Disturbi del comportamento alimentare
Sono sempre più diffusi nella società occidentale con una frequenza molto alta nelle ragazze tra i 12 e i 25 anni (8-10 ragazze su cento). Hanno comunque tendenza a colpire ormai anche altre fasce d'età (donne adulte per esempio). Ben note sono l'anoressia nervosa, in cui il soggetto rifiuta un'alimentazione normale per rimanere molto al di sotto del peso normale e la bulimia in cui gli episodi di abbuffate incontrollabili sono associati a comportamenti di eliminazione del cibo ingerito attraverso vomito auto-indotto o l'adozione di altri comportamenti inadeguati. Esistono però delle forme "intermedie" di disturbi in cui l'una o l'altra delle caratteristiche proprie all'anoressia e alla bulimia sono presenti o attenuati. Possiamo per esempio citare il cosiddetto binge eating desorder in cui ritroviamo gli episodi di abbuffate incontrollabili e esagerate ma senza che dopo vi siano comportamenti compensatori di vomito auto-indotto. Inversamente alcuni soggetti provocano il proprio vomito anche dopo aver ingerito piccole quantità di cibo "ingrassante" (biscotti, dolci). Oppure vi sono delle forme molto simili all'anoressia nervosa in cui però la persona pur dimagrendo in maniera esagerata non è sottopeso. Tutte queste forme di disturbo del comportamento alimentare sono comunque accomunate da un desiderio ossessivo di controllare la propria alimentazione e gli effetti che il cibo ha sul corpo, ossessione legata in maniera speculare alla paura di perdere il controllo. Come per l'anoressia e la bulimia le cause di questi disturbi vanno probabilmente ricercate in fattori di ordine personale ed affettivo proprie ad ogni individuo che si combinano con una mancata distanza da modelli sociali oppressivi in cui perfezione del corpo e capacità di controllo sono sopravvalutati. Le terapie più efficaci richiedono l'intervento di équipe specializzate (psicologo, dietetista, nutrizionista) e una buona interazione con il paziente e la sua famiglia.