Automedicazione

17/10/2005

Orientarsi nella scelta del dentifricio

Per garantire l'igiene del cavo orale e prevenire quindi l'insorgenza di carie e di altre malattie è di fondamentale importanza provvedere alla pulizia dei denti al termine di ogni pasto, soprattutto di quello serale. Come? Spazzolando i denti per almeno 2-3 minuti con lo spazzolino e naturalmente con l'ausilio di un dentifricio!
Il dentifricio contiene dei principi attivi che contribuiscono a rimuovere la placca batterica, a proteggere i denti ed i tessuti parodontali dagli attacchi batterici, a rafforzare lo smalto dei denti, a rimuovere le macchie e a rinfrescare l'alito.
I requisiti indispensabili del dentifricio | Tipi di dentifricio | Consigli


I requisiti indispensabili del dentifricio
Il dentifricio comunemente e quotidianamente usato dovrebbe possedere questi requisiti:
  • avere un pH intorno a 7;
  • non agire irritando le mucose;
  • possedere un sapore ed un aspetto gradevole;
  • contenere fluoro, elemento chimico che protegge la normale struttura morfologica e chimica del dente e che svolge un’azione preventiva nei confronti dell’insorgenza della carie;
  • non possedere un potere abrasivo troppo alto. Un buon dentifricio deve possedere un’abrasività sufficiente a rendere liscia e lucida la superficie dello smalto ma al tempo stesso non deve essere eccessivamente abrasivo perché in questo caso, con il tempo, provocherebbe danni allo smalto, ai denti ed alle corone dentali. L’abrasività del dentifricio è indicata sulla confezione con la sigla RDA: RDA 50 = alta abrasività; RDA 25 = bassa abrasività.

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Tipi di dentifricio
Essendo disponibili in commercio diverse linee di dentifricio ognuna delle quali presenta caratteristiche diverse può essere saggio consultarsi con il proprio dentista allo scopo di farsi consigliare quale sia il prodotto più indicato per curare la propria igiene orale.
Nel caso si soffra di ipersensibilità ai colletti dentali e quindi si lamenti la comparsa di dolori brevi ma molto intensi quando il dente entra in contatto con alimenti caldi, freddi, zuccherati o acidi potrebbe rivelarsi utile usare i dentifrici appositamente studiati per i “denti sensibili” perché poco abrasivi e contenenti principi attivi che riducono il fastidio provocato dall’ipersensibilità dentinale.
Esistono poi dentifrici anticarie ed antiplacca che contengono dei potenti antibatterici i quali agiscono riducendo la formazione della placca dentaria e dentifrici “sbiancanti” i quali contengono sostanze abrasive che se vengono però usate per periodi di tempo troppo prolungati possono causare l’assottigliamento dello strato di smalto e di conseguenza indurre la comparsa di vere e proprie lesioni ai denti.
Oltre ai dentifrici usati comunemente per la pulizia e la conservazione dei denti ci sono i cosiddetti dentifrici medicati, ovvero dentifrici che contengono dei veri e propri farmaci (antibiotici, antiflogistici ecc.) e che vengono utilizzati per la terapia o la prevenzione di problemi del cavo orale: questi prodotti vanno usati per un periodo di tempo limitato e sotto controllo medico.

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Consigli
Naturalmente è bene tenere presente che per completare la pulizia dei denti è necessario ricorrere all’uso regolare del filo interdentale che rappresenta un sistema insostituibile per eliminare la placca batterica dalle zone interdentali che non possono essere raggiunte dalle setole dello spazzolino.
E’ importante poi sottoporsi periodicamente ad una pulizia dei denti professionale che viene eseguita dal dentista per rimuovere il tartaro da quelle zone che non vengono ben pulite perché difficoltose da raggiungere nelle operazioni quotidiane di igiene orale.

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