Eciclopedia

Disturbi del sonno

Il sonno ha una funzione vitale poiché permette, oltre al riposo fisico ed al rallentamento di certe funzioni, la rielaborazione delle informazioni acquisite durante lo stato di veglia permettendo la loro memorizzazione e il mantenimento delle facoltà cognitive. In alcuni esperimenti si è infatti osservato che la privazione completa del sonno provoca gravi problemi di memoria, fenomeni di delirio e allucinazione e perdita di contatto con la realtà. Il sonno è organizzato in cicli della durata di un'ora circa che si ripetono quattro o cinque volte per notte, alcune di questi cicli sono caratterizzati dall'insorgenza dei sogni (fase REM). I disturbi del sonno comprendono diverse forme di alterazioni tra cui l'insonnia rappresenta solo uno degli esempi. La classificazione attualmente più usata distingue tre diverse tipologie di disturbo:
  • Le dissonnie in cui la qualità e la quantità del sonno risultano alterate (per esempio l'insonnia). Sono generalmente associate a stati di tensione emotiva, a modificazioni dell'ambiente di riposo, all'altitudine o possono essere legate all'assunzione di farmaci, alcol o eccitanti come il caffè.
  • Le parasonnie caratterizzate da comportamenti notturni anomali che talvolta non provocano il risveglio (sonnambulismo, risvegli bruschi e agitati, perdita incontrollata di urina, digrignamento di denti). Colpiscono con frequenza i bambini. Sono spesso legati a periodi di stress o a personalità molto emotive ma nel caso del sonnambulismo le cause restano sconosciute.
  • I disturbi del sonno secondari ovvero legati ad altre malattie perlopiù psichiatriche (depressioni, psicosi) o neurologiche (Parkinson, emicranie, epilessia). Il trattamento delle alterazioni del sonno generalmente associa l'uso di terapie cognitive e comportamentali, l'adozione di misure di igiene del sonno e trattamenti farmacologici.