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Allergia

Le allergie sono il risultato di una reazione inappropriata ed esagerata dei meccanismi di difesa dell'organismo allorché entrano in contatto con sostanze di vario tipo (allergeni) normalmente ben tollerate o utili. L'allergia provoca dei sintomi molto diversificati che variano molto secondo il grado di sensibilizzazione raggiunto dal soggetto, che generalmente coinvolgono gli occhi, l'apparato respiratorio, la pelle o l'intestino e che variano in funzione dei fattori allergeni. Le allergie alimentari, perlopiù associate al consumo di latte, farina, noccioline e crostacei provocano nausea, vomito, diarrea e talvolta arrossamenti cutanei. I pollini, gli acari, i peli di animale e alcuni alimenti possono indurre eccessivo prurito agli occhi e al naso, provocare crisi di starnuto, rinite, fino ad arrivare a delle vere e proprie crisi d'asma. Le sostanze chimiche e alcuni metalli, come per esempio quelli contenuti nei cosmetici, nei gioielli e nei detersivi, danno perlopiù dermatiti da contatto. Alcuni alimenti, i farmaci e le punture di api e vespe possono suscitare la reazione allergica più grave e pericolosa, lo shock anafilattico che provoca l'ostruzione delle vie aeree e che può dare un esito fatale.
Attualmente esistono diversi esami che permettono di identificare il fattore allergene e l'intensità della risposta allergica. I più utilizzati sono i test cutanei, i test di provocazione e i test in vitro. Le terapie variano in funzione dell'allergene e dei sintomi. Per alleviare i sintomi sono spesso utilizzati gli antistaminici e i corticosteroidi, per i casi di reazione allergica grave, come nello shock anafilattico, è indicata la somministrazione di adrenalina che esiste anche in formato autoiniettabile. Un trattamento particolare infine è costituito dall'immunoterapia basata sulla somministrazione graduale e sotto stretto controllo medico, dell'allergene responsabile e che serve ad indurre la formazione di anticorpi specifici. Il fenomeno dell'allergia è in Europa in costante aumento e le cause di questa epidemia non sono ancora molto ben conosciute, sembra comunque che fattori ereditari e soprattutto ambientali, legati al tipo di vita adottato nel mondo occidentale abbiano un ruolo essenziale. Alcuni studi condotti in ambiente urbano dimostrano per esempio che l'inquinamento atmosferico, soprattutto quello provocato dal diesel, faciliterebbe lo scatenarsi dell'allergia al polline. O ancora il riscaldamento climatico favorendo l'impollinazione più intensa e prolungata delle specie allergiche sottopone i soggetti sensibili ad un'esposizione più intensa e prolungata che nel passato. Un altro fattore importante sembra potere essere identificato in un possibile e progressivo disimpegno del sistema immunitario. In effetti, la diffusione degli antibiotici e dei vaccini, la diminuzione delle malattie infettive croniche - come la tubercolosi - paradossalmente potrebbero indurre il sistema immunitario, non più impegnato a combattere le infezioni, a dare origine a reazioni immunitarie inappropriate e per conseguenza allergiche.