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Anoressia nervosa

L'anoressia è una malattia psichiatrica legata al modo di vita occidentale, che generalmente colpisce le adolescenti o le giovani donne tra i 14 e i 25 anni. Peraltro è una malattia che tende ad estendersi anche ad altre categorie prima relativamente preservate come gli adolescenti maschi, le bambine in età pre-pubere e le donne al di sopra dei 25 anni. È caratterizzata dall'associazione di tre sintomi: la perdita dell'appetito (l'anoressia propriamente detta), il dimagrimento eccessivo (fino a meno del 30 per cento del peso normale) e l'amenorrea (assenza delle mestruazioni per più di tre cicli). Inizialmente l'anoressia si manifesta col desiderio di controllare il peso. Le ragazze si trovano troppo grasse e il dimagrimento diventa un'idea fissa. Si notano generalmente due tipi di comportamento di controllo: quello che passa attraverso la dieta, il digiuno o l'eccessiva attività fisica e quello in cui il cibo ingerito viene eliminato attraverso il vomito auto-indotto o l'uso di lassativi o altri farmaci. Il malato di anoressia si sforza di controllare lo stimolo naturale della fame e si impone delle restrizioni alimentari che progressivamente possono arrivare al rifiuto massiccio degli alimenti. Le conseguenze della malnutrizione determinata dall'anoressia prolungata possono essere molto serie: anemia, osteoporosi, disidratazione e alterazioni cardio-vascolari. Dal punto di vista psicologico i soggetti colpiti da anoressia presentano dei comportamenti stereotipi. La ragazza non ha coscienza del suo disturbo, considera il proprio atteggiamento verso il cibo come normale, è iperattiva e molto attenta ai risultati scolastici ma ha delle relazioni sociali difficili e non mostra interesse per la vita sessuale ed affettiva. Spesso prepara i pasti degli altri ma mostra disagio a mangiare in compagnia, vive l'idea di magrezza corporea come una sorta di ideale estetico assoluto e generalmente manifesta una forte rigidità mentale. Le cause dell'anoressia sono mal conosciute, sopravviene spesso dopo un conflitto famigliare ma l'interazione tra apparizione del disturbo e comportamenti del gruppo famigliare non sono meccaniche e non possono essere ridotte ad uno schema di causa/effetto. È probabile che l'anoressia sia legata ad un'anomalia inconscia e profonda della sfera affettiva in cui il rifiuto di crescere e l'immaturità sessuale giocano un ruolo importante. Inoltre non si può sottovalutare il peso della pressione esercitata dal modello sociale ed estetico occidentale in cui bellezza, magrezza e successo sono fortemente associate, modello che su soggetti sensibili e poco strutturati può avere un forte impatto. Come per tutti i disturbi del comportamento alimentare non esiste una terapia unica per trattare l'anoressia. La cura più adatta per il soggetto deve essere decisa e portata avanti da équipe specializzate composte da diverse figure: psicologo, psichiatra, dietista e nutrizionista ed è importante che tutta la famiglia sia coinvolta.