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Febbre

La febbre non è una malattia a sé stante ma costituisce una reazione di difesa dell'organismo nella maggior parte dei casi provocata da infezioni virali o batteriche. La temperatura normale di un essere umano oscilla tra i 35,8° e i 37,2°. Le variazioni intervengono anche nel corso di una stessa giornata o in funzione di diversi fattori (età, sesso, condizioni climatiche, attività fisiche, ecc.). La temperatura rettale è superiore di 0,4° a 0,9° rispetto a quella rilevata sotto l'ascella. Per i bambini fino ai 6 anni è preferibile prendere la temperatura per via rettale, nei bambini più grandi e negli adulti si può rilevare la febbre sotto l'ascella. Si può parlare di febbre quando la temperatura supera per un certo tempo i 37,2°. Quando si verifica un'infezione il nostro organismo mette in moto un meccanismo di aumento della temperatura corporea che impedisce ai microbi di moltiplicarsi. Quando l'infezione comincia a guarire entra in gioco la sudorazione che permette di disperdere il calore e fa abbassare la temperatura. È per questa ragione che se la febbre resta intorno ai 38°-38,5° ed è associata ai normali sintomi di raffreddamento (raffreddore, tosse) è meglio aspettare 24 ore prima di prendere degli antipiretici (farmaci antifebbrili) poiché si bloccherebbe la normale reazione di difesa dell'organismo. La consultazione del medico è consigliato per i lattanti quando la temperatura resta uguale o superiore ai 40°, per i bambini, in cui peraltro la febbre alta può causare delle crisi di convulsioni (convulsioni febbrili), quando la temperatura resta uguale o superiore ai 40° anche dopo l'assunzione di antipiretici o se lo stato febbrile è accompagnata da sonnolenza eccessiva e confusione, per gli adulti che presentano febbre molto alta e dolore e affanno al petto o che avvertono una forte rigidità ai muscoli del collo.