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Colite (Sindrome dell'intestino irritabile)

Nel linguaggio corrente la colite designa in modo piuttosto generico un insieme di disturbi intestinali non gravi ma fastidiosi (diarrea, dolori addominali, flatulenza, difficoltà digestive). In realtà il termine di colite è improprio poiché nel linguaggio medico starebbe ad indicare uno stato infiammatorio dell'intestino (per esempio colite ulcerosa, malattie infiammatorie dell'intestino). Ora i disturbi che comunemente definiamo come "colite" possono invece essere imputabili non ad un'infiammazione ma ad uno stato di alterazione delle normali funzioni dell'intestino. In medicina si preferisce quindi parlare di "sindrome dell'intestino o colon irritabile". Quale che sia la definizione scelta la "colite" è il disordine più diffuso dell'apparato digerente, nei paesi industrializzati colpirebbe 15-20 per cento della popolazione con una frequenza maggiore nelle donne. Le cause di questo disturbo non sono ben conosciute anche se sembra che ci sia una forte componente psicosomatica. In effetti la "colite" è spesso associata a stati di ansia, di depressione o sopraggiunge dopo periodi di intenso stress. Potrebbero anche concorrere fattori ormonali che favorirebbero l'apparizione della disfunzione nelle donne, che in effetti spesso in periodo mestruale lamentano un peggioramento del disturbo. I sintomi più comuni sono dolori e crampi alla pancia, senso di gonfiore, flatulenza, diarrea e/o stitichezza e presenza di muco nelle feci. La "colite" può colpire anche i bambini mentre dopo i 50 anni tende a diminuire. È importante notare che questa disfunzione ha un carattere benigno e non causa complicazioni ma nel caso di aggravamento dei disturbi, di dimagrimento e di anemia è bene consultare il medico per escludere patologie più gravi. Il modo più semplice di limitarne gli effetti consiste da una parte nel tentare di trattare gli stati di tensione psicologica attraverso attività distensive (yoga, sport, esercizi di rilassamento) o psicoterapie ed escludere i cibi che peggiorano la sintomatologia (latte e derivati, cioccolato, alcol, caffè, bevande gassate, grassi e fritture).