Mondo Farmaco

26/10/2009

Le istituzioni del mondo farmaceutico

Il sistema farmaceutico è caratterizzato dalla presenza di una serie di istituzioni, ognuna delle quali ha uno specifico compito.
Per comprendere perché ciascuna istituzione esiste e quali relazioni ha con le altre, è utile descrivere come si arriva a rendere disponibile un farmaco per i pazienti affetti da una certa malattia.
Le principali istituzioni del farmaco | Ministero della Salute e Farmindustria | Una politica di concertazione


Le principali istituzioni del farmaco
I centri universitari e gli Istituti di ricerca pubblici e privati sono le istituzioni che principalmente si dedicano allo studio e alla comprensione delle cause e dei meccanismi alla base delle malattie. Sapere perché si sviluppa una malattia o conoscere alcuni dei meccanismi che la determinano è il primo passo per fare delle ipotesi su quali sostanze potrebbero essere impiegate come rimedi per quella malattia.
Una delle principali attività dei ricercatori che operano all’interno delle Aziende farmaceutiche e degli Istituti di ricerca è quella di sperimentare in laboratorio una elevata quantità di molecole, fino ad individuarne almeno una che abbia una elevata probabilità di essere efficace sui pazienti affetti da una certa malattia.
A questo punto, inizia la lunga fase di sperimentazione clinica di un farmaco, che coinvolge, oltre alle Aziende farmaceutiche, altre istituzioni molto importanti: gli ospedali e i centri di assistenza di tutto il mondo, che contribuiscono arruolando i circa 1000 – 3000 pazienti che sono necessari per dimostrare l’efficacia e la sicurezza del farmaco studiato. Per questi centri, essere coinvolti dalle Aziende farmaceutiche in sperimentazioni cliniche di nuovi farmaci è molto importante, in quanto possono offrire ai loro pazienti delle terapie innovative molto tempo prima che queste siano disponibili sul mercato. Questa è la fase più lunga, più impegnativa e più costosa (si è nell’ordine dei milioni di dollari o di euro per ogni singolo farmaco sperimentato) di tutto il processo che porta un farmaco a disposizione dei pazienti che ne beneficeranno.
Da pochi anni a questa fase partecipano attivamente dei nuovi soggetti: le Associazioni dei pazienti affetti da quella data malattia per la quale si vuole sperimentare il nuovo farmaco. La loro funzione è quella di contribuire a rendere efficace e rapida la fase di sperimentazione clinica di un farmaco, soprattutto per alcune malattie, come alcuni tipi di tumore, per la quali non sono ancora disponibili delle cure.
La fase di sperimentazione, oltre ad essere la più costosa per l’Azienda farmaceutica che la sostiene, è anche la fase imprenditorialmente più rischiosa, in quanto tutti i milioni di euro o di dollari spesi per questi studi potrebbero non vedere alcun ritorno, nel caso in cui da questi studi non risultasse l’efficacia del farmaco o il profilo di sicurezza del farmaco non fosse adeguato.
Terminata la fase di sperimentazione clinica, il farmaco deve avere dimostrato di essere efficace su un elevato numero di pazienti affetti da quella malattia e tutti i risultati della sperimentazione sono inviati alle Autorità preposte a valutare se effettivamente quel farmaco è efficace e sicuro per i pazienti che potrebbero utilizzarlo. Tali istituzioni sono l’EMEA in Europa e l’FDA negli Stati Uniti. Una volta che l’EMEA ha stabilito che un farmaco può essere registrato e utilizzato per il trattamento di un certo stato morboso, l’Azienda farmaceutica richiederà alle Autorità Sanitarie di ciascuno Stato membro l’autorizzazione a commercializzarlo nei rispettivi Paesi, negoziando con quelle Autorità sia il prezzo, sia le modalità di rimborso del prodotto (a carico del paziente o a carico del Sistema Sanitario Nazionale). In Italia, l’Autorità incaricata di decidere il prezzo dei farmaci e le modalità di rimborso è l’AIFA. Una volta che il farmaco è disponibile sul mercato, le Aziende farmaceutiche, l’EMEA e i medici che operano nelle strutture di assistenza continuano a monitorare il profilo di sicurezza del farmaco, segnalando eventuali effetti collaterali che non erano emersi durante la fase di sperimentazione.

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Ministero della Salute e Farmindustria
In Italia la principale istituzione nel settore faramaceutico è il Ministero della Salute, all’interno del quale opera l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) a tutela del diritto alla salute garantito dall’articolo 32 della Costituzione. La missione dell’AIFA si articola in 5 punti:
  1. garantire l’unitarietà nazionale del sistema farmaceutico d’intesa con le Regioni;
  2. facilitare l’accesso ai farmaci innovativi, ai farmaci orfani e per le malattie rare;
  3. promuovere l’impiego sicuro ed appropriato dei medicinali;
  4. favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore farmaceutico in Italia;
  5. rafforzare i rapporti con le Agenzie degli altri Paesi, con l’Agenzia europea per la valutazione dei medicinali (EMEA) e con gli altri organismi internazionali.
Da sottolineare che il valore di fondo dell’AIFA è promuovere una politica del farmaco nell’interesse primario del malato. A tal fine essa, in autonomia, trasparenza ed economicità, interagisce con tutte le altre istituzioni presenti in Italia: Regioni, Istituto Superiore di Sanità, Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), Associazioni di pazienti, Medici, Società Scientifiche, Aziende produttrici e mondo distributivo.

Le aziende farmaceutiche, in particolare, sono riunite in un’associazione di categoria che si presenta nelle sedi istituzionali come un soggetto unico: Farmindustria. Nata nel maggio 1978, oggi conta 210 Aziende aderenti. Farmindustria persegue lo sviluppo del settore farmaceutico, affrontando nelle competenti sedi istituzionali i problemi legislativi, scientifici ed economici, che interessano la vita dei farmaci e le Aziende, che fanno ricerca e producono farmaci. Farmindustria ha sede a Roma ed ha uffici anche a Milano.
Il settore farmaceutico occupa oltre 220 mila persone, considerando anche l’indotto, investe in ricerca 839 milioni di euro, esporta all’estero il 50% della sua produzione per complessivi 9,5 miliardi di euro e rappresenta uno dei comparti a tecnologia più avanzata, necessaria per la competizione internazionale.

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Una politica di concertazione
Occorre fare, a questo punto, 2 considerazioni:
  1. La ricerca di base, che si concentra sullo studio delle cause e dei meccanismi che portano allo sviluppo di malattie, necessita di una notevole quantità di risorse. Tali risorse provengono in larga parte dai Governi dei Paesi più industrializzati del mondo, ma, in misura importante, anche dalle Aziende farmaceutiche, che finanziano tali Istituzioni attraverso fondi e borse di studio indipendenti.
  2. I costi necessari per la sperimentazione di nuovi farmaci sono alti. Se è logico aspettarsi che le Aziende rientreranno in possesso del loro investimento una volta che il prodotto sarà sul mercato, occorre anche considerare che le stesse Aziende necessitano del denaro necessario per finanziare tali sperimentazioni prima di arrivare a vendere quel prodotto. Esse, pertanto, trovano questo denaro attraverso una parte dei ricavi derivanti dalla vendita di altri loro prodotti già presenti in commercio. Quindi, è utile guardare a una parte del costo di qualunque farmaco come a una percentuale che l’Azienda produttrice destinerà per la ricerca di farmaci nuovi.
Questo ultimo punto è stato colto dal Ministro della Sanità, che, a fine Luglio, è intervenuto alla giunta di Farmindustria, in occasione del suo primo incontro ufficiale con gli industriali del settore farmaceutico. In quella occasione sono state gettate le basi programmatiche per dare inizio ad una politica di concertazione tra Governo e Farmindustria finalizzata a dare una stabilità normativa al settore farmaceutico.
Un punto su cui il Ministro e il presidente di Farmindustria si sono trovati allineati riguarda proprio il tema della formazione del prezzo di un farmaco, considerati i ripetuti tagli che nell’ultimo periodo erano stati applicati ai prezzi di tutti i farmaci.
Due sono i grandi obiettivi che Governo e Industria farmaceutica intendono perseguire:
  • Impegno da parte delle Aziende farmaceutiche a perseguire ricerca e sviluppo.
  • Impegno da parte del Governo ad assicurare quelle condizioni di stabilità normativa che consentano all’Industria di poter eseguire programmazione e investimenti a lungo termine.
La possibilità di dare inizio a progetti di lungo termine permetterebbe alle Aziende di rendere più efficace l’integrazione con il mondo scientifico e professionale operante nel nostro Paese. L’introduzione di funzioni di controllo che vigilino sull’esecuzione e sull’efficacia delle misure adottate, completerà la realizzazione di questo progetto, che al momento è ancora in una fase sperimentale, che vede l’AIFA impegnata a lavorare con alcune singole Aziende.

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