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Sifilide

La sifilide (o lue) è una malattia infettiva trasmessa da un batterio per via sessuale e più raramente dalla madre al feto. È ancora molto diffusa, anche nei paesi sviluppati, e dopo la regressione avvenuta negli anni 1990 si osserva invece una preoccupante recrudescenza in tutto il mondo. In Italia, per esempio, tra il 2000 e il 2001 i casi di sifilide sono raddoppiati, presentando una forte incidenza tra i giovanissimi e i sieropositivi. La malattia è responsabile di lesioni della cute e delle mucose e colpisce numerosi organi. Si sviluppa in tre stadi successivi: primario, secondario e terziario caratterizzati da lesioni di entità variabile e da un decorso lento che può però portare progressivamente a disturbi gravi a carico di diversi organi (disturbi cardiaci, neurologici, epatici, oculari). Le due prime fasi della malattia se correttamente curate guariscono senza conseguenze. I primi sintomi della malattia sono l'ingrossamento di alcuni linfonodi e delle ulcerazioni indolori agli organi genitali. Successivamente la sifilide si manifesta con eruzioni cutanee in diverse zone del corpo (orecchie, ascelle, regione cervicale). Infine, dopo un periodo di latenza che può durare anche diversi anni, la sifilide può raggiungere la fase terziaria provocando danni a carico degli organi importanti. La sifilide si cura con gli antibiotici e la risoluzione favorevole è strettamente legata alla diagnosi e al trattamento precoce. Come tutte la malattie sessualmente trasmesse l'uso dei preservativi rimane la misura di prevenzione più efficace.