad un'obesità secondaria: in caso affermativo la terapia sarà rivolta alla cura della malattia di base.
La cura dell'obesità essenziale, da effettuarsi comunque sotto controllo medico, prevede invece la prescrizione di una corretta ed equilibrata dieta ipocalorica combinata ad un'idonea attività fisica. Soltanto in caso di necessità il medico potrà ricorrere ad una terapia farmacologia di supporto e solamente nei casi di obesità molto gravi che comportano un rischio di mortalità per il paziente potrà prendere in considerazione un'eventuale terapia chirurgica, intervenendo sul tratto gastro-enterico.


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Prevenzione
È certo che la prevenzione dell'obesità ha maggior successo del suo trattamento e di conseguenza assume particolare importanza la sensibilizzazione individuale affinché ciascuno di noi adotti uno stile di vita sano.
Per mantenere il peso corporeo nei limiti ottimali è necessario prima di tutto controllare l'alimentazione che deve essere moderata, bilanciata (per garantire l'apporto minimo di tutti i nutrienti indispensabili) e distribuita opportunamente durante l'arco della giornata. È raccomandabile limitare l'ingestione di cibi ricchi di grassi e consumare regolarmente verdura e frutta che oltre ad incidere positivamente sull'equilibrio energetico apportano vitamine, minerali e fibre.
Per raggiungere e mantenere il peso forma ad una dieta sana va associata un'adeguata attività fisica che aumenti il dispendio energetico e quindi le uscite caloriche. Una "condizione di vita più attiva" non deve essere intesa solamente come pratica di un'attività sportiva ma anche e soprattutto come incremento dell'attività fisica nella routine quotidiana: camminare il più possibile invece di usare sempre l'auto, salire e scendere le scale invece di usare sempre l'ascensore, evitare di trascorrere molte ore davanti al televisore ecc.
Una particolare attenzione va posta al controllo del peso nell'infanzia perché un bambino obeso ha molte probabilità di rimanere obeso in età adulta.


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