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Tumore alla mammella

Il tumore alla mammella è il cancro più diffuso nella popolazione femminile e rimane la prima causa di morte nelle donne tra i 25 e i 54 anni. Tuttavia le tecniche di screening che consentono la diagnosi precoce permettono di guarire il 90 per cento dei tumori se riconosciuti nella fase iniziale. Come per molti tumori si conoscono alcuni fattori di rischio che favoriscono l'insorgenza della malattia. Il primo è legato alla presenza di alcuni ormoni femminili. In effetti le donne con ovaie non funzionanti e non trattate con terapie ormonali sostitutive non sono soggette al tumore del seno. Inoltre il rapporto uomo-donna nello sviluppare la malattia è di 1 per 150. Un altro fattore di rischio è costituito dall'età poiché dopo i 30 anni le probabilità di avere la malattia aumentano. Altri fattori di rischio sono legati alla vita della donna: maternità (l'assenza di figli aumenta il rischio), l'età in cui si partorisce per la prima volta, se si ha allattato e l'età delle prime mestruazioni e della menopausa. In meno del 10 per cento dei casi il tumore alla mammella ha un'origine genetica. Il cancro alla mammella si manifesta principalmente con noduli di dimensioni variabili più o meno apparenti. Nel 80 per cento dei casi questi noduli hanno un carattere benigno (causati per esempio dalla mastopatia fibrocistica) e solo nel 20 per cento de casi si rivelano essere dei tumori. La diagnosi precoce del tumore alla mammella riveste un carattere primordiale per la diminuzione della mortalità. È quindi importante effettuare regolarmente l'autopalpazione del seno e a partire dei 40 o in caso di antecedenti familiari sottoporsi agli esami specifici (mammografia, ecografia mammaria). I noduli al seno vanno sempre segnalati al medico che svolgerà le analisi appropriate (agoaspirato, biopsia) per determinarne la natura. La cura del tumore alla mammella prevede l'asportazione chirurgica più o meno radicale della parte colpita e la chemioterapia.